di Umberto Gambino 
Il decennale di Campania Stories ha portato all’attenzione della stampa specializzata, italiana e internazionale, circa 200 vini in anteprima, presentati da 77 aziende (ancora pochine per la verità, rispetto alle potenzialità della regione): 101 bianchi e 90 rossi più altre bottiglie in retrospetiva. La rassegna annuale è stata organizzata, come sempre, da Miriade & Partners, l’agenzia di comunicazione irpina guidata con dedizione e professionalità dai bravissimi Diana Cataldo e Massimo Iannaccone.

Quest’edizione si è svolta a Napoli, presso l’Hotel Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel. Due i percorsi individuati, uno per la stampa ed un altro per gli operatori. Per i giornalisti, oltre ai vini in degustazione, in calendario anche visite in azienda e ai territori, con percorsi didattici sulle cinque province campane. Per operatori e appassionati, invece, master class e momenti di approfondimento sulle denominazioni e il Campania Stories Day di lunedì 3 aprile con le tre sessioni di assaggio ed il seminario promosso da AIS Campania.

07-20170331_124800Voglio personalmente applaudire gli organizzatori di Campania Stories per la scelta della location mozzafiato che ha ospitato le nostre degustazioni: il bellissimo complesso monumentale di Donnaregina – sede del Museo Diocesano – che in questo periodo ospita la mostra dedicata a Leonardo da Vinci. Un binomio arte e vino, risultato azzeccatissimo e molto apprezzato da tutti noi giornalisti (quelli stranieri non hanno lesinato oooh di ammirazione).

Ma ecco i migliori bianchi dell’anteprima, divisi per tipologia. Preciso che li ho assaggiati “alla cieca”.  

Partiamo dai vini a base Fiano che già nelle annate più giovani (2016 e 2015) dimostrano freschezza, pienezza di frutto e ricchezza di aromi. Li immaginiamo, fra qualche anno, più evoluti, e, perché no, più complessi. Com’è noto, la longevità è una caratteristica che fa dei Fiano di questa regione una fra le tipologie di vini bianchi italiani fra le più apprezzate. Personalmente mi pacciono allo stesso modo i Verdicchio dei Castelli di Jesi, i Gewurztraminer e alcuni Grillo siciliani. Ma i Fiano campani hanno il loro perché.

Ecco i 10 migliori Fiano

Urciuolo – Fiano di Avellino 2016
Giallo paglierino nel callice. Note di frutta fresca e iodate, poi è vegetale, con tinte di pepe bianco. Bella bocca nitida, rotonda, immediata, gustosa: torna il frutto della passione. Sorso sapido e intenso, fresco, vivace e lungo.

Antica Hirpinia – Fiano di Avellino 2016
Sa di vegetale, erbaceo, fiori di campo e pesca gialla. Sorso molto sapido, corposo, dinamico, spinta fresca e acida, su una componente minerale evidente. Garbato e di buona persistenza.  

Cantina del Barone – Campania Fiano particella 928 – 2015
Apre su una evidente nota vanigliata che vira poi su timo e salvia finché emerge potente la frutta tropicale e la scorza di arancia. Bocca equilibrata, misurata, nervosa, fresca e giustamente sapida senza eccessi. Fine, elegante, piacevole.

Antico Castello – Irpinia Fiano 2015
Nota fumé, idrocarburo, minerale, pepato e spezie aromatiche lievi sullo sfondo. Molto minerale e avvolgente. Sapido, fresco, intenso, molto equilibrio. C’è! 

Tenuta Sarno – Fiano di Avellino Sarno 1860 – 2015
Piace molto e piace sempre, anno dopo anno questo Fiano. Maura non sbaglia un colpo. Profuma di spezie e note balsamiche, rosmarino, timo e salvia. Fluisce fresco, intenso e con buona persistenza. Avvolge ma non troppo. Bel Fiano territoriale!

Rocca del Principe – Fiano di Avellino 2015
Citrino e floreale, poi si annusano punte speziate con una punta di vaniglia sullo sfondo. Bocca molto sapida più che fresca. Emerge la nota minerale. Lungo e verticale. Va che è una scheggia. Avvolgente. Sa di roccia.

