di Alessia Canarino
Cantina Sociale + Puglia= vini da taglio. Questo l’assioma cui spesso siamo portati a pensare quando si parla di cantine sociali. Sebbene ci siano esempi di cooperative dalla produzione di alta qualità, questa associazione è abbastanza comune. Perché? La storia insegna. Quando a metà 1800, la famigerata fillossera iniziò la sua azione devastante, prima nei vigneti francesi del Languedoc-Roussillon e poi nel Nord Italia, per giungere a metà Novecento nel Sud Italia, la Puglia fu una di quelle regioni che concorse alla produzione massiva di vini da taglio, che per anni l’ha poi ricollocata sul mercato vitivinicolo come regione dalla produzione più di quantità che di qualità. La Valle dell’Ofanto, poi, ovvero l’area della BAT (Barletta – Andria – Trani), è stata sempre caratterizzata da sistemi di allevamento a tendone, proprio per la produzione intensiva di vini da taglio e di uva da tavola.

Tuttavia il recente traino commerciale del Salento, con i suoi Primitivo e Negroamaro, sta contribuendo ad un’esplosione virtuosa delle produzioni vinicole pugliesi, con attenzione anche ai vitigni ed alle denominazioni meno blasonate. Tanti i piccoli e grandi produttori di qualità, che, in modo esemplare, nell’ambito enoturistico e commerciale, hanno creato sistema, per una comunicazione univoca, fuori dai confini regionali.

Ma al di là delle piccole realtà, come si sono evolute e quali sono le prospettive delle aziende più grandi, il cui core business iniziale era la produzione di vini da taglio? Una delle più storiche realtà della Puglia è la Cantina Sociale di Barletta, fondata da 18 soci nel 1949, proprio con l’intento di produrre vino sfuso negli anni d’oro, quelli in cui la richiesta di rossi corposi e ricchi di colore era altissima e proficua. Ed il Nero di Troia rispondeva perfettamente a questa esigenza. Denominata fino al 1975 Uva di Canosa, il Nero di Troia è un singolare incrocio, probabilmente spontaneo, tra la varietà piemontese Quagliano ed il Bombino bianco, di cui la zona è ricca, che vinificata in purezza generava, come da tradizione dell’epoca, vini alcolici, morbidissimi, utilizzati per il taglio o diluiti e serviti nelle taverne.

A circa settant’anni di distanza, la Cantina Sociale di Barletta continua la vinificazione di vitigni autoctoni, puntando proprio sul Nero di Troia, vitigno difficile e tardivo, caratterizzato da un’alta concentrazione tannica, ma con un’attenta revisione agli obiettivi enologici. Con i suoi 380 soci ed oltre 140 mila quintali di uva vinificati ogni anno, l’azienda si è saputa adattare alle nuove esigenze di mercato e, pur conservando la sua forma cooperativa, ha diversificato la produzione, lanciando nuovi vini, della linea Passionero, frutto di selezioni in vigna e lavorazioni su nuovi impianti, allevati a spalliera.

Portabandiera della produzione, rosso elegante e di incredibile potenza, il Priamis è un Nero di Troia in purezza che nulla ha da invidiare a tanti rossi italiani, più conosciuti. Lo abbiamo assaggiato. Ecco le nostre sensazioni.

PRIAMIS Rosso Barletta DOC 2012 – 13.5% 
Da una selezione di uve allevate a spalliera, a Trinitapoli, in un unico vigneto di proprietà dei soci conferitori, la vendemmia delle uve Nero di Troia, destinate al Priamis, avviene leggermente in ritardo, favorendo una leggera surmaturazione. Dopo la vinificazione e la fermentazione malolattica in cemento vetrificato, il vino affina in barrique nuove per 12 mesi e altri 12 mesi in bottiglia. Dal colore trasparente, rosso granato luminoso e di buona consistenza, colpisce all’olfatto per i suoi sentori di frutti di bosco, mora e ciliegia in confettura. Elegante e ricco di sfumature, seguono alle note floreali e fruttate iniziali, suggestioni olfattive che richiamano il pepe nero, il tabacco, con uno sfondo leggermente resinoso. Al sorso il vino si dimostra potente ed armonico, con l’alcol ben equilibrato, a guidare le sensazioni retrolfattive, aprendosi in aromi di ciliegia, confettura di prugna, vaniglia, tabacco biondo e caramello.

www.cantinabarletta.it

(ph credits: Yummy Marketing & Digital Food Solutions)