di Patrizia Pittia

Carissimi lettori di Wining, lo scorso 30 luglio ho accettato con piacere l’invito a visitare la cantina Tarlao, un’azienda storica della Doc Aquileia, insieme a poche persone, esperte del settore. Erano con me gli enologi Rodolfo Rizzi (presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia), Daniele Calzavara e Giorgio Bertossi; i giornalisti Nicolò Gambarotto (direttore di Fuocolento), Claudio Fabbro, Adriano Del Fabro, Sandro Di Filippo, i colleghi sommelier Gianni Ottogalli, Michele Biscardi e Donatella Briosi.

Il fondatore dell’azienda è l’indimenticabile Igino Tarlao, uno dei nomi più importanti del mondo agricolo della Bassa Friulana, pioniere della viticoltura di qualità del dopoguerra, da poco scomparso. Era chiamato il Contadino d’attacco, per il suo impegno nelle vigne di famiglia, ma anche per essere stato un punto di riferimento del Consorzio Doc Aquleia, sempre attento alle problematiche agricole e vitivinicole del territorio. Negli anni ’80, assieme al figlio Sabino, aveva arricchito l’azienda con un Ristoro agrituristico nel quale si potevano assaggiare vari prodotti tipici, come per esempio carni alla griglia abbinate ai vini della cantina. Una grande passione trasmessa da nonno Igino al nipote Francesco che ci accoglie, in questo giovedì di fine luglio (che sembra autunno), col sorriso sulle labbra.

Arriviamo ad Aquileia, colonia Romana fondata nel 181 a.c. L’azienda si trova a pochi passi dall’importante sito archeologico che custodisce i resti dell’antica città romana. Francesco ci racconta della sua laurea in Viticoltura ed Enologia conseguita all’Università di Udine nel 2007: un successo che riempie di orgoglio nonno Igino, che gli aveva trasferito le sue conoscenze pratiche di vigna e di cantina. Dopo la laurea e un Master in Wine Business and Management a Trieste fa esperienza nelle più prestigiose cantine della Doc Aquileia e anche all’estero (Mendoza in Argentina e negli Stati Uniti). Acquisite esperienza e conoscenze, Francesco decide di rientrare per valorizzare l’azienda dove è cresciuto: lo storico Casale Contadino, la cantina e il ristorante alla Frasca. E ovviamente il terreno: 10 ettari coltivati di cui cinque a seminativo e cinque a vigneto.


La cantina è piccola ma curata. Qui Francesco ci spiega la sua filosofia che parte da un’attenta valorizzazione della tipicità delle uve e dall’analisi del terreno di origine alluvionale, ricco di sali minerali. Il microclima di queste parti si basa sul caldo influsso del vicino mare Adriatico che conferisce ai vini struttura e profumi intensi. Per i vini bianchi (dopo alcune ore di macerazione a freddo per le uve) è stato scelto l’affinamento in acciaio. Per alcuni rossi si preferisce l’affinamento in barriques di rovere francese. Il tipo di allevamento in vigna è Guyot basso.

Ma, bando alle specificità da addetti ai lavori, arriva il momento della degustazione che si terrà all’interno del Casale Agrituristico, una grande casa contadina in sassi, dove ci accoglie il Fogolar (il focolare friulano), uno dei più antichi del Friuli Venezia Giulia: tutto all’interno pareti in pietra, travi in legno che ricoprono il soffitto, candide tendine alle finestre, foto di famiglia sulle pareti. A noi è stata riservata un’ampia stanza, antichissima sede della vecchia cantina.


Il tasting


Pinot Bianco 2013
– Francesco racconta di come le vigne di questo primo vino (Pinot Bianco in purezza) siano vecchie di circa cinquanta anni: cloni storici, poco prodotti in Friuli per un vino molto amato dalla famiglia. Le uve dopo la raccolta subiscono una macerazione a freddo di circa 12 ore, fermentazione con lieviti selezionati, poi diversi batonnage che durano circa tre mesi. A maggio l’imbottigliamento. L’etichetta molto particolare, voluta da Francesco per ricordare il nonno, riproduce una pellicola in bianco e nero che sembra scorrere, raccontando la storia dell’azienda.

Giallo paglierino, al naso frutta a polpa bianca e sentori minerali; al primo sorso si nota grande sapidità, eleganza e una struttura che certamente lo migliorerà nel tempo. Piccola nota. E’ bello dialogare con Francesco: ci tiene ai nostri commenti e alle nostre sensazioni. Apprezza i nostri consigli ed è sempre pronto a mettersi in gioco per migliorare: veramente un bravo ragazzo. Non è affatto uno che se la tira, tutt’altro!

