di Patrizia Pittia
Cari lettori, ho scelto le colline di San Floriano del Collio  ai confini con la Slovenia  per andare a trovare una famiglia di viticoltori che da più di trent’anni produce vini di razza. E’ una domenica di fine luglio quando il gruppo di enoappassionati si muove per andare a conoscere la storia dell’azienda Il Carpino dei coniugi Franco e Ana Sosol, affiancati dai figli Naike e Manuel. Dovete sapere che San Floriano si trova nella parte più estrema del Collio Goriziano, zona molto fresca dovuta all’altitudine dei vigneti nei quali si producono vini di altissima qualità: è questa una terra di confine che ci ricorda le tragedie della Grande Guerra: attraversando Oslavia, su un alto colle si erge il Sacrario Militare dove riposano i tanti caduti.

Siamo in località Sovenza: dopo la segnaletica di San Floriano svetta fiera l’insegna in ferro battuto con il logo del Collio e de “Il Carpino”.  Scendiamo a destra per una stradina sterrata e parcheggiamo nell’ampio cortile dove si trovano la graziosa villetta con cantina e saletta degustazione. Ana e Franco ci vengono incontro sorridenti, lei dolce e carina, lui più riservato ma con un sorriso da persona perbene. Oggi i figli non ci faranno compagnia: Manuel giornata di riposo mentre Naike da poco è diventata mamma dello splendido Elia.

LA STORIA
“Tutto è iniziato alla fine degli anni Settanta”, racconta Franco Sosol, “mio suocero Silvano, commerciante ortofrutticolo, decise di acquistare alcuni ettari di vigneto per iniziare a vinificare e vendere, dato che a quei tempi c’era solo lo sfuso. Io facevo l’elettrauto, nei ritagli di tempo lo aiutavo, ma la vigna ha preso presto il sopravvento. Decisi così do lasciare il lavoro precedente per dedicarmi completamente alle uve e al vino insieme a mia moglie. Nel 1987, con Ana, abbiamo deciso di dare una sterzata alla produzione e siamo passati ad imbottigliare: nasce così l’etichetta” Il Carpino”. Gli ettari vitati negli anni sono aumentati: oggi sono circa 17 per una produzione di 80 mila bottiglie”.

IN VIGNA
Per approfondire il concetto, seguiamo Franco in vigna. Usciamo dalla strada sterrata che ci porta  verso la collina di San Floriano: qui si trovano i vigneti a bacca bianca in un unico appezzamento di sette ettari, altri sono a Oslavia e, per le tipologie rosse, a Mossa nella Doc Isonzo. Man mano che saliamo si apre un panorama stupendo. Raggiungiamo i 220 metri di altitudine. “E’ Importante – spiega Franco – che ogni tipologia di vigneto venga messo a dimora con la giusta esposizione, cercando di mantenerla nel tempo, secondo anche il tipo di terreno. Anche noi, in principio, abbiamo commesso degli errori: la vigna di Pinot Grigio dove ci troviamo, per esempio, impiantata nel ’79, ha filari molto larghi e il tipo di allevamento era a Casarsa. Poi siamo passati al Guyot, su filari più stretti e 5000 piante per ettaro. Marco Simonit è stato per anni il nostro agronomo e ora io e Manuel seguiamo la vigna. Nessun inerbimento e lo sfalcio d’erba viene usato per concimare il terreno, non usiamo prodotti chimici di sintesi. Solo in casi particolari facciamo dei trattamenti perché l’uva deve arrivare matura e sanissima in cantina”.

Vigne di San Floriano

In cima alla collina troviamo le  vigne giovani di Ribolla Gialla. “E‘ la parte meglio vocata per quest’uva –  continua Franco – ha una buccia spessa e ha bisogno di sole. Produce tanto e bisogna trovare il giusto equilibrio per una perfetta concentrazione e ottenere un vino elegante”.
Dall’alto ci affacciamo sui diversi terrazzamenti dove nella parte più bassa è piantato il Sauvignon con esposizione più a Nord e un’escursione termica notturna perfetta per valorizzare gli aromi; poi salendo sul colle ecco il Pinot Grigio e infine la Ribolla gialla. Dall’alto notiamo la differenza di gradazione di verde, quasi a macchia di leopardo, negli stessi appezzamenti. “Il motivo – chiarisce Franco – è dovuto al tipo di terreno: il verde chiaro è ricco di ponca, le radici vanno in profondità per nutrirsi portando caratteristiche di mineralità e sapidità ai vini. Il verde scuro è dovuto al terreno argilloso: avremo quindi vini più fruttati e freschi. In fase di vendemmia facciamo diversi passaggi: le uve della parte chiara vengono destinate per la Selezione” Il Carpino” – sono vini macerati – la parte più scura è destinata alla linea Vigna Runc, più fresca”. Ora Franco euforico ci fa vedere il suo “Tesoro”, la “Ponca”, una stratificazione di marne-arenarie grigio-marrone chiaro, di origine eocenica, ricca di

Franco Sosol mostra la Ponca

carbonato di calcio, nutrimento indispensabile per la vite. “Questo conferisce ai vini mineralità, aromaticità e grande sapidità, anche nelle annate tanto calde con problemi di acidità basse”. Chiarissimo, Franco!

