(U.G.) “Eppure, quando ero bambina e papà mi faceva bere il Chianti allungato con l’acqua, non mi piaceva affatto. Ricordo ancora quel gusto amaro. Oggi, invece, è tutta un’altra storia”.

Davvero, oggi, se bevi Chianti Classico è tutta un’altra storia! Più che l’istantanea di un ricordo, la confidenza della sommelier che mi ha servito al tavolo coglie il “Work in Progress” in positivo di quella che è una denominazione storica del vino italiano, ampiamente apprezzata all’estero più che dalle nostre parti. Chianti Classico DOCG non si accontenta mai e si sa rinnovare di continuo!

Negli ultimi vent’anni il Chianti Classico è cresciuto parecchio, scrollandosi di dosso le incongruenze del passato, grazie alle migliorate tecniche di vinificazione e ad un più attento lavoro in vigna. Il disciplinare è stato modificato andando incontro alle reali richieste delle cantine, creando tre diversi livelli di produzione, facilmente identificabili dal mercato e dai consumatori. C’è il Chianti Classico annata (invecchiamento minimo 12 mesi), il Riserva (24 mesi di affinamento di cui 3 in bottiglia) e il Gran Selezione (30 mesi di cui 3 in bottiglia). Una piramide qualitativa ben riconoscibile, facile da capire.

Nel segno delle tre “C”, cuore, carattere, cultura: è lo slogan che ha accompagnato questa edizione della Chianti Classico Collection, l’evento anteprima dedicato alla presentazione dei Chianti Classico, e non solo alle nuove annate. Teatro dell’evento “cult”, i capannoni della Stazione Leopolda di Firenze.

Qualche dato significativo. La denominazione Chianti Classico DOCG gode ottima salute: i segni positivi dai mercati non mancano. Dal 2009 le vendite sono cresciute del 48,5%. Questo vino piace soprattutto all’estero, in particolare negli USA, che sono, con il 32% del totale, il principale mercato per le etichette del Gallo Nero. Segue poi l’Italia, con una quota del 22%. Al terzo posto la Germania, con il 13%. Chianti Classico oggi ha una platea per l’export di 130 paesi.

Alla Chianti Classico Collection sono state presentate le annate 2015, 2014, 2013, 2012 e 2011, molte Riserve dal 2014 al 2009 e i Gran Selezione dal 2014 al 2009. I giornalisti avevano a disposizione per gli assaggi 435 bottiglie.
Il Consorzio Vino Chianti Classico (presidente Sergio Zingarelli) conta su 580 soci, di cui 376 sono le aziende che hanno presentato le proprie etichette in anteprima.
Il fatturato globale del “distretto Chianti Classico” è di oltre 700 milioni di euro con un valore dei vini imbottigliati che ammonta circa 400 milioni di euro.

Ecco la fotografia dei migliori vini degustati nel corso di Chianti Classico Collection. Da precisare che, nell’immensa sala degustazione per i giornalisti, gestita alla perfezione dai sommelier dell’AIS Toscana, le bottiglie a disposizione campeggiavano in bella fila, raggruppate sul lunghissimo tavolo centrale, facendo mostra di sé, a etichette tutte scoperte, corrispondenti al numero d’ordine del book carnet dato in dotazione. Non ho visto bottiglie mascherate. Perciò tutti noi eravamo perfettamente consapevoli dei vini scelti e assaggiati. Ora le sensazioni e gli assaggi.

Chianti Classico 2015

Per questa annata, calda e intensa, sono stati presentati molti campioni di botte. La maggior parte di questi vini non sono (quasi mai) pronti. E’ ancora evidente l’impronta dell’alcol e il tannino ancora acerbo. Non li giudico. Ne ho degustati parecchi, ma non vado in dettaglio. Ecco quelli meritevoli e un po’ più avanti rispetto alla maggioranza. Badia a Coltibuono, Barone Ricasoli, Castellare di Castellina, Castello di Fonterutoli, Castello di Querceto, Dievole e Poggiopiano.

La Top 20 di tutti i Chianti Classico della #CCC17

Chianti Classico 2014

Sono ben 9 i vini di quest’annata, la più rappresentata: i vini risultano già equilibrati, maturi, ricchi di profumi e freschezza, con tannini presenti e ben smussati. Un bel bere, davvero. E se li assaggiate qualche anno dopo li troverete migliorati. C’è da giurarci!

Agricoltori del Chianti Geografico – Geografico
Punta sui profumi pepati e fa il suo grazie ad un attacco deciso che si risolve in un sorso concentrato, poco morbido, fresco e tannico. Sembra semplice ma non lo è. Rivela in tutta intera la sua identità al secondo sorso.

Borgo Scopeto
Sa di balsamico vero, spezie come i chiodi di garofano e tinte più aromatiche. Il gusto è intenso, grintoso, in buon equilibrio. C’è, eccome se c’è!

Castello di Bossi (campione di botte)
Sentori ferrosi, ematici, stile “ferrovia”, poi spuntano le spezie e le more. Al sorso irradia calore, finezza, rotondità, buona struttura. Un vino “in progress” di personalità, in cerca di equilibrio.

