di Manuela Zanni
E’ stata un’edizione speciale quella di Cantine Aperte 2019 che, quest’anno,  ha colto un po’ tutti alla sprovvista a causa del maltempo, costringendo molte aziende a rinviare l’edizione di uno degli appuntamenti del mondo enologico più attesi dell’anno alla settimana successiva.

Fortunatamente ci sono state state alcune cantine che, grazie all’ampio spazio interno e alla struttura accogliente,  sono riuscite a tenere fede a questa consuetudine di aprire le proprie porte dando l’opportunità  al  popolo, sempre più numeroso,  di enoappassionati di visitare i luoghi di produzione dei vini preferiti godendo anche di musica e intrattenimento e, soprattutto, di ottimo cibo con cui accompagnarli, per vivere una giornata all’insegna della condivisione e della convivialità.
Fra queste la Duca di Salaparuta di Casteldaccia, che di recente ha rinnovato il design della tasting room, ha accolto gli irriducibili winelovers offrendo ai visitatori la possibilità di compiere un viaggio nell’eccellenza dei vini siciliani all’interno delle storiche bottaie aperte, per l’occasione, a visite e degustazioni speciali dei vini del Gruppo Duca di Salaparuta.
Tre marchi,  un’unica anima dalle diverse sfaccettature: la versatilità dei vini Corvo, perfetti per ogni occasione, la  raffinatezza delle etichette pregiate di Duca di Salaparuta, dedicato alla raffinatezza dei vini Duca di Salaparuta, e la nobiltà dei vini liquorosi di Casa Florio, omaggio ad una delle famiglie storiche siciliane più rappresentative dell’Isola.
Tanti i modi che l’azienda ha trovato di raccontare sé stessa attraverso i propri “ambasciatori” che ne hanno narrato la filosofia in maniera chiara ed esaustiva, scegliendo un linguaggio scevro dagli eccessivi tecnicismi in grado di parlare ad un pubblico  le cui parole d’ordine sono la curiosità e la comprensione. Due  i seminari – “Il Nero d’Avola in Sicilia” e “Voglio fare il sommelier” – il primo, condotto dall’agronomo Natale Geraci,  dedicato al vitigno a bacca rossa più rappresentativo fra quelli siciliani, inizialmente utilizzato come uva da taglio e divenuto, in un secondo momento, grazie alla scoperta delle sue grandi potenzialità,  la” voce” del vino in Sicilia. Tuttavia, così  com’è vero che tutte le cantine siciliane hanno almeno una referenza di Nero d’Avola lo è altrettanto che vi è una enorme differenza tra quelli prodotti a Vittoria, Noto, Palermo, Gela, Licata, Butera, solo per citarne alcuni. C’è solo un vino in grado di rappresentare la vera anima del Nero d’Avola in purezza ed è il Duca Enrico di Duca di Salaparuta che nasce nella zona tra Gela, Riesi e Butera nel 1984 per poi diventare cru aziendale dal 2001. Il secondo seminario, condotto da Marcello Malta sommelier e degustatore Ais,  ha fornito le prime basi a tutti coloro che sognano di fare il sommelier offrendo un  utile compendio per districarsi nella giungla dei pregiudizi, errori e luoghi comuni in cui è facile imbattersi quando ci si approccia, da neofiti , al mondo tanto affascinante quanto ostico dell’enologia.

Alla teoria è seguita anche la pratica con l’ interessante “Eno-Lab – l’innovazione per tradizione” condotto dall’enologo della cantina, Salvo Tomasello, basato sulla  degustazione tecnica dei sei vini  più rappresentativi della linea Duca di Salaparuta e Florio con sfiziosi abbinamenti gastronomici.
Una sorprendente  passeggiata alla scoperta dei top di gamma di alcune etichette che hanno fatto la storia della cantina come Bianca di Valguarnera. Noi abbiamo degustato una 2014 a cui la barrique di primo passaggio ha regalato a questo splendido esempio di Inzolia in purezza un bel colore giallo oro dai riflessi brillanti, note di miele d’acacia, burro fuso e vaniglia bourbon che ritornano nel sorso  pieno senza appesantirlo grazie alla sua freschezza, fragranza e vivacità.
E’ poi stata la volta di un “impertinente” Lavico 2014, un Nerello Mascalese dal bel rosso rubino con olfatto dagli spiccati sentori sulfurei  che poi si ingentiliscono lasciando spazio ad una succulenta confettura di frutti rossi impreziosita da spezie miste. In bocca il tannino è carezzevole ed aggraziato e lascia che il sorso accompagni a lungo il palato.
Non meno memorabile il Nawari del 2015, un Pinot Nero che parla siciliano e lo fa offrendo al naso un caleidoscopio di spezie miste e frutti rossi. In bocca sorprende il palato con piacevoli note amaricanti di tamarindo e chinotto, per nulla invasive, che regalano un sorso piacevole dal  tannino elegante ed aggraziato.

Grandi apprezzamenti anche per il Duca Enrico del 2011 dal naso intenso di viola, ribes e prugna in confettura calibrato da spezie pungenti come pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano e cumino. La bocca è fresca, nonostante l’età,  ed il tannino elegante  e raffinato  proprio come un duca.
A chiudere la carrellata dei top di gamma due eccellenze di Casa Florio. Il  primo è stato il Marsala Vergine “Baglio Florio” del 2002. Un vino senza età destinato a durare in eterno, dal colore ambrato brillante con naso di mela cotogna e pera matura e bocca sorprendentemente sapida e asciutta che invoglia la beva e lo rende idoneo anche come aperitivo o come fine pasto insieme ad un piatto di formaggi stagionati accompagnati da miele e confetture.
Anche il Marsala Superiore Riserva Semisecco Donna Franca di Florio, invecchiato oltre 15 anni in botte, si mostra di un bell’ ambra intenso con naso di carruba, fichi secchi e datteri, grazie al sorso fresco, sapido e mai stucchevole ben si presta, oltre che ad accompagnare pasticceria secca e cioccolato fondente, ad abbinamenti più arditi come formaggi stagionatim ad esempio un Parmigiano  di 36 mesi, un Ragusano  o un Piacentino ennese, per restare in Sicilia.

Tanti modi, dunque,  per comunicare la filosofia di una cantina storica che ama stare al passo con i tempi e ci riesce veicolando un messaggio wine friendly, in grado cioè, di avvicinare il mondo del vino a tutti coloro che pur non conoscendone il linguaggio tecnico, spesso ostico e poco comprensibile, vogliono comprenderlo attraverso iniziative volte ad accorciare le distanze tra i produttori e i consumatori che, lo ricordiamo, sono, in fin dei conti, i veri responsabili del successo di un’azienda.
Non a caso, oltre ai vini, sono stati preparati anche cocktail esclusivi Disaronno & Duca di Salaparuta, in un apposito angolo Mixology, che ben hanno accompagnato le pietanze preparate nell’isola gastronomica. Il piacevole sottofondo musicale  dell’eclettico cantastorie Marcello Mandreucci e il divertente spettacolo per bambini di Spazio Kiklos, tanto apprezzato anche dagli adulti, hanno reso ancora più godibile una giornata dedicata alla scoperta delle tante sfaccettature del mondo enologico.

www.duca.it