Villa Raiano – Fiano di Avellino Ventidue 2014
Giallo paglierino con riflessi verdolini. Note speziate, piccanti, e poi rosmarino, ananas, kiwi. Sorso piacevole, intenso, avvolgente, fresco e sapido al punto giusto. Equilibrato e armonico, minerale e dinamico. Non aggressivo. Bel Fiano.  

Ciro Picariello – Fiano di Avellino Ciro 906 – 2013
Profuma addirittura di mare, di alghe e iodio, nota smaltata. Poi una bella tela di spezie aromatiche. Gusto morbido, rotondo, piacevole, da cui emerge una sapidità senza fine. Chiude su note di agrumi freschi. Diverso e sorprendente.

I Favati – Fiano di Avellino Pietramara Etichetta Bianca 2012
Giallo dorato carico nel calice. E qui si nota il potenziale evolutivo del Fiano che sa cambiare pelle al momento giusto. Questo vino sa di nocciole e frutti tropicali. Davvero ben fatto! Gusto intenso, sapido e vivace. In chiusura, torna coerente la frutta tropicale. La dimostrazione concreta che il Fiano è un vitigno longevo.  

Di Meo – Fiano di Avellino Alessandra 2012
Giallo dorato con riflessi verdolini. Naso intenso connotato da una bella nota lattica, seguita da fiori di rosa tea e dalia. Spunta poi la frutta tropicale come il mango e la papaya. Bocca intensa, verticale, progressiva, la sapidità emerge inesorabile, molto fresco e dinamico, lunghissimo. Una favola che mi ha piacevolmente emozionato! 

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La Top 15 degli altri vini bianchi della Campania (Greco inclusi)

In realtà, rispetto ai Fiano, questa edizione dell’Anteprima ha lasciato non poche perplessità sui Greco. Solo uno dei 2016 ha destato un’impressione positiva. In tutto, questa seconda Top 10 comprende 6 Greco

Vesevo – Greco di Tufo Vesevo 2016
Al naso erba tagliata, bosso, pepe nero, rosmarino, e un pizzico di piccante. Al palato è misurato, vivace, intenso, sapido ma non eccessivo. Buon equilibrio e persistenza. Ha buona stoffa.

La Molara – Greco di Tufo 2015
Giallo paglierino con riflessi dorati, Note di rosmarino intense e tante spezie ed erbe officinali per una buona complessità al naso. Sfoggia una componente minerale tipica. In bocca è progressivo, inesorabile, apre e scorre dritto, consistente, corposo, intenso e a tratti arrogante. Decisamente minerale, al sorso fila su una componente di idrocarburo e pietra focaia netta. Tanta roba!

Sertura – Greco di Tufo 2015

Naso che sa di frutta matura, pesca gialla, ananas. Forse vaniglia. Bocca intensa, non troppo spinta, sapida, molto fresca, a tratti anche tannica. Bel gusto. Piacevole.

Tenute Casoli – Greco di Tufo Cupavaticale 2014
Giallo dorato carico. Profuma di spezie ed erbe aromatiche, ginepro e finocchio selvatico. Gusto molto fresco e molto sapido. Ha una carica di salinità straordinaria. Il classico Greco territoriale.

Villa Raiano – Greco di Tufo Contrada Marotta 2014
Una delle poche cantine che riesce nell’accoppiata eccellente fra Greco e Fiano. Questo Greco di Tufo è un classico che non si smentisce mai. Naso speziato, con note di rosmarino su un solido tessuto fruttato. Bel sorso piacevole, morbido, intenso, concentrato, dove spicca la frutta a polpa gialla nel finale con un bel tocco di cedro. Personalità.

