di Barbara Nocco
Ci siamo, ormai sono gli ultimi giorni che preludono al Natale e, come da tradizione, mai farsi mancare un buon calice di bollicine per festeggiare degnamente la festa.
Ma, quali bottiglie scegliere per questa ricorrenza dai sapori così tipicamente casalinghi? Nelle settimane scorse, a Roma, si sono svolti alcuni eventi del vino che si sono rivelati di grande aiuto sia nel conoscere nuovi produttori, che nel provare le annate più recenti di aziende già incluse nella mia personale Best List. Insomma, un valido supporto per decidere quali vini servire con i piatti natalizi della tradizione romana (che prevede tipicamente pesce e fritti) e condividere con parenti ed amici il piacere della festa e di una buona bevuta. Durante queste degustazioni ho pensato alle proposte più consone per accompagnare in tavola questi piatti ma con l’idea di farlo in modo non proprio convenzionale, ossia pensando di servire sin dall’antipasto esclusivamente vini spumanti  rigorosamente “Made in Italy”,  lasciando il resto del modo, Francia in prima fila, per una festività dal gusto più internazionale qual è il Capodanno.

I produttori del Trentodoc premiati a Sparkle di Cucina & Vini

Un primo aiuto mi è arrivato dalla fiera dei V.A.N. (Vignaioli, Artigiani, Naturali) di cui ho già scritto in precedenza e dove ho assaggiato le sorprendenti bollicine da metodo ancestrale di Mario Gatta. Subito dopo, piccola ma dovuta escursione fuori casa,  ho visitato i meravigliosi saloni della Kurhaus del “Wine Festival” di Merano, dove ogni anno “sfilano” come dive sul red carpet, le eccellenze del vino italiano e non ed in cui ho confermato il mio appassionato amore per il Monsupello Nature.  

Al mio rientro nella Capitale, non potevo farmi mancare il “ Vinoforum Class”, che quest’anno si è tenuto nella spettacolare cornice tutta romana dell’antico Stadio di Domiziano, dove ho potuto degustare le nuove proposte di un altro mio grande amore: “Lo Sparviere”. Infine, ciliegina sulla torta, la partecipazione ad inizio dicembre al magistralmente concertato “Sparkle day”, organizzato dalla rivista “Cucina e Vini” presso le eleganti sale dell’ Hotel Westin Excelsior di via Veneto. Un mio ringraziamento particolare va proprio a quest’ultimo evento perché è proprio qui che ho deciso di realizzare un menù di Natale con abbinamenti esclusivamente a bollicine!

Durante lo “Sparkle day”, oltre ad essere presentata la guida ai migliori spumanti d’Italia è anche possibile degustarli insieme ai relativi enologi e produttori, così mi sono lasciata sedurre e sorprendere sia da proposte per me nuove come “Manuelina”,  “I Doria di Montalto” o “Ruinello”, che da collaudate certezze come “Vigne del Patrimonio”,  “Castello Bonomi” o “Mattia Vezzola” solo per citarne alcune. In tutto questo vortice di amate certezze e sorprendenti novità, mio malgrado, ho dovuto prendere decisioni precise … li avrei voluti inserire tutti ma con il rischio di mandare fuori gioco i miei commensali prima della mezzanotte, quindi, ecco il mio menù con i relativi abbinamenti.

ANTIPASTI: gamberetti sgusciati appena scottati con salsa di maionese allo zafferano, polipetti in umido con piselli, anguilla marinata e sottaceti.
VINO: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Maso di Ronche Dry 2017 di Cenetae 
UVAGGIO: Glera.
Giallo paglierino con riflessi verdolini, perlage fine e persistente. Al naso è fresco, minerale e con delicati sentori di fiori di camomilla e acacia accompagnati a polpa di frutta bianca croccante quali pesca tabacchiera, pera e scorza di mandarino che tornano anche alla gustativa. Morbido e fresco riesce a bilanciarsi bene anche con la grassezza dell’anguilla.

