Riceviamo dall’Associazione Nazionale “Città del Vino” e volentieri pubblichiamo:

 “Quel cantiere deturpa la Città del Vino”
Mobilitazione tra i cittadini e i viticoltori a Ripatransone (Ancona) contro il progetto di perforazione per la ricerca del metano. A pochi giorni dall’esplosione del gasdotto in Abruzzo nel comune in provincia di Ancona cresce l’allarme. Cittadini riuniti in comitato e Comune contrario, ma per ora i lavori vanno avanti.

No al metano tra le vigne di Ripatransone (Ancona). C’è allarme nella Città del Vino marchigiana a causa di un discutibile progetto di perforazione della compagnia Appennine Energy ad appena 600 metri in linea d’aria dal centro storico e in un contesto di pregio ambientale e produttivo. Allarme cresciuto anche dopo l’esplosione del gasdotto avvenuta pochi giorni fa in Abruzzo. Così raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, dei viticoltori locali e dell’amministrazione di Ripatransone, le Città del Vino hanno inviato al Ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti (e alla Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali, Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale) una lettera con la quale si esprime forte preoccupazione riguardo al progetto di “Perforazione del pozzo esplorativo Il Cancello 1 dir”  finalizzato alla ricerca di gas metano nel territorio nonostante il recente parere contrario del Comune.

Contro il progetto si stanno esprimendo moltissimi cittadini ed è nato un “Comitato per la salvaguardia ambientale” che ha inviato al Ministero dell’Ambiente dettagliate osservazioni che illustrano i motivi della contrarietà: danni evidenti al paesaggio e forte impatto che produrrebbero le escavazioni, inquinamento dell’aria, inquinamento acustico e rischio per le falde acquifere. Inoltre danni complessivi all’assetto di un territorio a vocazione vitivinicola ed enoturistica.
Nella zona operano alcune cantine conosciute sui mercati nazionali e internazionali per i loro prodotti; molte utilizzano metodi di coltivazione e produzione biologica che appaiono incompatibili con le perforazioni, che rischiano di compromettere il valore, l’immagine e la qualità dei prodotti.

Tutto questo appare in forte contraddizione, tra l’altro, con lo spirito che anima la prossima edizione di EXPO 2015 che ha nella qualità del cibo e nel rapporto tra buona alimentazione e ambiente, il suo tema centrale – afferma Pietro Iadanza, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vinoe per questo auspichiamo che il progetto di perforazione sia accantonato e che si proceda invece ad un ulteriore impegno vero la valorizzazione e la promozione delle bellezze ambientali, paesaggistiche, agricole ed enogastronomiche del nostro Paese, considerate giustamente anche dagli indirizzi governativi elementi su cui puntare in futuro per uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

Oltre al rischio di inquinamento dell’ambiente, e a rischi per la sicurezza, la preoccupazione del Comune di Ripatransone è anche per l’impatto paesaggistico che le perforazioni potranno avere, tenuto conto che la torre di perforazione alta 52.3 metri (dato di progetto) e il relativo cantiere, sarà ubicata in prossimità delle mura medievali del centro storico della Città del Vino di origine medievale; si tratta di uno dei paesi marchigiani con una ricchissima storia e importante a livello artistico per i numerosi monumenti, palazzi, chiese, opere d’arte.
Situata a 494 metri s.l.m. gode di un bellissimo panorama e per questo è denominata “Belvedere del Piceno”. Il cantiere si troverebbe a circa 600 metri in linea d’aria dal centro storico e a ridosso di monumenti di interesse storico-artistico.

La zona, come ricordato, è sede di alcune aziende agricole e vitivinicole particolarmente conosciute per i loro ottimi prodotti; vi operano aziende che si sono specializzate nell’agricoltura biologica e molti dei vigneti sarebbero a ridosso del presunto cantiere.
I danni legati all’immagine del paese sarebbero cospicui: sarebbero colpiti il paesaggio, il turismo, le produzioni enogastronomiche, la qualità della vita dei suoi abitanti. Ripatransone è Città dell’Olio, Città del Vino, Città del Sollievo e Bandiera Arancione e per ottenere tali riconoscimenti ha dovuto rispettare vari parametri qualitativi. Molti cittadini si chiedono: come possiamo essere “Città del Sollievo” se subiremo un impatto acustico violento con le perforazioni?  E come si può essere Città dell’Olio o del Vino se gli ulivi e vigne sono a ridosso di un cantiere che emette pesanti quantità di gas di scarico? E come si può essere “Bandiera Arancione” che sottintende, da parte del Comune, la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici. La Bandiera Arancione è uno degli strumenti con il quale il Touring Club garantisce ai turisti qualità e accoglienza e alle località uno strumento di valorizzazione.

Infine, secondo Il Comitato, anche i Paesi limitrofi subiranno una ricaduta negativa. Da sempre le Marche sono caratterizzate dalla bellezza dei luoghi, dalle colline che sembrano dipinte, dal panorama che dai colli volge al mare. La concessione “Santa Maria Goretti” comprende vari paesi (Offida, Cossignano, Colli del Tronto, Monsampolo del Tronto, Castorano, Spinetoli ed Acquaviva Picena), quindi vi è la possibilità che un territorio così di pregio venga irrimediabilmente deturpato.

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