Malvasia Istriana 2013
– Nel calice giallo paglierino che vira sul dorato. In questo caso il vigneto ha circa dieci anni, ma è ottenuto da cloni di vecchie vigne nelle quali Francesco esegue un nutrito diradamento alle orecchiette dei grappoli, seguito dal defogliamento e da una perfetta maturazione delle uve. Dopo una macerazione a freddo di circa nove ore e la fermentazione si eseguono dei batonnage delicati e diradati: il vino poi si affina per il 20% in botti di legno francese e il rimanente in acciaio. Al naso note fruttate di albicocca e una decisa aromaticità; al sorso bella persistenza gusto-olfattiva, eleganza e sapidità.

Durante la degustazione veniamo coccolati con salumi, formaggi, verdure grigliate e carni alla brace, il tutto servito dalla bellissima e giovane moglie di Francesco, Katherine Stashchyshyn, di origine ucraina, che lo aiuta in azienda e nelle diverse manifestazioni internazionali. Incontriamo così papà Sabino, impegnato alla brace, e mamma Giuseppa Salmeri che ci dedicano volentieri qualche minuto.

Mosaic Blanc 2013
– La linea Mosaic è dedicata ai mosaici della stupenda Basilica di Aquileia. Questo bianco è un blend composto da 50% Pinot Bianco, 40% Malvasia, 10% Sauvignon. Si ottiene da una severa selezione delle uve. Dopo la vinificazione solamente il 20% del Pinot Bianco si affina in barriques di rovere francese. Dopo tre mesi l’assemblaggio e poi l’imbottigliamento ad aprile con ulteriore affinamento fino a settembre. Un evidente giallo dorato, alle narici frutta tropicale e lieve aromaticità. Un effetto in bocca davvero caldo e minerale con una sapidità sempre presente in questi vini. Un Mosaic Blanc molto equilibrato.


Mosaic Red 2011 – Refosco dal Peduncolo Rosso
. Questo vino è ispirato al vino rosso che l’Imperatrice Livia, moglie dell’Imperatore Augusto amava: il Pucinum dell’Aquileia antica, antenato del Refosco. In vigna grappoli diradati e un mese prima defogliamento. Per questo Refosco, il 30% delle uve si raccoglie a giusta maturazione, il rimanente 70% è da vendemmia tardiva e poi viene messo ad appassire naturalmente nel solaio per una quindicina di giorni. Poi le uve fermentano una ventina di giorni in tini di legno. Alla fine il vino matura 18 mesi in barriques nuovi con tostatura media, poi un altro anno di affinamento in bottiglia.

Il vino è di uno stupendo rosso rubino intenso. All’olfatto sentori di ciliegia sotto spirito, cioccolato e spezie dolci. In bocca ritorna la ciliegia, con tannini morbidi, davvero avvolgente. Questo vino – per la cronaca – si è meritato la Corona alle finali della Guida Vinibuoni ed è risultato il miglior Refosco al concorso Friulano & Friends. Mi sa tanto che l’Imperatrice Livia vedeva molto lontano.

Refosco 2009 – Un mese di appassimento e 18 mesi di barriques per questo Refosco del p.r. Rosso rubino intenso nel calice, evoluto perfettamente, note balsamiche e speziate. Al palato ritornano le note balsamiche con tannini rotondi ed eleganti.


Come ultimo vino Francesco vuole farci degustare nuovamente il suo amato Pinot Bianco, ma stavolta è un 2011. Le impressioni al naso sono già diverse: ora la frutta è matura, la mineralità più spinta. Un vino dove l’evoluzione lo premia esprimendo quell’equilibrio ed eleganza che solo il Pinot Bianco sa dare.


Tutto fantastico ed emozionante! La serata è terminata e siamo tutti piacevolmente stupiti per la passione e la tenacia di questo giovane produttore che con grande impegno e sacrifici porta avanti i suoi obiettivi nel ricordo di nonno Igino che diceva in puro friulano: “Fas poc ma lu fas bon”, cioè :“Ne faccio poco ma lo faccio buono”.


Azienda Agricola Tarlao

Via San Zili, 50/A Aquileia (UD) – Tel. 0431 91417. Fax. 0431 91417.
Ettari vitati: 4,70
Vitigni coltivati
Rossi: Refosco del Peduncolo Rosso, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.
Bianchi: Pinot Bianco, Malvasia Istriana, Sauvignon.

www.tarlao.eu
info@tarlao.eu

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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