di Umberto Gambino

Dal balcone al secondo piano dell’hotel, abbarbicato su una delle tante circonvallazioni di Napoli, vista mozzafiato sul golfo e su Castel dell’Ovo. Panorama affascinante, nonostante il clima decisamente invernale. Cosa di meglio allora che tuffarsi in una “full immersion” di rossi campani? Non uno, ma due e addirittura tre giorni a degustare tutto l’universo possibile e immaginabile di bottiglie provenienti dai diversi territori di una regione assai varia e certamente non monotematica. “Campania Stories” mi ha permesso di capire meglio e anche di entrare nel cuore e nell’anima di ogni vino che veniva versato nel calice.

Confesso che ho avuto meno tempo per i bianchi (Campania Stories non li ha certo dimenticati) anche se ne ho bevuto alcuni che hanno lasciato davvero il segno. Di questi vi parlerò in un prossimo articolo.

Tornando ai rossi campani, erano veramente così numerosi quelli assaggiati che preferisco dividere il tasting in due parti. Prima vi racconterò degli Aglianico in purezza e, ovviamente, dei Taurasi Dop e Docg; nella seconda parte scriverò  del “Resto della Campania”, con le etichette più interessanti frutto degli altri vitigni a bacca rossa. Com’è consuetudine di Wining, parliamo solo dei vini “più emozionanti”, quelli che ci hanno scaldato il cuore.

Sanpaolo – Irpinia Aglianico 2012

E’ il più giovane del lotto, annata 2012 e non conosce legno. Vigneti a Paternopoli per un’azienda piccola e giovane. Questo Aglianico è sì un fanciullo, ma si fa trovare pronto e scattante. Naso immediato, di ciliegia netta e poi violetta. Sorso corposo, aspro e dinamico, imberbe e presuntuoso al punto giusto. Si beve senza paura e costa solo 4,80 euro. Meditate!

Donnachiara – Irpinia Aglianico 2011

Matura per 6 mesi in barrique, poi altri 6 mesi di bottiglia. Le uve si raccolgono a Campoceraso e Torre Nocelle. Qui emerge un fruttato incentrato sullo “scuro”: more e pepe nero.  Vien giù bene,  fresco, avvolgente, sapido, corposo, con tannini perfetti. Vivace! Solo 7 euro in enoteca.

I Favati – Irpinia Campi Taurasini Cretarossa 2011

Terreni a Venticano, contrada di San Mango sul Calore. Matura in legno piccolo e medio, di primo e secondo passaggio per 12 mesi, poi 3-6 mesi di bottiglia. Spiccano i sentori di lieviti, poi fiori freschi di campo. Deciso ingresso in bocca, poi fluisce  morbido e rotondo, fresco e avvolgente, con un picco calorico che  fa ricordare che stai bevendo un Aglianico. E’ lungo e tagliente come una spada. 8 euro.

Le Otto Terre – Irpinia Campi Taurasini 2011

Vigne a Montaperto. Nessuna notizia sulla vinificazione, ma il prezzo è ottimo: 6,15 euro. E vale la pena spenderli. Torna l’effetto fruttato di amarena netta. In bocca scorre bene e si distende mostrando sapidità e tannini fini. Lungo e da godere.

Tenuta Cavalier Pepe – Irpinia Aglianico Terra del Varo 2011

Uve coltivate a Sant’Angelo all’Esca e Luogosano. E’ questa un’azienda di medie dimensioni che lavora bene e cura la comunicazione nei minimi dettagli. In questo è efficace il lavoro della brava e dinamica Milena Pepe. Il 50% di questo vino affina in barrique di rovere francesi, per 6 mesi di terzo e quarto passaggio. E’ un “Pepe” di nome di fatto perché è il pepe nero, ma anche la frutta scura, a caratterizzare il naso di questo ottimo Aglianico. Al sorso approccio deciso, poi si sviluppa calorico e sapido, infilando dentro tannino e personalità: da vendere e far apprezzare a soli 5,70 euro.

Dop Taurasi e Taurasi Riserva

Donnachiara – Taurasi 2011
Vigneti a Torre Le Nocelle. 12 mesi di barrique francesi per 12 mesi, poi bottiglia per altri 12 mesi.  Frutti rossi e frutti di bosco. Naso fresco. Poi spezie. Di classe. Corposo ingresso in bocca. Avvolgente. Strong. Tannino rugosi. Taurasi come dio comanda.

Pietracupa – Taurasi 2011

Vigneti a Torre Le Nocelle. Matura pe roltre due anni in grandi botti di rovere. Scuro e balsamico. Liquirizia. Sorso deciso forte possente. Molto fresco. Sapido. Esce il tannino nel finale. Gran vino.

Tecce – Taurasi Poliphemo 2011

Vigneti a Paternopoli da due terreni diversi: San Nicola e SS. Trinità. 12 mesi in carato da 500 litri, 12 mesi in botte da 40 ettolitri, 12 mesi in acciaio inox e 12 mesi di affinamento in bottiglia. Naso scuro, frutta scura, spezie scure. Al palato bel frutto in ingresso.  Poi sapido molto e fresco. Bel tannino. Equilibrio. 24 euro.

Villa Raiano – Taurasi 2011

Allevamenti nel comune di Castelfranci. Maturazione in botti di rovere di varie capacità per 18-24 mesi, poi altri 12 mesi in bottiglia.  Note scure. Fungo. Ingresso fresco e tannico. Deciso. Si distende bene. Lungo. Ottimo e appagante.  13,20 euro.

Gli Aglianico 2011 si identificano facilmente per la nota olfattiva di partenza: fruttato, balsamico, speziato, vegetale.

