di Umberto Gambino
Se la Campania dei bianchi è come una divinità Giano Bifronte, ben articolata tra Fiano di Avellino e Greco di Tufo (con piacevoli eccezioni a rompere il dualismo), quella dei rossi punta su un vitigno principe incontrastato: ovviamente l’Aglianico.
Definire l’Aglianico il “Barolo del Sud” per noi di Wining significa citare il solito luogo comune e perciò non seguiamo la corrente: l’Aglianico è uno dei più grandi vitigni autoctoni dell’Italia meridionale e dimostra personalità e caratteristiche ben precise che solo al Sud si possono esaltare e mantenere. L’Aglianico è solo Agllianico: punto! Oggi questi rossi non sono più i vini di qualche anno fa, schematici nei profumi, bruschi al palato, difficili da bere. E’ cambiato parecchio, in positivo. Al mio quarto “Campania Stories” ho potuto constatare come sia mutata radicalmente l’interpretazione che i viticoltori offrono di questo vitigno, dimostrando progressi continui e costanti specialmente nelle annate più giovani.
C’è tanta Irpinia a guidare la qualità del gruppo dei rossi da Aglianico. Seguono, nell’ordine, il Sannio, l’Alto Casertano, il Cilento.
Cosa abbiamo degustato? Taurasi DOCG intensi e profumati al punto giusto, dall’uso del legno ben rodato, proiettati a un’eleganza complessiva, già pronti, ma sicuramente più godibili e completi fra un paio d’anni (vedi annate 2013 e 2012).
Taurasi di annate più vecchie, longevi e ricchi di sensazioni, meno corposi, dal gusto austero, da bere adesso e nei prossimi mesi.
In più dovete tener d’occhio una sorprendente batteria di Aglianico Campi Taurasini di ottima fattura e dal sorso avvolgente, che rappresentano l’ideale soluzione qualità/prezzo per chi voglia capire dove sta andando la Campania “rossista”.
Nella “categoria altri rossi” convince di più la corrispondenza territorio-vitigno-vino del Pallagrello Nero rispetto allo stile più ruspante del Casavecchia (vitigno comunque difficile), mentre il Piedirosso “nature”, senza uso del legno, è una buona alternativa alle scelte più scontate.         

Alla fine ho scelti ventotto rossi. In venti di questi l’Aglianico è padrone assoluto o quasi (otto sono Taurasi e dodici sono vini da Aglianico in purezza tranne un paio di eccezioni); gli altri otto selezionati vedono protagonisti il Pallagrello nero, il Casavecchia, il Piedirosso e un “taglio bordolese-campano”. Ma, vi invito a scoprirli tutti nel dettaglio, in ordine di degustazione. Ho distinto in corsivo alcune note tecniche su affinamento e maturazione.

I 28 vini rossi Top selezionati su 110 assaggi a Campania Stories

8 Irpinia – Dop Taurasi e Taurasi Riserva

Feudi di San Gregorio – Taurasi 2013
Prevalgono le note evolute di caffè, cuoio e tabacco, lo speziato e il balsamico, un po’ meno il fruttato fresco. Elegante nei profumi, si conferma al palato: scorre agile, su tannini setosi, lasciando un bel ricordo di liquirizia.
Affinamento in barrique di rovere francese per 18 mesi, in bottiglia per 9 mesi.

Stefania Barbot – Taurasi Fren 2013
Sentori tipici e territoriali di macchia mediterranea, poi funghi, pepe nero e violetta e infine esce fuori l’aroma salmastro, quasi animale. Al gusto mostra impudente dinamicità ed equilibrio, freschezza, finezza e agilità al tempo stesso. Bel dosaggio dei tannini.
Affinamento in botti di quercia francese da 30 hl per 24 mesi, in acciaio per 12 mesi.

Luigi Tecce – Taurasi Puro Sangue 2013
Note di tartufo, sottobosco, erba bagnata. E’ ematico e ferroso, con una spolverata di prugne in confettura. In tutte le componenti aromatiche si riconosce subito lo stile del produttore. Sorso perfetto, dinamico, bilanciato con tannino fine. Un Taurasi “cult”.
Affinamento in tonneau per 12 mesi, in botte grande per 12 mesi, in acciaio inox per 12 mesi ulteriori 24 mesi in bottiglia.

Cantine Delite – Taurasi Pentamerone 2012
Molto scuro nel calice e altrettanto scuro nei profumi che ne fanno un bouquet delizioso: caffè, rabarbaro, inchiostro, ferroso, con pennellate di erbe aromatiche. Sapore lineare, piacevole, fresco e strutturato, dal tannino morbido.
Affinamento misto in barrique, botte da 25 hl e in acciaio.

Antico Castello – Taurasi 2011
Si apre su sensazioni di liquirizia, vaniglia e frutta secca, denotando evoluzione e un buon uso del legno. Gusto intenso, caldo, ma composto, con tannino ben rodato. In chiusura ritorna la nota balsamica.
Affinamento in botte grande da 25 hl per 24 mesi, poi altri 24 mesi in bottiglia.

