di Umberto Gambino
L’irrinunciabile appuntamento con gli amici produttori, organizzatori e sommelier di Campania Stories si è rivelato quest’anno quanto mai appagante. Perché? Semplicissimo da spiegare: migliora l’organizzazione dell’evento; si confermano le splendide e funzionali location; e – dettaglio non da poco – cresce la qualità dei vini (210 in tutto) proposti in degustazione dalle 86 aziende partecipanti. In più, quest’anno, si è aggiunta l’anteprima dell’anteprima e cioè, per la prima volta, Basilicata Stories, con le etichette delle più rappresentative aziende lucane. Una voglia legittima di dare spazio a un’altra regione enologica emergente del Sud che affianca la tradizionale “en primeur” campana. Fra i partecipanti, una cinquantina di giornalisti della stampa specializzata italiana e internazionale (inclusi alcuni Master of Wine).

La sala del trono, a Palazzo Reale

 

Un plauso doveroso va in ogni caso a Diana Cataldo e Massimo Iannaccone, e a tutto lo staff di Miriade & Partners, gli infaticabili motori irpini di questo evento, che quest’anno ci ha deliziato con la visita guidata in uno dei tanti patrimoni dell’Umanità Unesco di cui l’Italia è ricca: il Palazzo Reale della Reggia di Caserta, luogo simbolo della Campania culturale, artistica e architettonica, conosciuto in tutto il mondo. Noi siamo felici di aver avuto questa chance.

Ma, se state leggendo questo articolo è perché volete conoscere i vini migliori. Siamo qua per questo. Per raccontarveli: perché, in fondo, le “stories” appartengono a loro: ai vini, ai vignaioli, ai territori del vino che fanno grande questa regione dalle grandi (e ancora non completamente esplorate) potenzialità enologiche.
E cominciamo dai bianchi della Campania dove fanno bella mostra di sé ben 13 Fiano di Avellino, partendo dalle anteprime assolute (ancor prima del Vinitaly) di alcune 2017, verdi e scalpitanti. La tipologia Fiano di Avellino (vedi annata 2016) si distingue per i suoi profumi intensi, speziati, caratterizzati da mineralità e piacevolezza del sorso, misurato, freschissimo, morbido e sapido. Non sfigurano affatto gli altri quattro Fiano provenienti dal resto della regione. Se andiamo a vedere le potenzialità del vino, dopo molti anni, il Fiano di Avellino vince a mani basse nel confronto con il Greco di Tufo.

Più corposi e più carichi di sole e salinità i Greco di Tufo per i quali – anche in questo caso – risulta più piacevole e completa l’annata 2016 mentre i vini della scorsa vendemmia dovrebbero attendere qualche mese di bottiglia in più per essere valutati meglio. Ma ci sono sempre le eccezioni positive.

Una menzione positiva a parte meritano i bianchi da altre tipologie: belle sorprese e qualche conferma dalla Costiera Amalfitana, dalle Terre del Volturno (Pallagrello Bianco), dal Cilento, dall’area Vesuviana (Caprettone in primis). Resta indietro, purtroppo, la Falanghina del Sannio.  

Ecco i 33 vini bianchi top da Campania Stories 2018 consigliati da Wining 
Li trovate suddivisi per tipologia e ordine di degustazione, non è una classifica.

13 Fiano di Avellino

Feudi di San Gregorio – Fiano di Avellino Dop Pietracalda 2017
E’ giovanissimo al naso, prima timido, poi escono fiori bianchi e agrumi a piccole tinte. E’ fresco e molto sapido, morbido, di buona persistenza. Un classico della casa, ben fatto, che si beve con gusto.

Petilia – Fiano di Avellino Dop 2017
Note di lavanda, ribes bianco, mandarino. Si esprime con freschezza, gusto, buona sapidità e chiude su un bel retrogusto di agrumi. Polposo e vivace. Qualche mese di bottiglia gli gioverà.

Donnachiara – Fiano di Avellino Dop 2017
Prevalgono i sentori di pepe bianco e le spezie aromatiche, poi tira fuori lavanda e frutta bianca fresca, a coronare un bel bouquet. Gusto intenso ma misurato, non eccessivo nelle sue componenti. Morbido e molto fresco. Ammaliante per i suoi profumi.

Tenute Sarno 1860 – Fiano di Avellino Dop 2016
Una certezza del Fiano Irpino. Come sempre attende un anno per farsi assaggiare e colpisce nel segno. Sa di pompelmo, banana, nocciole fresche, un bel mix anche floreale. In bocca scorre molto sapido, fresco, intenso, ma misurato. In chiusura riecco il pompelmo (non rosa).

