di Claudia Bondi
Sono trascorsi due anni da quando ho vinto il titolo di Ambassadeur du Champagne pour l’Italie, ed in questo periodo ho avuto modo di disquisire di bollicine con Umberto Gambino, curatore di Wining, confrontando i nostri punti di vista. Pertanto sono stata molto contenta quando mi ha chiesto di indicare alcune etichette di Champagne ai lettori di questo sito/blog in concomitanza con le festività di fine anno: ne ho scelte tre fra quelle che ho degustato di recente, intenzionalmente di diverse zone e prodotte da aziende con una forte impronta familiare. Eccole, per i vostri brindisi e non solo:

Huré Frères – “Invitation” Reserve Brut (Pinot Meunieur 50% – Pinot Noir 25% – Chardonnay 15%)
Al primo sorso, mesi fa, mi colpì immediatamente per la freschezza sferzante, estroversa, tratto distintivo di questa maison con sede a Ludes, nella Montagne de Reims. La bocca vivacissima e dinamica è segnata da ciliegia, yogurt e cenni di boulangerie: già dal nome si presenta perfetto come aperitivo o per accompagnare antipasti sia di carne che di pesce.Freres

Bruno Michel – “Cuvée Blanche” Brut (Chardonnay 50% – Pinot Meunieur 50%)
Noto per il suo lavoro con il Pinot Meunieur, Bruno Michel possiede 14 ettari con certificazione biologica nella Vallée de La Marne. Questa bottiglia sosta 50 mesi sui lieviti e manifesta una duplice anima di finezza e potenza, che si specchia nel corredo organolettico punteggiato da morbida nocciola e grintosa mineralità. E’ un’ottima compagna per una grande varietà di piatti, tra cui cannelloni, lasagne, cappone arrosto e bolliti.Michel

Claude Cazals – “Cuvée Vive” Extra-Brut (Chardonnay 100%)
Cantina celebre anche per l’omonimo clos, uno dei pochissimi presenti nella Champagne. Le uve provengono tutte da Le Mesnil-sur-Oger, Grand Cru celebre per il suo atout di eleganza-longevità: un tripudio di fiori bianchi, mela, miele e meringa, coronati da una scia gessosa che impreziosice il sorso. Ideale con salmone, baccalà, linguine all’astice, gamberoni e branzino in crosta.Cazals

Indipendentemente dalla silhouette individuale, quelle descritte sono bottiglie aventi in dotazione diverse sfaccettature che vanno a confluire in un carattere diretto, che ne rende l’approccio più abbordabile anche da parte dei winelovers non esperti. Per non dimenticare che lo Champagne ed i vini “sparkling” degli altri territori sono vini, e quindi fatti per la tavola: non solamente per Natale o Capodanno.
Buone feste!

Credits: www.dejavuteam.com (per l’immagine del titolo)