di Patrizia Pittia
PA281135Domenica da lupi per questa visita all’azienda Castelvecchio a Castelnuovo sopra Sagrado nel Carso Goriziano, ma neppure il freddo e la bora (che soffia dalla vicina Trieste) ci frenano! Con  una ventina di amici e appassionati, puntuali  alle 11, arrivo in azienda. Ad attenderci  c’è Gianni Menotti, premiato con l’Oscar del Vino della rivista Bibenda come miglior enologo dell’anno. Gianni da due  anni è consulente dell’azienda e sarà interessante assaggiare i vini da lui pensati. Abbiamo il piacere di incontrare Mirella Della Valle, attuale proprietaria dell’azienda, acquistata nel 1986 assieme al marito Leopoldo Terraneo, e nella quale collaborano i figli Lorenzo, Benedetta e Isabella.
Mirella ci racconta che nel luogo in cui sorge l’azienda furono combattute le prime battaglie sull’Isonzo. La villa che si trova  all’interno del parco venne costruita alla fine del XVI secolo dai conti Tasso Della Torre. E’ proprio qui che il poeta Giuseppe Ungaretti compose il Porto Sepolto (raccolta di poesie), scritta durante un anno passato al fronte, il 1915.
Da alcuni anni Mirella segue con grande passione l’opera di salvaguardia e rilancio della villa e del parco che la circonda, dedicato al poeta Ungaretti, tramite “L’associazione Amici Di Castelnuovo”. Dopo un lungo lavoro di restauro, nel salone principale della villa sono stati recuperati gli affreschi e i graffiti tracciati dai soldati al fronte che erano coperti dagli intonaci: alcuni risultano perfettamente leggibili e rappresentano una testimonianza commovente di coloro che attraverso una semplice firma chiedevano di essere ricordati. I graffiti  indicano nomi, cognomi, paesi e date di nascita, reparti di appartenenza, stati d’animo dei militari feriti gravemente. L’area di Castelnuovo venne coinvolta in pieno nel primo conflitto mondiale sul fronte Carso-Isonzo: il bilancio fu di oltre 300.000 morti. Dopo questa interessante e commovente visita  storica  ringraziamo Mirella per il lavoro che sta facendo e la salutiamo.

Ora siamo con Gianni Menotti che ci parla dell’azienda, estesa per 120 ettari di cui 40 a vigneto (piantati negli anni ’80) e in più 600 olivi di varie cultivar dalle quali si produce pregiato olio extra vergine. Ai limiti del bosco sono collocate 50 arnie dalle quali si estrae il miele di acacia.
Visto il brutto tempo preferiamo non andare in vigna. Decidiamo allora di visitare la cantina dove invecchiano i vini rossi: è interamente in pietra interrata sotto i vigneti, di modo che si riesce a mantenere la giusta temperatura e l’umidità sia d’estate che d’inverno. Qui il vino matura in botti di rovere di varia provenienza. Nel prossimo futuro Gianni vorrebbe iniziare a cambiare tipologia di botti e optare per tostature diverse. Per i vini bianchi la vinificazione e l’affinamento avviene in un’altra cantina tecnologicamente avanzata e in serbatoi d’acciaio di diverse capacità.
La caratteristica del terroir è data dalla roccia calcarea del sottosuolo (la terra rossa inconfondibile del carso goriziano), ricca di minerali ferrosi. Il resto lo fa il vento di bora che rende salutari le piante e conferisce ai vini struttura e longevità.
L’azienda Castelvecchio produce sia vini a base autoctoni sia internazionali: Malvasia Istriana, Terrano (della famiglia dei Refoschi), il Refosco del peduncolo rosso e poi  Sauvignon, Pinot Grigio, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Il tasting
Si svolge nella foresteria dell’azienda, un bel locale arredato in legno, munito di un grande camino, aperto nei fine settimana. Qui si possono degustare (e ovviamente acquistare) i vini della casa accompagnandoli a salumi e formaggi tipici del Carso Goriziano.

Il Castelrosé è uno spumante brut metodo charmat lungo proveniente nientemeno che da uve Terrano. La vinificazione consiste nella leggera pressatura delle uve e fermentazione a temperatura controllata. Poi 6 mesi in autoclave. Mi colpisce il colore: un rosa che va verso il corallo, una bellissima nota cromatica che ti fa venir voglia di bere; al naso sentori vinosi e frutta rossa, lamponi e fragole; in bocca intensa freschezza e sapidità mentre ritornano i sentori fruttati. Un vino piacevolissimo e molto femminile.

Malvasia Dileo 2011 Doc Carso
, dedicata a Leopoldo Terraneo amante della Malvasia Istriana, un’uva – spiega Gianni – di grandi potenzialità. Questa etichetta, in particolare, è il risultato di una selezione di uve raccolte solo quando perfettamente mature. Vinificazione in acciaio. La Malvasia Istriana è caratterizzata da note di erbe aromatiche e frutta matura; in bocca ritornano freschezza, aromaticità e la componente sapida e minerale, accompagnata da un corpo consistente in cui si riconosce la magica mano di Gianni Menotti. Malvasia premiata a “Gusto Cortina 2012” con menzione speciale e Premio Della Critica.

Sauvignon 2011 Doc Carso
. E’ il vitigno che l’enologo ama di più in assoluto e -aggiungo io- ha pienamente ragione! Naso un po’ timido all’inizio, si apre poi con note varietali speziate; bocca fresca e aromaticità equilibrata. Un vino elegante.

Terrano 2011 Igt Venezia Giulia.
Rosso rubino intenso, evidenti note di lampone e frutta rossa al naso. Tipica in bocca, la forte nota acidula del Terrano che ne fa l’abbinamento ideale per i i salumi del Carso.

Sagrado Rosso 2005 Riserva Igt Venezia Giulia.
E’ una cuvèe da uve Cabernet Sauvignon (50%), Cabernet Franc (40%) e Terrano (10%). Le percentuali dei tre vini variano a seconda dell’annata. Dopo la fermentazione il vino si affina in tonneaux e barriques di rovere per 36 mesi. Rosso granato, al naso intenso con  note di frutta matura e spezie; in bocca stessa intensità, note di spezie, elegante, con aromi secondari e terziari, equilibrato: un vino da carni importanti.

La visita giunge al termine, salutiamo Gianni e lo ringraziamo per  sua disponibilità. Sarà difficile dimenticare questa visita che – oltre alla qualità dei vini – ci ha portato indietro, a quasi un secolo fa, con un salto storico nell’era della Grande Guerra. Vogliamo qui pensare e ricordare tutti quei soldati che hanno dato la loro vita per la nostra libertà. 
E Ungaretti scrisse:
“Di questa poesia mi resta quel nulla d’inesauribile segreto”.

Azienda agricola Castelvecchio – via Castelnuovo, 2 – 34078 Sagrado (GO), Tel. 0481 99742


Link:
www.castelvecchio.com 
www.amicidicastelnuovo.it  

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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