Di Meo – Taurasi Vigna Olmo Riserva 2010
Nonostante gli anni dimostra intatta la sua gioventù. Diffonde erbe officinali, spezie, pepe nero e note piccanti. Perfetto l’equilibrio al sorso, fresco, sapido, persistente, grazie ai tannini fini. Un’opera d’arte!
Affinamento in botte grande di Slavonia e barrique di rovere francese per 24 mesi, poi in bottiglia per altri 24 mesi

Perillo – Taurasi Riserva 2008
E’ il caso di dire: che naso! E che bocca! Erbe officinali, cannella, zenzero, chiodi di garofano, tabacco dolce, il tutto a piccole tinte. Gusto fresco e sapido, tannino piacevole anche se ancora evidente, retrogusto alla menta verde. E’ il prototipo dell’evoluzione del Taurasi!
Affinamento in barrique per 12 mesi, in botte da 20 hl per 20 mesi.

Vigna Maurisi – Taurasi Principium 2007
Da vigneti biodinamici, a cura di Felice Corcione e Massimiliano Musto. Diffonde subito macchia mediterranea, terra bagnata, sottobosco, fungo e poi confettura di mirtilli e ribes nero. Essenzialmente scuro. Lungo e persistente al palato, ha un gran bel tannino e mostra equilibrio e pulizia assoluta al sorso.
Affinamento: ben 10 anni, 18 mesi dei quali in botti di rovere francese.

12 Rossi a base Aglianico

Alto Casertano
Vestini Campagnano – Poderi Foglia – Galluccio Rosso ConcaRosso Riserva 2015
Aglianico 85%, Pallagrello nero 15%. Naso piacevole, fresco, floreale e fruttato rosso. Gusto agile, snello, con tannino piacevole: è fresco, rotondo, in buon equilibrio. Non facile, non semplice, ma gustoso da bere.
Affinamento in barrique di rovere francese.

Villa Matilde – Falerno del Massico Rosso 2013
Aglianico e una piccola quota di Piedirosso. Naso ancora giovane, fresco, floreale di rosa, poi anice e cannella sullo sfondo, e una ventata di more in confettura. In bocca è subito gustoso, snello, equilibrato, fresco e morbido. Ha tutto per essere “alla moda” e farsi piacere.
Parte del vino affina in barrique di Allier, il resto in botti di rovere di Slavonia da 10 a 35 hl per 10-12 mesi, segue affinamento in bottiglia.

Sannio
Rossovermiglio – Sannio Aglianico 2015
Note di pepe e spezie, aghi di pino, frutti di bosco. Al sorso è ampio, progressiva, ben bilanciato, levigato nei tannini, fresco, elegante. Easy ma non banale.
Affinamento in barrique di rovere francese per 12 mesi sulle fecce fini, affinamento in bottiglia per 12 mesi

Tenuta Fontana – Sannio Aglianico Civico 28 2015
Naso intenso, di pepe nero, piccole spezie, erbe officinali su sfondo balsamico. Bel gusto, snello, dinamico, fresco, rotondo e dai tannini setosi.
Affinamento in acciaio per 6 mesi con continui batonnage, in barrique per 3 mesi, in bottiglia per almeno 3 mesi.

La Guardiense – Sannio Aglianico I Mille per l’Aglianico 2012
Evoluto al punto giusto, all’olfatto e al gusto. Si apre su menta, spezie, zafferano e ciliegia sotto spirito. Poi una ventata di macchia mediterranea. In bocca è agile, non molto corposo, con tannini fini: direi “giovanile”, nonostante gli anni.
Affinamento in barrique di Allier e Troncais per 18 mesi.

Irpinia
Cantina dei Monaci – Campania Aglianico Santa Lucia 2014

Al naso pepe verde, basilico, chiodi di garofano, mentuccia, e poi una scia di fiori e frutta rossa. In bocca si distende bene, sapido e fresco, grazie ai suoi tannini fini.
Affinamento in botte grande per 18/24 mesi, in bottiglia per 6 mesi.

Di Meo – Campania Aglianico 2014
Mostra un registro di odori erbaceo, quasi vegetale. Vira poi sulle erbe aromatiche e sulle spezie. Ha una facilità di beva notevole, grazie a morbidezza e buona persistenza. Perfetto l’uso del legno. Barrique di rovere francese per 12 mesi, in bottiglia per 12 mesi.

Regina Collis – Irpinia Aglianico Valens 2013
E’ intenso al naso: ciliegia in confettura, cannella, liquirizia, e nel complesso molto balsamico. Sorso dinamico, vivace, ben bilanciato con tannini setosi e una scia finale di frutta rossa. Affinamento in in botti di rovere per 15 mesi, in acciaio per 12 mesi e successivo affinamento in bottiglia.

Villa Raiano – Irpinia Campi Taurasini 2013
Si apre su sentori di pepe nero, chiodi garofano, cardamomo, ginepro e un tocco floreale. Gusto intenso, fresco, corposo e con tannini calibrati. Piacevolissimo! Da queste parti lavorano bene bianchi e rossi allo stesso modo.
Affinamento in vasche di cemento e terracotta per almeno 12 mesi, in bottiglia per altri 12 mesi.

