di Michela Pierallini
 Social network: usati, abusati, amati, odiati, comunque, inevitabilmente, considerati. 140 caratteri per volta possono bastare al sesto senso, se sono di buon senso, per sentirsi sullacirotto-06
stessa lunghezza d’onda. I tweet di Barbara Cirotto, produttrice di vini ad Asolo, erano così simpatici che le proposi di scrivere un libro a quattro mani. Da twitter a facebook il passo, anzi il click, è breve. Perciò eccoci “amiche” ed ecco il “like” alla pagina Cantina Cirotto. Non mi sono ancora abituata allo stravolgimento della cronologia. Una volta ci si conosceva di persona e poi, eventualmente, seguiva una corrispondenza epistolare. Oggi, grazie a foto e commenti, si entra nelle case degli altri, fino all’intimità. Poi, se capita, ci si stringe la mano. Per me è comunque emozionante: la bellezza dei social sta anche nella magia del primo incontro dal vivo.

Barbara è una ragazza seria, luminosa e sincera, che sprizza allegria e gioia. Una degustazione verticale dell’Incrocio Manzoni 6.0.13 Cirotto è stata la mia occasione per conoscere una famiglia di produttori che vive in armonia familiare e professionale. Dovrebbe essere la normalità, ma non è così frequente incontrare realtà di questo tipo. Sorelle e fratelli che vanno d’accordo con cognati e cognate, suoceri e company, sono una bella dimostrazione d’intelligenza che parte da casa e, attraversando la vigna e la vite, arriva in cantina, fino al calice. Questi vini emozionano non soltanto per ciò che comunicano ai sensi, ma anche per il loro vissuto. Francesco, marito di Monica Cirotto parla dell’Incrocio Manzoni come di un familiare e, in effetti, lo è, vista la convivenza e la conoscenza dei particolari.

Francesco: “Il Manzoni bianco è un vitigno che va oltre la sfera enologica, tocca il sentimentale. L’ho conosciuto dieci anni fa e l’ho quasi adottato come un figlio. Ha un carattere deciso e importante e va seguito con impegno e determinazione. Stasera degustiamo cinque annate di Manzoni bianco fermo e un metodo classico, risultato di un lavoro certosino sia in vigna sia in cantina. Non è vero che il vino bianco va bevuto giovane: questo, dopo un anno in bottiglia, è anche migliore. Abbiamo adottato passaggi particolari che messi insieme portano questa tipologia di bianco a invecchiare bene. Sono anni che aspetto questo momento di degustazione”.

Ho ascoltato Francesco prima, e poi Gilberto Cirotto, e ancora Luciano Vettori, con piacere e attenzione e ho preso appunti su nove pagine di moleskine (fronte e retro), perciò la cosa più ovvia sarebbe riportarle qui, ma farò tutto il contrario, sarò una non-reporter! Il loro è un rapporto unico, di condivisione, ricerca e sperimentazione su questo vitigno e il mio consiglio è di chiedere direttamente ai produttori: perché sono giovani, motivati e coinvolgenti.

In sintesi ho capito che:

L’altitudine agisce sul Manzoni bianco contribuendo all’aromaticità. Sono stati citati, infatti, gli Incrocio Manzoni del Trentino e del Friuli.

Il vigneto Cirotto dovrebbe essere tra i più alti del Montello.

L’Incrocio Manzoni è una varietà così particolare che stimola la fantasia e la famiglia Cirotto di fantasia ne ha tanta.

“Meno roba si mette nel vino, più il vino dura nel tempo. Ovviamente bisogna lavorare bene in vigna”.

Il vino nel calice presenta una leggerissima velatura voluta, proprio perché si preferisce lasciarlo così com’è.

I livelli di anidride solforosa sono stati abbassati del 40%, nel tempo e oggi il contenuto nel vino è minore di quello permesso per il vino biologico.

Io rispetto la vite e lei rispetta me, tutto volto al consumatore finale”, questa è la filosofia aziendale.

La degustazione:

Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 Doc Montello e Colli Asolani 2012

Francesco: “Profumi di glicine, ananas, melone, pesca, albicocca, pompelmo e salvia sono caratteristici di questo vino. La parte agrumata e la salvia sono più accentuati in relazione all’altitudine. In questo caso la siccità primaverile è stata interrotta da un’importante precipitazione seguita ancora da siccità. La struttura del vino ne ha risentito e la parte aromatica è stata bruciata dal sole”.