FILOSOFIA
La famiglia Sosol è iscritta alla FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che raggruppa più di 850 viticoltori in tutta Italia: quest’associazione ha lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore promuovendo la qualità e autenticità dei vini Italiani. Coltiva le sue uve, imbottiglia il proprio vino solamente con le sue uve, rispettando le norme enologiche, limitando l’uso di additivi. Il vino deve essere l’espressione del territorio e del vitigno.

IN CANTINA
E’ tutto pronto sotto il portico. Ana è indaffarata nei preparativi: ci faranno compagnia nella degustazione alcuni ospiti russi e giapponesi. Scendiamo in cantina. I contenitori in acciaio vengono utilizzati per la Linea Runc: uve da vigne giovani, freschi e immediati. I tini tronco-conici accolgono invece le uve della linea Il Carpino-selezione. Sono questi i vigneti storici: tutte le uve seguono alcuni giorni di macerazione secondo la tipologia, fermentano e si affinano. Le botti arrivano dalla Slavonia, i tonneaux da Francia e Slavonia, le barrique dalla Francia

Vis Uvae-Pinot Grigio 2012- Vigna Runc Pinot Grigio 2015

TASTING
Finalmente è arrivato il momento che tutti attendavano- L’assaggio dei vini. Dalle stesse uve due versioni diverse: la linea fresca “Vigna Runc” e la macerata “Il Carpino Selezione”. In abbinamento, Ana ha preparato dei taglieri in legno con salumi e formaggi della zona.

Pinot  Grigio 2015 Vigna Runc
Le uve della versione fresca fanno 12 ore di macerazione, dopo la vinificazione rimangono per 8 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento. Giallo paglierino, al naso forti note minerali e floreali, poi sentori di fragolina. In bocca una piacevole sapidità che si bilancia bene con la freschezza.

Pinot  Grigio 2012 “Vis Uvae” (dal latino la Forza dell’UVA) Il Carpino Selezione
Le uve sono rimaste a macerare una settimana sulle bucce favorendo l’estrazione delle sostanze coloranti: il tutto avviene nei tini troncoconici a temperatura controllata, dove, dopo la vinificazione il vino rimane per  un anno senza aggiunta di solfiti. In seguito viene separato dalla feccia e lasciato in acciaio per otto mesi a decantare. Segue un affinamento in bottiglia per altri dodici mesi. Solitamente il Pinot Grigio macerato ha un aspetto ramato. Questo invece è di un sorprendente corallo. Al naso è pulitissimo, con i suoi sentori di geranio ed erbe aromatiche. In bocca è avvolgente, torna la frutta esotica, poi cìè una sapidità palpabile: è il ritorno alle origini. E’ questo il Pinot Grigio che io amo: un vino complesso, in evoluzione;

Malvasia 2014 Vigna Runc
Sempre 12 ore di macerazione, per la vinificazione della linea Vigna Runc: vengono usati lieviti neutri. La malvasia ha una buccia fine e la breve macerazione la rende più elegante. Giallo paglierino intenso, al naso grande aromaticità, note agrumate, di albicocca e crema pasticcera. Al palato ritornano le note agrumate con una bella chiusura sapida.

Malvasia 2012 Il Carpino Selezione
Storiche vigne di 70 anni d’età per questa intensa Malvasia Istriana. Stessa tecnica di macerazione del Pinot Grigio. Nel calice un giallo dorato che promette bene. Al naso grande aromaticità e mineralità, profumi di melone maturo, macedonia di frutta, canditi. In bocca si dipana una moltitudine di sapori: ritornano le note candite, in un misto di freschezza e sapidità, il tutto racchiuso in una grande eleganza.

Friulano 2014 Vigna Runc
L’annata 2014 è stata difficile tanto che sono state inserite anche uve della Selezione per ottenere un vino più intenso. Giallo paglierino tenue, al naso fiori di campo, lieve mandorla finale. Le note minerali compensano la bassa acidità.