I Favati – Irpinia Campi Taurasini Cretarossa 2012
Bouquet delicato ed elegante, fra cuoio, tabacco, tinte di vaniglia e spezie. Emerge anche una componente minerale. Sorso fresco, sapido, morbido, di buona persistenza, molto fine nei tannini. Più eleganza e meno potenza.
Affinamento in barrique e tonneaux per circa 12 mesi, poi rimane in bottiglia per 3 mesi.

Colli Salernitani e Cilento
Montevetrano – Campania Aglianico Core 2015
Sa di liquirizia e tinte balsamiche evidenti, incenso e vaniglia. In bocca si nota subito il tannino ben lavorato, e poi l’acidità e la sapidità. E’ vivace, snello, armonico nel suo finale balsamico. Affinamento in barrique di rovere francese per 10 mesi, in bottiglia per 6 mesi.

San Salvatore 1988 – Paestum Aglianico Omaggio a Gillo Dorfles 2014
Nel calice diffonde vaniglia, erbe officinali, rabarbaro. Al palato è fine, intenso, persistente, con tannino gradevole. Un rosso austero, ben concentrato, in cui si apprezza bene il frutto. Affinamento in barrique francesi per 24 mesi, poi in bottiglia per 12 mesi.

Giovanni Ascione (Nanni Copé) racconta i suoi vini

8 altri rossi della Campania

Aia delle Monache – Terre del Volturno Casavecchia”Il gallo di fretta canta all’alba lontana” 2016
Da uve Casavecchia. Ciliegia rossa netta e pepe nero al naso. In bocca scorre bene: pulito, fresco, sapido. Mostra tutta la sua verve bio, tannini fini e buona persistenza.
Affinamento parte in acciaio, parte in tonneau e parte in ceramica per circa 8 mesi, poi altri 4 mesi di bottiglia.  

Nanni Copè – Terre del Volturno Rosso Sabbie di Sopra Il Bosco 2016
Quasi interamente da uve Pallagrello nero con piccole porzioni di Aglianico e Casavecchia. Note di pepe nero, erbe officinali, ciliegie e frutti di bosco. Gusto piacevole, avvolgente, sapido, dai tannini vellutati e di lunga persistenza. Piacevole con stile ed equilibrio. Una certezza consolidata del territorio. Affinamento in tonneaux (di un anno per 1/3 e due anni per 2/3) per 12 mesi, segue poi un periodo di 8 mesi in bottiglia.  

Tempio di Diana – Campania Rosso AntonVino 2015
Pallagrello nero 100%. Sa di erbe aromatiche, balsamico, pepe nero, caffè in chicchi. Già evoluto. Bocca molto fresca, piacevole, dai tannini vellutati. Un vino elegante che esprime bene la tipicità del vitigno e del territorio.
In acciaio per 6 mesi, in barrique nuove per 12 mesi e in bottiglia circa 8 mesi.

Talita De Rosa (Alois) spiega i suoi vini

Alois – Terre del Volturno Pallagrello Nero Cunto Murella 2014 
Pallagrello nero. Al naso si esprime con profumi di mora, ciliegia, rosa fresca, e poi su note terrose, minerali e di macchia mediterranea. Sorso immediato, verticale, vivace, ancora molto fresco, agile e con bei tannini.
in botti da 25 hl per 18 mesi, poi riposa in bottiglia per 12 mesi.

Montevetrano – Colli di Salerno Rosso Montevetrano 2014
Cabernet Sauvignon 50%, Aglianico 30% e Merlot 20%
Prevalgono le note scure ed evolute di tabacco, chicchi di caffè, cioccolato fondente, accompagnate da profumi di macchia mediterranea. Gusto intenso, avvolgente, con tannini setosi. All’approccio sembra un po’ selvaggio, ma poi mette i guanti.
Affinamento in barrique di rovere francese per 12-14 mesi, in bottiglia per 6 mesi.

Capolino Perlingieri – Sannio Rosso Sciascì 2011
Questo bel rosso territoriale proviene dall’autoctono Sciascinoso al 60% e da un 40% di Aglianico. Note di macchia mediterranea, poi spunta il balsamico sotto forma di menta, liquirizia, incenso e ancora note terziarie di cuoio. Al palato è ben calibrato, fine, non deborda. Retrogusto di bacche di rovo. Piacevolissimo.
Affinamento in tini troncoconici di legno di Allier da 50 hl per 24 mesi, poi in bottiglia per 24 mesi.

Agnanum – Campi Flegrei Piedirosso 2016
Piedirosso in purezza. Sa di ciliegia sotto spirito, sottobosco, note minerali e balsamiche. Sorso rotondo quasi dolce, tannino ben lavorato e freschezza notevole. Giovane e dinamico, non conosce legno.
Affinamento in acciaio e in bottiglia.

Contrada Salandra – Campi Flegrei Piedirosso 2014
Naso un po’ timido, poi si apre su un floreale lieve e profumi delicati di ciliegia fresca. Sapore piacevole, misurato, armonico, fresco e dal tannino morbido. Tipico e territoriale.
Affinamento in acciaio per circa 12 mesi e in bottiglia.

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