Io: “I profumi si presentano sottotono. Risalta già al naso un’importante sapidità unita alla dolcezza. Sento un bouquet lontano di erbe aromatiche e un vago ricordo di favo”.

Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 Doc Montello e Colli Asolani 2011

Francesco: “E’ stata un’annata perfetta, per l’equilibrio dei bianchi e dei rossi. Ci sono state belle escursioni termiche, un’annata calda ma con giuste precipitazioni. E’ un vino completo nella parte sapida, agrumata, speziata e fruttata”.

Io: “Colore leggermente più carico, al naso sembra avere una struttura diversa e sento profumi di rose. E’ più elegante e fine del precedente”.

Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 Doc Montello e Colli Asolani 2010

Io: “Colore sempre più intenso, bouquet finalmente aperto che esplode in bocca. Mi ricorda gli agrumi, le albicocche secche e i canditi”.

Parentesi: è trascorso un po’ di tempo e metto di nuovo il naso sui vini precedenti che stanno evolvendo nel calice. Il 2012 lo definisco “sbarbatello”, ancora troppo giovane, non è ancora pronto. In questo momento il 2011 profuma di foglia di pomodoro ma diventa insignificante dopo aver incontrato il 2010 che è esplosivo.

Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 Doc Montello e Colli Asolani 2009

Francesco: “Questa è stata un’annata difficile, la vite è stata sotto stress idrico per tutto il periodo, senza pioggia. Gli acini erano scoperti, bruciati, raggrinziti, in vigna c’era l’uva passa”.

Io: “Il vino ha un bel colore oro ma poi si presenta scomposto. Sento una bassa acidità, un alcool che emerge solitario e una sapidità inferiore, non caratteristica”.

Francesco: “La simbiosi di chi lavora è fondamentale. Io non sono enologo, aver trovato Luciano che è meticoloso, che spacca il capello in otto anziché in quattro, che ama la pulizia, è stata una fortuna. Ci siamo trovati in sintonia, siamo complementari. Io metto l’amore e la passione, Luciano ha unito la sua professionalità”.

Luciano: “Il cambiamento profondo l’ho notato nel trattamento dei vini. Prima del mio arrivo vedevo lavorare in modo inutile e superfluo, con procedimenti che toglievano tipicità al prodotto. Noi cerchiamo di spogliare meno il vino e per contro, il vino dura di più”.

 

Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 IGT 2008

Francesco: “La vendemmia è slittata di una settimana, è stata una prova ma l’abbiamo pagata con una gradazione altissima e un’acidità bassissima. Una primavera fredda e piovosa, trattamenti ripetuti in vigna. Abbiamo soddisfatto l’esigenza idrica e la vendemmia era asciutta ma troppo tardi”.

Io: “Per me è trapassato. Sento profumi di fiori di sambuco quando stanno per cadere dall’albero, miele, mele cotte e canditi. Il floreale cede il passo al fieno”.

Vino bianco spumante a Metodo Classico “Sogno”

Francesco: “Penso a questo vino dal 2008. Una sera dovevo stemperare l’ansia pre vendemmia e sono andato in giro per il vigneto. Ho assaggiato l’uva e sono tornato a casa con questo vino in testa. Ho fatto una campionatura e poi le analisi. Le caratteristiche tecniche sono simili a quelle dello champagne, anche se gli zuccheri sono molto più alti. Con una sola varietà di uva, Incrocio Manzoni, ho la funzione delle tre che compongono lo champagne. Parlo di comparazioni analitiche, non fraintendetemi. Tecnicamente nel 2009 ho avuto uno stimolo enorme e nel 2010 è uscita la prima annata. Nessuno lo aveva fatto prima e noi abbiamo provato la prima esperienza. “Sogno” è un sogno. Questo è stato venti mesi sui lieviti, il prossimo farà una sosta di trenta mesi”.

Luciano: “Francesco è incosciente, invece di fare prove e sperimentazioni è partito in quarta!”.

Se avete letto fino a qui, avete capito perché della Cantina Cirotto ci s’innamora. I dettagli sui membri della famiglia sono tutti sul sito aziendale, le informazioni sui vini anche e qualunque domanda trova la sua risposta: basta chiedere.

Tengo l’ultimo rigo per i ringraziamenti poiché l’impeccabile organizzazione della degustazione li merita tutti. Bravissimi!

Links:

www.cirottovini.com/web/it
www.montelloasolo.it