PRIMO PIATTO: Spaghetti con le vongole veraci e bottarga di muggine.
VINO: Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero 137 Brut di Manuelina 
UVAGGIO: Pinot Nero.
Giallo paglierino tendente al dorato è brillante e presenta un  perlage sottilissimo, persistente, fine ed elegante. Al naso è complesso ed elegante, presenta sentori di lieviti, crosta di pane, burro,fresco con sentori di fiori quali la rosa canina e l’iris accompagnate da frutta in guscio come mandorla e nocciole e frutta fresca quali le fragoline di bosco, la pesca gialla e il kumquat. Alla beva è avvolgente, elegante, minerale deciso e lungo. Il finale lascia la bocca cremosa e dolce equilibrando perfettamente i sapori decisi e humami quali quelli delle vongole e della bottarga di muggine.

SECONDO PIATTO: gamberoni al forno con citronette al prezzemolo.
VINO: Franciacorta Riserva Cuvée Lucrezia Etichetta Bianca Extra Brut 2006 di Castello Bonomi
UVAGGIO: Pinot Nero.
Giallo dorato moto brillante dal perlage sottile ed elegante. Al naso si avvertono immediatamente sentori speziati di pepe bianco, cannella e noce moscata accompagnati a sentori di frutta quali la mela renetta, la pesca, il  melone giallo, il bergamotto e di frutta esotica come il kiwi gold e il frutto della passione. Tali sentori tornano coerenti anche alla gustativa. Nel finale si avvertono inoltre la crosta di pane al latte e miele millefiori.

CONTORNO: fritto di broccoli, cavolfiori, carciofi, filetti di zucchine, filetti di baccalà, patate, mele e ricotta.
VINO: Alta Langa Riserva Cuvèe 120 Mesi Brut 2006 di Gancia
UVAGGIO: Pinot Nero e Chardonnay.
Giallo dorato brillante, il perlage è fine elegante e molto persistente. Al naso è avvolgente e morbido con note di lieviti, crosta di pan dolce, noci pecan e nocciole per poi progredire verso le spezie quali pepe bianco, zenzero, cannella, vaniglia e fave di tonka. Alla gustativa ritornano gli stessi sentori cui si aggiungono aromi fruttati quali pera, albicocca disidratata, pesca e limone candito. Fresco, sapido e bilanciato lascia in bocca sentori humami. Elegantissimo tiene testa e bilancia la pienezza e l’untuosità dei fritti alla romana … un vino spaziale!

PER CHIUDERE: frutta fresca (mandarini, arance, clementine) e frutta secca (noci , nocciole).
DOLCI TRADIZIONALI: torrone, pangiallo e panettone rigorosamente artigianale.
VINO: Alanera Brut di Vigne del Patrimonio (Lazio)
UVAGGIO: Pinot Nero.
Giallo paglierino intenso e dal perlage delicato e persistente. Il naso è intrigante ed ampio, caratterizzato da sentori di crosta di pane e  aromi floreali di camomilla, acacia e glicine, a cui si fondono frutti quali scorza d’arancia, bergamotto, pera kaiser, mela fuji, nespola e pesca gialla. Seguono leggere note tostate quali grani di caffè e nocciole con un finale di sentori speziati di pepe e pan di zenzero. In bocca si riconosce la classica mineralità del territorio vulcanico, risultando fresco, sapido, sapida, pulito ed invitante richiamando la beva. Sul  finale ritornano le note minerali e sapide accompagnate da tostatura, spezie e lieviti. Un vino dall’animo sensibile, mai aggressivo, adatto a chiudere in bellezza sia con la frutta di stagione che con i dolci della tradizione per un brindisi finale in compagnia.

Questo il mio percorso de gustativo. Lascio alla vostra fantasia la chiosa finale con caffè e ammazzacaffè.
Buon Natale a tutti!