I Sodi

Svela spezie a profusione, frutti di bosco, fungo, tartufo, frutta fresca scura. E poi in bocca si apprezza fin da subito per la sua eleganza e i tannini di nobile foggia. Gran bel vino. Lungo ed equilibrato.

Isole e Olena

Apprezzo nel calice ciliegia rossa, pepe nero, tinte balsamiche e una nota smaltata che arricchisce il bouquet. Il gusto è fresco, morbido, molto intenso, elegante. Tannino grintoso ma fine. Finale di ciliegia rossa. Molto vivo!

Le Fonti – Panzano

Il registro aromatico è decisamente balsamico. Poi spezie e frutta scura. Sfodera un palato morbido, rotonda, molto piacevole all’ingresso, poi scorre delicatissimo e molto lungo. I tannini sono un capolavoro. E’ il Mister Eleganza del Chianti Classico.

Querciabella

Annuso subito il Mallo di noce, la vaniglia, le tinte di sottobosco, ben amalgamati con la ciliegia rossa. L’apporto del legno si avverte. Bocca intensa, piacevole, quasi dolce, molto rotonda, coerente con il naso. Chiude composto e senza sbavature.

Rocca di Montegrossi

Al naso è pepatissimo, quasi piccante. Al palato fluisce gradevole, scorrevole, con eleganza e persistenza, due doti che lo caratterizzano. Piace e si fa piacere.

145 Ruffino – Santedame

Sua eccellenza il Ruffino spicca per le sue note di erbe officinali e il balsamico spinto oltre misura. Gradevole però. Al gusto sfoggia tannini setosi, equilibrio, misura e gran classe. Berlo significa intensità e lunghezza da vendere.

Chianti Classico Docg 2013

Ho scelto un solo vino di quest’annata. Eccolo:

Agricoltori del Chianti Geografico – Contessa di Radda

Un pezzo da 90 che spara bene i suoi colpi: balsamico e pepato. Gusto scorrevole, morbido, avvolgente, con tannini ben lavorati. Un bel rosso tipico: un applauso ai produttori del “Geografico” che sono riusciti a valorizzare un’annata non facilissima.

Chianti Classico Riserva 2014

Antinori nel Chianti Classico – Marchese Antinori
E’ il Riserva che ti aspetti: ricco di profumi balsamici, di liquirizia, di pepe e buccia di mela rossa. Il sorso è quasi dolce, morbido, fine e misurato. Noblesse oblige: non punta sulla potenza, bensì sull’eleganza.

Castello di Vicchiomaggio – Agostino Petri
Sorprendente e avvincente per le sue note di erbe officinali, resina, chicchi di caffè, frutti di bosco. Al gusto è sapido, morbido, molto fresco, intenso, di buona progressione.  Il legno si nota e si sente, ma è ben compensato dal frutto. Deliziosa la chiusa ciliegiosa.

Dievole – Novecento
I profumi buccia di arancia e pepe nero si sposano bene con una punta di vaniglia. Il sorso è intenso, fresco, morbida e anche calorico. Ma i tannini sono levigati e ben rivestono un corpo da fitness (cioè dinamico).

Famiglia Cecchi – Villa Cerna
Spiccano sentori evoluti, di cacao e cuoio. Avvolgente in bocca, anche caldo, è fine, persistente, rotondo. Un vino di struttura dove anche l’alcol mostra i muscoli. “Old style”, ma piacevole.

Chianti Classico Gran Selezione 2014

Castello di Ama San Lorenzo
Che bel bouquet profondo e scuro, di tabacco e cuoio, pepe nero e piccoli frutti di bosco! Al sorso c’è finezza, profondità, eleganza. Scorre leggero e leggiadro. Il migliore del lotto!

Chianti Classico Gran Selezione 2013

Banfi – Fonte alla Selva
Evoluzione allo stato puro: caffè in chicchi, tabacco, spezie. In bocca è intenso, freschissimo, rotondo, avvolgente, nervoso. Buona persistenza.

Barone Ricasoli – Colledilà
Si avverte netta la macchia mediterranea, l’erba bagnata, il fungo. Gusto vivace, avvolgente, morbido, quasi dolce, con punte di vaniglia e un buon tannino. Vino forte e piacevole. Anche questo un po’ “Old style”.

Castello Vicchiomaggio – La Prima
Si mostra caldo e balsamico: l’apporto del legno incide un po’ con note di vaniglia. Al palato apprezzo sapidità e freschezza. Nettare corposo e persistente.

Chianti Classico Docg Gran Selezione 2012

Antinori Chianti Classico Badia a Passignano
Un classico della casa che sfodera tutte le sue armi convenzionali e non: profumi perfetti, nitidi, incentrati su un bel mix di frutta in confettura, spezie e balsamicità. Il sorso è equilibrato, freschissimo, dinamico, senza spigoli e con una netta impronta minerale. Un grandissimo vino, elegante e moderno.

Ruffino – Riserva Ducale Oro
Evidenzia note già evolute e di confettura di marasca, su un tessuto balsamico in cui spicca l’eucalipto. Intenso al sorso, caldo, sapido, progressivo e avvincente. Un body builder, di classe però!

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