Pietracupa – Fiano di Avellino Dop 2016
Svela note dolci, quasi di vaniglia e nocciola, poi più fresche di mandarino e arancia. Sorso intenso, nervoso, sapido il giusto, persistente. Finale di mandarino. Armonico.

Di Meo – Fiano di Avellino Dop 2016
Lievi tinte di spezie aromatiche e note floreali. Lieve sì e anche leggiadro. Al palato esprime sapidità, corpo, struttura. Poi esce decisa la parte speziata nel finale. Armonia, equilibrio, eleganza: sono le caratteristiche dei tanti ottimi vini di Roberto Di Meo, degustati in questo  Campania Stories.   

Amarano – Fiano di Avellino Dop Dulcinea 2016
Sa di timo e salvia, pepe bianco, lavanda, gelsomino e nocciola. Molto sapido al gusto, vivace, lungo, persistente. Nel finale un’intensa scia di arancia amara.

Villa Raiano – Fiano di Avellino Dop Ventidue 2015
Un’altra certezza sui vini bianchi, anno dopo anno, è Villa Raiano. Questo vino è uno dei cavalli di battaglia della cantina di San Michele di Serino. Note di timo e rosmarino, poi agrumi ben assortiti. Bocca avvolgente, lunga, sapida e molto fresca. Delizia del palato.

Di Prisco – Fiano di Avellino Dop 2015
Sorprendentemente sa di frutta secca e sembra più evoluto rispetto ai suoi fratelli Fiano, ma piace eccome. Esprime nocciole, fieno, note vegetali. Gusto sapido e morbido, ben misurato. Originale.

Villa Raiano – Fiano di Avellino Dop Alimata 2015
L’altro Fiano è più fresco, floreale e fruttato. Mantiene una gioventù di base che uscirà fuori con gli anni. In bocca emerge una piacevole sapidità. Intenso con garbo. Bel finale di arancia rossa.

Vigne Guadagno – Fiano di Avellino Dop 2014
Sentori di nocciola tostata, pepe bianco, lieve nota balsamica, poi rosmarino e foglia di pomodoro. Gusto sapido, fresco, ben misurato. Molto piacevole al sorso. Evoluto è evoluto. E si sente. Nel finale riecco la foglia di pomodoro.

Ciro Picariello – Fiano di Avellino Dop Ciro 906 2014
Al naso spicchi di pepe bianco, vaniglia, nocciola, poi emerge un ventaglio vario di spezie ed erbe come rosmarino e rughetta. Palato intenso, agrumato, sapido, lungo, che si giova di una notevole acidità. Uno dei migliori in assoluto.

Di Meo – Fiano di Avellino Dop Erminia Di Meo 2003
Sa di vigneto, di foglie ed erba tagliata. Al gusto mantiene la sapidità. E poi … c’è freschezza, buona progressione, e torna nel finale un bell’ananas supportato da acidità integra. Incredibile esempio di longevità del Fiano. Complimenti alla famiglia Di Meo.

4 Bianchi a base Fiano

San Salvatore 1988 – Paestum Fiano Igp Trentenare 2017
Freschissimo, giovane esempio di Fiano non irpino: la dimostrazione che questo vitigno dà soddisfazioni anche in altre aree. Sentori puliti e netti: pera, pesca, mandarino. Gusto intenso, concentrato, sapido, di buona persistenza. Già pronto e scattante.

Rossovermiglio – Sannio Fiano Dop 2016
Al naso sembra più evoluto, fra ricordi di frutta tropicale, come pompelmo rosa, e poi salvia. Sorso intenso e agrumato. L’anno in più si sente. Persistente. Anche nel Sannio ci sanno fare col Fiano!

Albamarina – Cilento Fiano Dop Valmezzana 2016
Naso pepato e speziato, spiccatamente aromatico. Al palato note morbide, rotonde: è fresco, molto sapido e lungo. Tipica scia di mandarino nel finale. Grande bevibilità.

Nanni Copè – Terre del Volturno Bianco Dop – Polveri della Scarrupata 2016
Nella zona del Volturno, Giovanni Ascione dà il meglio di sé e non sbaglia un colpo. In questo vino il Fiano è preponderante (85%), poi ci sono piccole quote di Asprinio (12%) e Pallagrello Bianco. Un mix vincente nel calice. Note di origano e pesca gialla. Gusto aromatico, molto sapido, progressivo, va dritto allo scopo. Lunghissimo.

8 Greco di Tufo

Vesevo – Greco di Tufo Dop Vesevo 2017
E’ molto intenso, neanche troppo tipico. Esprime pera, banana, ananas, pompelmo rosa, litchi, quasi tropicale. Al gusto è potente e conferma tutto. Finisce succoso, con una bella nota di frutta tropicale.