Caggiano Antonio – Taurasi Macchia dei Goti 2010

Naso balsamico e fruttato a piccole tinte con note di tabacco e cuoio. Bocca morbida e fresca. Tannino prepotente. Un Taurasi grasso E corposo. Forse ancora old style ma piace e richiede un altro sorso.

Contrade di Taurasi – Taurasi 2010

Odori scuri e selvaggi, dal resinoso al sottobosco. In bocca parte contenuto poi però si distende morbido, fresco e vellutato. Alla fine vien fuori il tannino. Territoriale.

Ferrara Benito – Taurasi Vigna Quattro Confini 2010

Naso decisamente balsamico con sentori di rosmarino, spezie aromatiche e tabacco. Il legno si fa sentire ancora. Un Taurasi dalla bocca nervosa, elastica, che si distende profondo equilibrio e classe. Tannini fini e persistenza.

Tenuta Cavalier Pepe – Taurasi  2010

Un altro Taurasi decisamente scuro e maschile con note di sottobosco e resina. Poi il bouquet si apre composito sfoderando pepe e piccoli mirtilli. Bocca che avvolge e seduce, intensa e persistente grazie anche a tannini ben lavorati. Uno dei migliori.

Feudi di San Gregorio – Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2009

Caratteristico l’aroma di pepe nero Che assale subito il naso. Poi però emerge ben altro di buono e fine: menta, tabacco, violetta. Sorso pieno e deciso. Tannino che si evidenzia e si distende perfetto. Massaggia le gengive. Sapido e fresco. Forse non sorprende più di tanto ma è da manuale.

I Capitani – Taurasi Bosco Faiano 2009

Questo è un Taurasi decisamente Old style con le sue belle note di confettura di ciliegia tanto che sembra uno cherry. Vino evoluto con tannino Morbido. Un vino integro. Potente ma elegante.

I Capitani – Taurasi Bosco Faiano 2000

Un Aglianico meglio dell’altro per I Capitani. Note boscose, poi frutti scuri, more, spezie, tabacco. Bocca elegante, intensa, con un bel frutto, che torna evidente nel finale, lungo e appagante.

Contrade di Taurasi  – Taurasi  2000

Forse il migliore dei 2000. Naso evoluto, etereo con sentori di cioccolato scuro, caffè, un quid di selvaggio e animale che conferiscono la spinta in più, non banale al bouquet. Bocca ancora molto fresca, integra, sapida, lunga, con tannini perfetti e buon equilibrio complessivo. Davvero territoriale e anche moderno nell’interpretazione. Nonostante Gli anni ben portati.

Tenuta Cavalier Pepe – Taurasi Opera Mia     2005

Questo Aglianico intriga parecchio. Caldo e scuro allo stesso tempo, femminile e sensuale. Abbraccia caldo con le sue note smaltate e scure, anche di olive in salamoia. Sembra aggressivo in bocca, corposo, pronto a metterti Ko come su un ring. Poi però mostra la sua buona faccia, il sorso va in “reset” e ti corteggia fino a farti innamorare del suo tannino e della sua sapidità. All In!

Tecce – Taurasi Poliphemo 2005

Mi piace tanto questo Taurasi. Forse perché il vignaiolo che lo fa e lo segue, come fosse un figlio, è davvero un personaggio che non lascia indifferenti. A tratti burbero, ma assolutamente simpatico (ne parlerò), che fa vini esattamente a sua immagine e somiglianza. Rosso granato e  naso “spaziale” con tutti i sentori possibili e tipici: dal balsamico al fruttato evoluto, dalle spezie al tabacco.  Anche se occorre attendere un po’ prima che il vino si apra. In bocca torna il frutto ciliegioso e fresco, integro, delizioso, lungo e largo, con un  tannino setoso. Il classico Taurasi lungo e largo.

Perillo – Taurasi 2005

Un altro bel Taurasi scuro, profondo, dal colore rosso granato impenetrabile.  Evidenti le note di cuoio. Palato freschissimo, intenso, pieno, buoni tannini, bella persistenza.

Urciuolo – Taurasi  2005

Un Taurasi New style, molto scuro nei sentori di spezie nere e balsamico. Bocca ampia, avvolgente, fresca e sapida. È coerente con la fase fattiva. Chiude bene con tannini ben distesi e di classe.

La Molara – Taurasi Santa Vara 2005

Una piacevole sorpesa. Aglianico virile che sa di speziatura ampia e nera, quasi aromatica. Apre bene in bocca, con la sua freschezza estrema. La Sapidità e i tannini prepotenti aprono e chiudono la finestra del buon sapore al punto giusto. Bel gusto finale.

Trabucco – Falerno del Massico Rosso Rapicano 2005

Fuori dall’areale del Taurasi ecco un altro Aglianico al   100%. Naso  speziato con piccoli frutti rossi e balsamico. Bocca coerente e pepata, fresca, dal tannino vibrante, intenso. Un vino “strong” con tanta buona sostanza, lungo e piacevole.

Link:

www.campaniastories.com
www.cantinasanpaolo.it
www.cantineifavati.it
www.leottoterre.com
www.tenutapepe.it
www.donnachiara.com
pietracupa@email.it
http://www.triplea.it/producers/37-tecce-luigi
www.villaraiano.com
www.cantinecaggiano.it
www.contradeditaurasi.it
www.benitoferrara.it
www.feudi.it
www.icapitani.com
www.cantinegerardoperillo.it
www.fratelliurciuolo.it
www.lamolara.it
www.trabucconicola.it
www.consorziovinidirpinia.it



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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