di Umberto Gambino

Pithos in greco significa anfora. Amici lettori, non ci vuol molto a capirlo: l’azienda COS produce due vini denominati Pithos che sono vinificati in anfora. La scorsa primavera (nell’ambito di Sicilia en primeur) ho avuto la piacevole opportunità di visitare il piccolo mondo di COS: la cantina, l’anforaia, i vigneti e il ristorante, conversando piacevolmente con i due titolari, Giusto Occhipinti e Giambattista Cilia (Titta per gli amici), entrambi laureati in architettura, che sono la C e la O dell’acronimo da cui è stato dato il nome all’azienda; la S sta per Cirino Strano che ben presto ha rinunciato alla viticoltura per dedicarsi alla professione di medico.

Una storia emblematica e affascinante che merita di essere raccontata (pur dopo mesi) perché con Giusto e Giambattista si respira davvero un’atmosfera fortemente positiva e ottimista. Molto vera e poco formale. Niente addetti stampa, tanta comunicazione “face to face”, tanto scrupoloso lavoro in vigna e in cantina, accoglienza vera e cordiale per gli ospiti, come solo i siciliani sanno fare.

Si può ben dire che il vino delle anfore, qui, dalle parti di Vittoria, trasmetta davvero un’energia positiva che si trasmette anche ai viticoltori e a tutti quanti vengono a trovarli . Come mai? “In queste terre – racconta Giusto (zio di Arianna Occhipinti) si avverte il benefico influsso dell’aria di mare: notti fresche e giornate calde, basti pensare che qui siamo a Sud di Tunisi. L’azienda è stata fondata nel 1980. Nell’83 abbiamo iniziato a comprare le barrique da Angelo Gaja. Nel 2005 le abbiamo abbandonate. Le riteniamo un trend, ormai superato. Casualmente nasciamo biologici, dal 2000 siamo un’azienda biodinamica. Abbiamo detto “no” all’omologazione”.

Ma la svolta vera è stata il vino nelle anfore, sulle orme dei vignaioli georgiani e del mitico Josko Gravner da Oslavia. Dalle anfore si producono 30.000 bottiglie (su un totale di 200.000). Spiega Giusto Occhipinti, con quel sorriso contagioso e la parlata che ha ben poco di siciliano:

“Il viaggio in Georgia è stato fondamentale per la nostra viticoltura. Là il vino più importante è il bianco. Le anfore le abbiamo acquistate in Spagna, a Villarobledo, dal produttore Juanito Padilla, nella zona de La Mancia. Abbiamo scelto il modello tinajas, della capienza di 400 litri, come quelle usate dalla vignaiola trentina Elisabetta Foradori. Costano 400 euro l’una. Ne abbiamo 150: l’anforaia è una delle più numerose del suo genere. Il vino rimane per otto mesi a contatto delle bucce, dentro le anfore. Questo ci permette di non usare solforosa aggiunta. L’anfora di terracotta per noi non è magica: è un materiale che, come il legno, fa traspirare bene il vino e non cede aromi di nessun tipo. Il vino ottenuto attraverso questo metodo di vinificazione è puro, perfettamente aderente alle caratteristiche del territorio e delle sue uve. Non si avvertono sentori supplementari. Perciò mi piace dire che l’anfora dona un senso di libertà a noi viticoltori”.

04-DSC_6412  Anfore di terracotta, tanta energia positiva e armonia: visitando la cantina, con i colleghi giornalisti, ci accorgiamo di un piacevole sottofondo    musicale. Giusto spiega che da due anni i vini in affinamento e maturazione “ascoltano” musica classica: 80% Chopin, 20 % Mozart, è questo il  blend migliore secondo la filosofia di casa COS. “Così i vini diventano più armonici, esprimendo pienamente le caratteristiche dei vari terreni  in cui si coltivano le uve”.
 Scelta comune con l’azienda di Arianna Occhipinti è stata quella di affidarsi alla scuola di potatura di Simonit & Sirch che ha istruito tutti  i dipendenti e i vendemmiatori di COS sulle metodiche più adatte per il trattamento delle vigne.