Benito Ferrara – Greco di Tufo Dop Vigna Cicogna 2017
Naso rustico e speziato, di fieno, pepe bianco e pesca gialla. Gusto intenso, avvolgente, rotondo, di buona sapidità. Un Greco di Tufo che conferma tutta la sua eleganza. Fra un paio d’anni sarà ancora più buono

Petilia – Greco di Tufo Dop 2017
Profumatissimo. E’ floreale di lavanda, poi pepe bianco, arancia e pompelmo. Gusto coerente, sapido e morbido il giusto. Un bianco misurato, ma lungo, avvolgente. Il Greco perfetto!

Cantina dei Monaci – Greco di Tufo Dop 2016
Sentori di macchia mediterranea evidenti. E’ tufaceo, gessoso, con le spezie sullo sfondo. Gusto sapido, avvolgente, molto intenso. Garbato.

Sertura – Greco di Tufo Dop 2016
Tinta giallo dorata. Sa di nocciola, floreale di lavanda, sambuco e timo. Già ben evoluto al naso è coerente in bocca, morbido e avvolgente, di freschezza assoluta. Mela cotogna nel finale.

Le Ormere – Greco di Tufo Dop Le Ormere 2016
Giallo dorato nel calice. Al naso frutta gialla matura. Gusto intenso, sapido, quasi tannico, di lunga gittata. Piacevole nella sua evoluzione, persino grasso.

Terre d’Aione – Greco di Tufo Dop 2016
Sa di pepe bianco, salvia, foglia di pomodoro, frutta matura gialla. Sapore sapido e un pizzico zuccherino, molto rotondo, avvolgente. Quasi un mangia e bevi.

Cennerazzo – Greco di Tufo Dop Sphera 2016
Svela piccole tinte di frutta gialla matura, pepe, spezie e un pizzico di fumé. Gusto intenso, sapido, avvolgente, composto. Ben fatto!

3 altri da uve Greco

106 Rossovermiglio – Sannio Dop Greco 2015
Naso animale, selvatico, poi vegetale con note di salvia e timo. Sorso dinamico, avvolgente, sapido, intenso, progressivo.

108 Antico Castello – Irpinia Greco Dop Mida 2014
Un Greco più evoluto e si sente tanto. Profumi di pompelmo, ananas, fichi secchi, nocciole, salvia. Gusto sapido, ben calibrato, longevo ma di classe, con il tannino che affiora un bel finale di frutta tropicale.

109 Capolino Perlingieri – Sannio Greco Dop Vento 2013
Note di mela cotogna, pepe e spezie a profusione, bel bouquet. Bocca rotonda, morbida, avvolgente, polposa, lunga e gustosa. Frutta tropicale nel finale.

5 altre tipologie di bianchi

Sorrentino – Vesuvio Lacrima Christi Bianco Dop – Vigna Lapillo 2016
Da uve Caprettone (80%) e Falanghina (20%). Naso vulcanico che colpisce: speziatura evidente, pepe bianco, poi frutta e fiori bianchi a piccole tinte. Bocca agile: entra piano, sapido ma non troppo, con buona freschezza. Bilanciato.

Cantine Matrone – Vesuvio Lacrima Christi Bianco Dop – Territorio de’ Matroni 2015
Da uve Caprettone (90%) e Falanghina (10%). Note intense di melagrana e mela cotogna, ribes bianco e fumé. Sorso morbido, rotondo, piacevole, esce poi la sapidità. Molto fresco.

Sammarco Ettore – Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop Selva delle Monache 2017
I vitigni sono Biancolella al 60%, Biancazita 20% e Falanghina 20%, Naso pepato, speziato, con lievi tinte di frutta fresca gialla. Sorso progressivo, ampio, intenso, sapido: chiude su una nota di mandarino. Molto minerale e polposo.

Cuomo Marisa – Costa d’Amalfi Furore Bianco Dop Fiorduva 2016
Da uve Ripoli 40%, Fenile 30% e Ginestra 30%. Note vegetali e lievemente speziate, poi frutta gialla, agrumi a piccole nuances. Nel complesso profumi eleganti. Il sorso è misurato, morbido, avvolgente, di buona sapidità. Finale piacevole di pompelmo rosa. Un’altra certezza!

Cantina di Lisandro – Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp – Lancella 2016
Somiglia per certi aspetti a un Grillo siciliano. Pesca gialla, cedro, mandarino, tinte fresche nel complesso. E’ molto sapido, fresco, lungo, davvero bevibile. Piacevolissimo da bere. Fermentazione e maturazione in acciaio.