Di Meo – Greco di Tufo Vittorio 2007
Quando gli anni non pesano affatto su un vino bianco a, al contrario, lo esaltano! Giallo oro nel calice. Carrubba, frutta tropicale, pietra focaia, polvere da sparo, tabacco dolce, erbe aromatiche in quantità. Segni di un’eccellente evoluzione. Bocca intensa, ampia, evoluta, buona morbidezza, anche se si avverte una punta (piacevole) di tannino. E’ molto intenso e lungo. Della serie: anche il Greco può dare soddisfazioni dopo 10 anni.

Agnanum – Campi Flegrei Falanghina Vigna del Pino 2015
Più idrocarburo che minerale. Fungo e tartufo, frutta tostata su sfondo balsamico. Bocca molto minerale, vivace, intensa, calibrata, finale agrumato. Vulcanico al 100%.

La Sibilla – Campi Flegrei Falanghina Cruna deLago 2014
Giallo dorato nella veste. Sa di camomilla, rosmarino, zolfanello accesso e perciò è “mineralissimo”. Gusto intenso e particolare, sapido, molto fresco. E’ morbido senza eccessi. C’è tutta la zona vulcanica nel bicchiere. Chiude con belle note aromatiche.

Astroni – Campania Falanghina Strione 2011
Note di polvere da sparo e mineralità ben assortita che fa molto Campi Flegrei. Bocca intensa, concentrata, coerente, morbida, con una piccola punta tannica. Una goduria del palato!

Feudi di San Gregorio – Irpinia Bianco Campanaro 2015
Fiano e Greco in parti uguali. Non ha profumi netti e immediato ma va cercato pian piano e … si trova sempre! Sciorina spezie aromatiche, pepe e rosmarino. Sorso corposo e intenso, molto sapido. E’ progressivo, di buona persistenza, non banale, equilibrato e ovviamente molto minerale.  

Sammarco Ettore – Costa d’Amalfi Bianco Terre Saracene 2016
Da uve Biancatenera, Pepella e Falanghina. Giallo paglierino. Profuma di primavera: è fresco e piacevole con i suoi fiori di lavanda, erbe di campo, e, nel complesso, aromi dolci e vivaci, con piccoli tocchi di pera e banana. C’è anche una nitida nota iodata che ci proietta dritti sulla Costiera. In bocca entra verticale, piacevole e progressivo, sapido e intenso, con equilibrio. Molto fine e persistente. Un bijoux che riflette il sole e la vivacità del territorio. E’ giovane ma già forte.

Marisa Cuomo – Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2015
Da uve Fenile, Ginestra e Ripoli, autoctone della Costiera, ecco un’altra certezza della bella Campania. Fermenta 3 mesi in barrique di rovere. Giallo paglierino con riflessi dorati. Sembra sabbioso più che terroso. Timido nell’aprirsi, poi nettamente speziato e con tinte balsamiche. Profuma timo, salvia, erbe officinali. Al palato è rotondo, molto fresco e sapido, con una vena minerale che è il “marker” della casa. Ha progressione e intensità di beva. Sembra quasi selvaggio e pennellato nella roccia.

Sorrentino – Vesuvio Lacryma Christi Bianco Vigna Lapillo 2015
Coda di Volpe 90%, Falanghina 10%. Note fresche e dolci di banana, menta e liquirizia, quasi balsamico. Gusto molto sapido: emerge netto il minerale, il calcare, la terra vulcanica. E’ sapido, fresco, persistente, ampio. Appagante ed equibrato.

Sclavia – Terrre del Volturno Passito Pallarè da uve bianche 2015
C’è anche un passito da uve Pallagrello bianco che mi è piaciuto molto. Nota smaltata, poi di banana, arancia candita, miele, erbe officinali. Bocca dolce e misurata, finale con lieve punta amara. E’ un nettare dolce che non finisce mai fuori spartito. Solare!

Casa Setaro – Caprettone spumante Metodo Classico millesimato 2013
E per finire, una frizzante e sorprendente bollicina da uve Caprettone in purezza. Un bel metodo classico (30 mesi sui lieviti). Perlage molto fine, non molto persistente. Fruttato ancora fresco, salvia e timo sullo sfondo. Bocca avvolgente, intensa, fine, persistente. Tornano i lieviti e la crosta di pane. Gran bella bollicina.

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