di Giorgia Costa
olanda-17– E qualche volta succede che mi sveglio tutta carica, baciata dal sole aprendo il balcone. Cielo celeste, verdi vigneti, i fiori rosa che danno il giusto brio alla giornata.
E poi mano a mano che trascorrono le ore il mio animo si placa. Le corse della giornata, i km in auto, le attese al gate, taxi, hotel e… mi trovo ad aprire un’ altra finestra.
Devo respirare quest’aria, questa nuova aria, perchè questo posto mi è nuovo. Ci metto poco solitamente a far mia qualsiasi camera d’albergo. Ma qui, oggi, a Volendam in Olanda, ho bisogno e voglia di respirare quella fresca brezza che viene dal mare e che mi arriva dritta, netta ed imperativa.

E’ già lontano l’odore del fritto che quasi sfacciato mi è arrivato scendendo dall’auto. Lo voglio scordare. Deposito la valigia ed esco. I negozi sono già chiusi anche se è solo il tardo pomeriggio di un sabato di maggio.
Alla sinistra, la via verso il molo è gremita ed i locali affacciati sul mare palpitano di giovani e non solo. La musica che esce libera dalle finestre e porte spalancate mi risulta “stonata” in questo gioiellino di villaggio di pescatori d’un tempo. Alla destra invece la via e’ silenziosa, deserta. La preferisco e cammino ammirando le tipiche casette affacciate come gabbiani verso l’orizzonte, curate nei minimi dettagli, colorate, dai fiori che le adornano e dai canali d’acqua che le circondano.

Mi perdo tra le vie. Respiro, annuso, fotografo.
E’ l’ora del tramonto. Dovrei andare a mangiare visto che tutti qui stanno già cenando da un’ora, ma questo tramonto, oggi, non me lo voglio perdere.
Improvvisamente non sento più neanche gli schiamazzi dei ragazzi che festeggiano il loro sabato sulle barche, tra le barche a ritmo di musica, birra, fritto, barbecue dal profumo invitante. Improvvisamente la mia mente si stacca. La pace, il silenzio che mi avvolgono grazie al vento che mi arriva da dietro mi isolano.
Sento il tepore affievolirsi, così come la mia carica energica della giornata. Seduta su questa panchina scrivo. Alzo gli occhi, curiosa fisso l’orologio: sono le nove di sera ma la luce è ancora intensa. Guardo il sole e mi perdo. Contemplandolo.

Ore 6 am. Così indica la sveglia sul comodino alla mia destra. Un filo di luce entra nella stanza. La mia testa sobbalza e l’idea di essere fronte mare mi convince ad alzarmi. Di scatto scosto la tenda e m’illumino… il mio viso, il mio sorriso, il mio cuore. Una meravigliosa alba mi dà il buongiorno. Il sole è già sopra l’orizzonte, carico nel colore lascia solo delle sfumature attorno a sé.
La giornata mi porta verso l’interno, verso la campagna di Purmerend. Luogo magnifico: cavalli, pecore, mucche, capre, tutti liberi a dare movimento alle distese infinite di pascoli. Le viuzze dei paesini che attraverso, il basso limite di velocità mi aiutano ad assaporare l’atmosfera. Bellissima anche se l’assenza di colline e montagne rende tutto più lento. L’essere “piatto” assume però una connotazione positiva, di rilassatezza, di dolcezza. I canali lungo le strade, le piste ciclabili e per le carrozzine dei diversamente abili, mi trasmettono un’idea di linearità non solo paesaggistica, ma anche e soprattutto mentale.
Abbasso il finestrino per godere della frizzante brezza in questa calda giornata, decisamente troppo calda per la stagione, almeno qui. Sento il tepore andare e venire sul mio viso, le ampie piante verdi mi fanno giocare a nascondino con i raggi del sole. Adoro questa sensazione e mi lascio cullare. Di tanto in tanto apro gli occhi: l’acqua, la barchetta, l’anziano signore che dipinge seduto nel parco, l’anziana invece che, rallentando, incontro lungo la strada, non può più camminare autonomamente, ma può godere anche lei di questo paesaggio. Le auto si fermano e del tutto normalmente la lasciano passare, attraversare la strada. Nessuna stranezza. Penso alla qualità della vita a come sarebbe stata quella scena da noi, a come è stata qui. Le regole del quieto vivere e del rispetto. Richiudo gli occhi e penso.

Dove dormire:
Vi consiglio l’Hotel Spaander a Volendam. Un Art Museum Hotel. Vi sembrerà di rivivere l’atmosfera e la storia di quei tempi, del 1800 quando artigiani velai ed artisti, specie pittori, erano soliti soggiornarvi. Leendert Spaander figlio di un velaio, si trasferì dall’Inghilterra a Volendam. Appassionato d’arte, la sua idea era quella di accogliere più artisti possibili nel suo Cafè che divenne col tempo un hotel dove venivano esposte, come ogigiorno, le opere d’arte che gli ospiti lasciavano spesso in cambio della camera stessa. Fare colazione ammirando dalle immense vetrate la vista sul mare è un’emozione da provare.

Dove mangiare:
Vi consiglio De Dijk Cafè Restaurant a Volendam. Il porto, il viavai di persone, la scelta di birra e tipicità olandesi, l’atmosfera informale vi faranno assaporare ancor più la vita di questo paesino. Assolutamente da provare le loro “tortillas” ed i piatti del giorno specie a base di carne.
Se volete invece un’atmosfera più calda e formale, sempre godendo della vista sul porto, della brezza del mare, il Ristorante Van De Hogen accanto al De Dijk fa per voi. Da provare i filetti di sogliola fritta con la tipica salsa di Volendam contornati di patate servite fritte, arrosto, lessate, salsine at side di cabbage al gusto di viola e cannella, insalatina ed il buonissimo rabarber olandese.

Links:
www.hotelspaander.nl
www.cafededijk.nl
www.hogen.nl