 Il tasting dei vini assaggiati

 Spumante Metodo Classico 2008
 Da uve Frappato in purezza vinificato in bianco, fermentazione in anfora e 30 mesi sui lieviti. Un’etichetta non in commercio, solo per gli ospiti.  Giallo dorato, perlage fine e persistente, sa di crosta di pane, ciliegia e frutti di bosco, avvolgendo delicatamente il palato con la sua fresca consistenza. Buono per gli antipasti.

Frappato 2013 Igt Terre Siciliane
Al naso ciliegia netta e fragola su sfondo balsamico; in bocca fresco, morbido, una piuma: da bere più volte senza mollare la bottiglia. Un vino jolly, per me il migliore. Vinificazione in vasche di cemento.

Nero d’Avola 2013 Igt Terre Siciliane
Si avverte tutta la gioventù di questo rosso con i suoi sentori di marasca e ribes; in bocca tannini già fini che ben bilanciano freschezza e sapidità. Un gradino al di sotto del Frappato.

Pithos rosso  2012 Doc Vittoria
60% Nero d’Avola e 40% Frappato. Pithos è un Cerasuolo di Vittoria, fermentato ed affinato integralmente nelle anfore. Tutti i vini di COS nascono da una vendemmia eseguita in due tempi differenti per ottenere il risultato ottimale dalle diverse maturazioni delle uve. Naso semplice di confettura di ciliegia accompagnato da fiorellini freschi. Lo assaggi e scorre via facile, fresco e minerale, come una spremuta d’arancia.

Ramì 2012 Igt Terre Siciliane
Inzolia e Grecanico in parti uguali.
Il 50% fa un passaggio in botti grandi d’acacia. Giallo dorato, sa di pesca gialla, albicocca e note di cognac. In bocca è deciso, vibrante, sapido, mettendo in mostra una bella nota iodata. Un bel bere per un vino di personalità. Da pasta con le sarde.

Pithos bianco 2012 Igt Terre Siciliane
Da uve Grecanico al 100%. Otto mesi di fermentazione in anfore di terracotta. Giallo dorato al calice, naso tenue di fiori di campo e frutta bianca fresca: si apre piano, bisogna aspettarlo un po’. Sorseggiato è lieve, morbido, di esile concentrazione. Un vino che divide nei consensi!

Pithos bianco 2009
Passaggio di 8 mesi in anfora, poi affina in vasca di cemento vetrificato. Poi si rimette insieme con il restante vino rimasto in anfora, dopo aver tolto le fecce. Metodo analogo per l’annata 2012. Solo 11 % alcol per un bianco davvero “light” in tutti i sensi.

Cerasuolo di Vittoria Docg 2013
Note di mora rosa fresca, in bocca si apprezza bene la nota di ciliegia, poi è fresco, con tannini fini, piacevole e di buona persistenza.22-DSC_6461

Cerasuolo di Vittoria Doc 1999
Sembra un Barolo per aspetto e sentori. E’ servito dopo passaggio in decanter. Rosso aranciato, esprime note tenui di rosa, cioccolato e tabacco. Si sente tutta l’evoluzione piena, anche in bocca, più elegante che corposa.

Aestas Siciliae
La bella sorpresa finale è questo vino dolce, da uve Moscato al 100%, con il suo bel naso di pesca candita e nota di iodio netta che scorre bene in bocca, fresco, morbido, misurato, non stucchevole.

Il risultato finale per l’azienda COS è che si ottengono vini fuori dagli schemi, dalla forte personalità e aderenza territoriale. Ebbene sì: zio Giusto ha visto Giusto!

Azienda Agricola COS
SP 3 – Acate-Chiaramonte Km. 14,300, 97019 Vittoria (RG) – Tel. 0932 876145
Ettari vitati: 30; bottiglie prodotte: 200.000
Vitigni coltivati: nero d’avola, frappato, cabernet sauvignon, merlot, inzolia, grecanico
www.cosvittoria.it