di Patrizia Pittia
Oggi ci tengo a raccontarvi la storia di Lino Casella, uno dei primi produttori che ho conosciuto agli inizi del mio percorso nel mondo del vino. Siamo a pochi giorni dalla vendemmia e mi dirigo verso Albana nel Comune di Prepotto in provincia di Udine, vicino al confine con la Slovenia. E’ questa la zona particolarmente vocata per lo Schioppettino , vitigno che dal 2008 fa parte della Doc Sottozona Colli Orientali del Friuli. La giornata è stupenda e Lino, con il suo ampio sorriso, mi accoglie davanti alla storica casa padronale dei Rieppi, l’antica azienda rilevata nel 2006. Lino è euforico per la vendemmia alle porte: è alle prese con le ultime analisi sulle uve bianche, fra pochi giorni si inizia dopo l’annata difficile dello scorso anno. I presupposti per un raccolto davvero speciale ci sono tutti: condizioni meteo favorevoli, buona distribuzione delle piogge durante la stagione, tempo ideale per escursione termica giorno e notte, estate calda con grappoli sanissimi e pochi trattamenti. Dal porticato nel giardino antistante la casa si intravedono i filari dello Schioppettino e del Tazzelenghe, adornati da cespugli di rose multicolore.

L’infanzia e gli inizi
Ecco la storia di Lino: “Le mie origini sono calabresi: mio papà, Francesco, era un vignaiolo che negli anni sessanta fu costretto ad emigrare in Friuli. Ebbe fortuna perché trovò lavoro come mezzadro nell’azienda Rocca Bernarda a Premariacco, nei Colli Orientali. Perciò, sin da piccolo sgambettavo in mezzo ai filari per corrergli dietro e mi arrampicavo con lui sul trattore, nonostante le grida della mamma. Poi ci trasferimmo in un’altra azienda, nel Cividalese. Negli anni, anche la meccanica aveva preso il mio cuore e nel 1982 mi diplomai come perito meccanico. Poi, però, la passione per il mondo vinicolo prese il sopravvento e divenni responsabile di cantina in una azienda a Fornalis di Cividale per una decina d’anni. Come maestro ho avuto l’aiuto di un consulente enologo: Maurizio Michelini di Cormons. Poi frequentai diversi corsi di perfezionamento e di sommelier. Il diploma di Meccanica si è rivelato utile per riparare le macchie in campagna: infatti faccio tutto da solo. Quindi la meccanica è diventato un hobby, il vino la passione. Altra esperienza fondamentale, quella di responsabile di produzione, nel 1983, a Prepotto, per un’azienda che mi ha dato grandi soddisfazioni”.

La svolta
Com’è nata l’azienda Casella?

“In modo molto lineare e spontaneo. Nel 2006 la proprietà di una delle famiglie di produttori storici di Prepotto, Rieppi, mi chiese se ero disposto a gestire l’azienda in prima persona: era quello che attendevo da tempo e accettai volentieri la sfida per poter così trasformare finalmente le uve in qualcosa di mio personale. Il territorio contava cinque 5 ettari, di cui tre a vigneti e il resto boschivo. Vigne storiche dell’età media di circa 50 anni, conservate in maniera egregia. Rieppi produceva solo una piccola quantità di vino in bottiglia. E’ del 2008 la prima etichetta in cui si riportava il nome di famiglia: Casella”.

Eri soddisfatto?

“Ero davvero appagato, dopo 23 anni di lavoro per conto terzi finalmente un vino tutto mio. Poi ho proseguito. Oggi lavoro su molte varietà di uve e produco quattro vini bianchi e quattro rossi, Ma, da qualche anno ho preso l’impegno di rivedere quelle che sono le varietà coltivate, riportando il tutto a soli quattro vini, tutti da vitigni autoctoni: due bianchi – Friulano e Ribolla Gialla – e due rossi – lo Schioppettino di Prepotto e il Tazzelenghe. Ma un vitigno che non voglio perdere è il Pinot Bianco, per il quale ammetto di avere un’autentica passione: ho circa mezzo ettaro di uve nel vigneto che ha raggiunto un equilibrio incredibile. Ne viene fuori un vino indimenticabile: ora è in versiopne ferma, ma nel prossimo futuro vorrei cimentarmi in un metodo classico: il mio sogno nel cassetto!”.