Exordium Friulano 2012  Il Carpino Selezione
Questo vino è dedicato ai figli
per il loro esordio in azienda (amore di genitori). Sempre una settimana di macerazione sulle bucce, giallo dorato accattivante. Al naso inebrianti note tostate, grani di caffè in primis, poi sentori di fiori secchi e note mielate. In bocca si sviluppa pieno, palpabile, sapido, equilibrato. Nel finale ritornano le note tostate.

VINO ALLA CIECA
Ora Ana e Franco vogliono metterci alla prova: dobbiamo indovinare annata e tipologia del vitigno di una  bottiglia storica, aperta da tre giorni. Ecco il vino. Nel bicchiere giallo dorato. Al naso è ancora chiuso con note leggermente ossidate, poi di mela cotogna e successivamente fumé. Stefania (il nostro avvocato-sommelier) sente la grafite, nessuno osa dire l’annata. Per me ha una ventina d’anni, oso dire Pinot Grigio ma senza convinzione, come varietà è difficile. Alcuni riconoscono la Ribolla Gialla, altri la Malvasia, altri ancora il Sauvignon, ancora supportato dall’acidità. Poi si scoprono le carte e nella sorpresa generale è un Pinot Grigio non macerato del 1995 di 14% alcol. Ho indovinato l’annata! Evviva! Non era facile. Complimenti ai produttori.

Ribolla Gialla 2015 Vigna Runc
L’autoctono per eccellenza, da una zona vocatissima per questo vitigno ritornato ai vecchi splendori. La linea fresca rimane a macerare per 12 ore e poi riposa otto mesi in acciaio. Oggi in anteprima per noi. Note di mela golden e agrumi, al gusto fresca acidità supportata dalla sapidità. Elegante.

Ribolla Gialla 2012 Il Carpino Selezione
Vigne storiche per questo cavallo di razza: un vitigno che ama il sole, grazie all’esposizione a Sud-Est. Ridotta la produzione per ettaro. Fa 45 giorni di macerazione in tini aperti senza aggiunta di solfiti, due anni di botte sui propri lieviti e infine alcuni mesi in acciaio e un lungo ulteriore affinamento in bottiglia.  Nel calice oro brillante intenso. Al naso miele di montagna e grande complessità olfattiva. Importante freschezza in bocca e sapidità, note vanigliate dovute ai tannini della Ribolla e un finale lunghissimo balsamico. Un gioiellino da tenere in cantina.

Rubrum 2007 – Merlot Il Carpino
Una piacevole sorpresa. Questa è la prova concreta che il Friuli Venezia Giulia non è solo vocato per i vini bianchi. Una scommessa di Franco: un Merlot in purezza vinificato solo nelle annate migliori. La prima è stata prodotta nel 1999, Doc Isonzo, con terreno ghiaioso, pochi grappoli per vite, 30 quintali di uva per ettaro. Matura in tonneaux da 700 litri, metà di rovere francese e metà Slavonia per 24 mesi, poi riposa  alcuni anni in bottiglia. Rosso rubino intenso, grande mineralità olfattiva, frutta rossa matura, marasca, note speziate, chiodi di garofano. Al primo sorso escono fuori i morbidi tannini setosi, ritornano le note di marasca. Ogni assaggio rende questo vino affascinante e diverso. Un grande rosso! Qui si riconosce il carattere di Franco. In abbinamento ecco una costata di manzo grigliata per noi da Franco.

In chiusura il finale inaspettato. Il prossimo anno Il Carpino festeggerà i 30 anni dell’etichetta omonima e per l’occasione verrà messo in commercio un vino rosso speciale: un Cabernet Sauvignon 2011, da uve surmature in pianta. Dopo la vinificazione due anni in tonneaux, poi verrà imbottigliato nelle magnum e uscirà nel 2017 con un’etichetta particolare ancora in fase di progettazione.
Il tempo trascorso con Ana e Franco è volato! Siamo tutti soddisfatti per la storia e per le degustazioni. Lasciatemi dire che in questo territorio eccezionale la bravura del produttore e l’amore per la terra rappresentano un mix esclusivo nei vini della famiglia Sosol: i punti di forza sono: eleganza, finezza e il cuore! Chiudo con una frase rubata dal sito dell’azienda:
“Il vino ha la forza di un canto Divino. Accende forti emozioni e dona ricchezza al cuore e alla mente”

Il Carpino in breve

Azienda Agricola Il Carpino
Località Sovenza, 14a, 34070 San Floriano del Collio (GO), Italia
Tel. 0481 884097 – Fax 0481 884205
www.ilcarpino.com
ilcarpino@ilcarpino.com
Ettari vitati: 17
Vitigni a bacca bianca: Ribolla Gialla-Malvasia-Friulano-Pinot Grigio-Chardonnay-Sauvignon
Vitigni a bacca rossa:    Merlot-Cabernet Sauvignon

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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