Qual è la tua filosofia di produzione?
“Un aspetto molto importante: la digeribilità del vino”, racconta Lino. “Per me rappresenta una ricerca continua: sia in vigna dove il tipo di allevamento è Guyot e produco dai 40 ai 50 quintali per ettaro; sia in cantina, dove i vini rossi riposano in barrique per un periodo minimo due anni. Per i bianchi la vinificazione consiste in poche di macerazione a freddo e affinamento in acciaio con almeno sei mesi di permanenza sui lieviti; a luglio l‘imbottigliamento. I bianchi che invio alle guide o portati al Vinitaly sono sempre due anni successivi alla vendemmia”.

Il territorio
Lo abbiamo detto all’inizio: questa zona è vocata per lo Schioppettino, vitigno storico salvato dall’estinzione. Ci sono riusciti un gruppo di produttori che, riuniti in associazione, hanno deciso di tutelarlo e promuoverlo nelle diverse manifestazioni nazionali e internazionali. “E’ un grande vino rosso – spiega Lino Casella- . La zona di Prepotto gode di un clima particolare, una piccola fascia dove troviamo diverse tipologie di terreno. Qui ad Albana ci sono sedimenti di riporto del torrente Judrio, trasportati nei millenni, formatisi ai confini tra Italia e Slovenia. Questa zona, la più pianeggiante, mostra una tipologia del suolo rossa, misto a terra e ghiaia. Lo Schioppettino di queste terre, in seguito all’affinamento, oltre al frutto evidenzia note speziate di pepe nero: assomiglia molto al Syrah. Se invece andiamo nella zona collinare troviamo le marne, quindi più struttura e concentrazione con note tanniche più evidenti”.

Tasting

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Ribolla Gialla 2014
Un’annata molto difficile, fresca e impegnativa con gradazioni equilibrate (12,5 % di alcol) e grande lavoro in vigna: giallo verdolino, profumo intenso di agrumi, fresco e sapido; poi le note agrumate ritornano piacevolmente in bocca. Vino equilibrato che ti invoglia a berne ancora. Ha maturato sei mesi sui lieviti in acciaio. Da pasteggiare con una gustosa frittata alle zucchine ed erbe aromatiche.

Pinot Bianco 2014
E’ il vino del cuore di Lino. Dopo alcune ore di macerazione, matura per sei mesi sui lieviti sempre in acciaio. Nel calice è giallo paglierino vivace. Al naso note vegetali e fruttate di mela e pesca bianca molto intense. E’ subito piacevole al primo sorso, fresco e sapido. Sarà più buono una volta evoluto. Si può abbinare con di insalata di piovra e calamari con patate prezzemolate.

Friulano 2014
Giallo paglierino carico. Sentori tostati e chicchi di caffè, poi frutta secca. Sorso fresco e minerale, retrogusto leggermente ammandorlato. Risottino ai finferli appena raccolti spolverati al Montasio stravecchio.

Schioppettino di Prepotto 2012
Rosso rubino intenso. Le uve raccolte fermentano per una decina di giorni e il vino si affinato per 30 mesi in barrique usate di rovere francese. Naso intenso di ribes e pepe nero. In bocca tannini ancora giovani e buon ritorno della speziatura. Nel complesso, molto elegante. Da mangiare con una succulenta tagliata al rosmarino.

Tazzelenghe 2012
Ci sono solo 900 viti di Tazzelenghe nel cortile dei Rieppi , autoctono difficile ma di grandi soddisfazioni. Dopo la vinificazione matura per 30 mesi in barrique di rovere americano di passaggi diversi. Si respirano note dolci di marasca, cioccolato fondente e liquirizia, in bocca morbido e intenso, tannini armonici. Vino da invecchiamento, da gustare con spezzatino e polenta.

Le ore sono volate, Lino è talmente coinvolgente nei suoi racconti che starei ad ascoltarlo per ore. Un grazie di cuore va a papà Francesco che con grandi sacrifici gli ha trasmesso la conoscenza e la passione per il mondo del vino.

www.vinicasella.it

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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