di Umberto Gambino
La notizia è: quest’anno i bianchi di Campania hanno avuto la meglio nettamente sui loro “cugini” rossi. Ciò può essere dipeso da un paio di fattori determinanti. L’annata 2013, forse non eccelsa (ma neanche la 2014 sembra essere andata meglio, soprattutto per i rossi); l’esigenza di dover attendere più tempo per valutare pienamente la “resa completa” e la “bevibilità” dei rossi rispetto ai bianchi; una più immediata rispondenza alle richieste del mercato dei bianchi sui rossi. E poi, non ultimo, la scelta di determinate aziende (soprattutto irpine) di voler puntare decisamente sulla valorizzazione dei loro cru bianchi,  generalmente più freschi, profumati e dinamici, insomma più “sprint”, rispetto a dei vini rossi da lenta carburazione, più “diesel”, ma comunque dalla resa olfattiva e gustativa a “lunga gittata”. L’idea, non sbagliata, sarebbe di riassaggiarli fra almeno due anni. Per vedere, palesemente, “l’effetto che fa!”

Ecco perciò in totale i 16 rossi selezionati da Wining dalla rassegna di Campania Stories, che si è svolta a Benevento.

Li ho voluto suddividere in due gruppi distinti: gli “altri” e gli Aglianico.10-20160331_231726

6 rossi  da altri vitigni, blend e varietali

Premio morbidezza al palato
Nanni Copè – Terre del Volturno Rosso Sabbie di Sopra Il Bosco 2014
Pallagrello Nero 90%, Aglianico (clone VCR 23) 5%, Casavecchia 5%
L’unico (per ora) vino di Giovanni Ascione è diventato un “classico” di sicura riuscita. Il vino passa un’articolata sequenza di maturazione per 12 mesi sempre in tonneau: nuovi (1/4), di primo passaggio (1/4), di secondo passaggio (1/4) e di terzo passaggio (1/4). Poi almeno 8 mesi in bottiglia. Vien fuori dal calice prima timido, poi a piccole tinte di tabacco e balsamiche, di fiori come la violetta fresca, di una ciliegia polposa. Fluisce con finezza, morbidezza, denotando grande freschezza e tannini ben lavorati. Rosso equilibrato. Una piuma, ancor giovane ma promettente.

Pallagrello giovane e fresco
Cantine Rao – Terre del Volturno Pallagrello Silva Nigra 2013
Pallagrello Nero 100%
Belle note speziate, di cardamomo e ginepro, capperi e piccole more scure. Un naso in generale scuro, mentre il sorso è verticale, lungo, con tannino amalgamato. Gioventù ed equilibrio. Vinificato in acciaio.

Pallagrello equlibrato
Terre del Principe – Terre del Volturno Pallagrello Nero Ambruco 2012
Un anno in più per questo Pallagrello Nero in purezza, che conferma le scelte felici di Peppe Mancini e Manuela Piancastelli. . Il vino affina per un anno in barrique nuove (30%) e di primo passaggio (70%), poi altri 12 mesi in bottiglia. Bei sentori di ciliegia e pepe rosa, vanigliati e balsamici per un bel bouquet composito. Al gusto sembra timido, poi si distende bene, con equilibrio e tannino morbido. Nota finale di frutta rossa.

Campania alla “francese”
Montevetrano – Colli di Salerno Rosso Montevetrano 2012
Cabernet Sauvignon 50%, Aglianico 30%, Merlot 20%
Un altro “classico” che ha fatto la storia dei vini rossi campani. Al naso, note molto fini con piccole tinte di fiori rossi, piccoli frutti rossi, cardamomo e sfondo balsamico. Gusto concreto, ma misurato, non debordante, anzi dinamico. Il tannino sfuma nel finale.

Grande bevibilità
Sammarco Ettore – Costa d’Amalfi Ravello Rosso Selva delle Monache Riserva 2012
Agllianico/Serpentata 70%, Piedirosso 30%
Sa di frutta rossa, chiodi di garofano e ginepro, in un sottofondo balsamico. In bocca scorre  elegante, con tannini fini. E’ rotondo, fresco e sapido. Bevibilità perfetta.

Fuoriclasse minerale
Cuomo Marisa – Costa d’Amalfi Furore Rosso Riserva 2012
Aglianico 50%, Piedirosso 50%
Un altro bell’esemplare della scuderia di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli. Due vini su due presentati entrano nei Top di Wining. Bel bouquet che si fa scoprire piano piano. E’ minerale, iodato, fruttato e floreale a piccole tinte. Sorso fine, verticale, esteso. Denota freschezza e  mineralità. Un autentico fuoriclasse!

2 Aglianico

Aglianico pronto con misura
Donnachiara – Irpinia Aglianico 2013
Piacevolissimo e fresco, con le sue note di frutta rossa fresca, smaltato e balsamico. Sorso misurato, fine, sapido e molto minerale. Un Aglianico fresco ma prontissimo da bere.

A volte ritornano!
Feudi di San Gregorio – Irpinia Aglianico Serpico 2010
E’ la sorpresa del piacevole ritorno di Feudi fra i vini più graditi (vedere anche il successo dei bianchi) con  un’etichetta che è un vero classico dell’enologia campana. Naso profondo e composito di piccole tinte balsamiche e spezie, poi sentori evoluti di tabacco e cuoio. In bocca entra lieve e con garbo, ma è fresco nonostante gli anni in più. Tannino perfetto. Fine e molto bevibile.

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8 migliori Taurasi e Taurasi Riserva

Sorpresa continua
Tecce – Taurasi Poliphemo 2012
Non è più una sorpresa questo eccellente Aglianico da Paternopoli. Sentori di oliva in salamoia,  pepato e balsamico che si aprono piano piano. Non è immediato il naso, ma quando parte non si sa mai dove finisce! In  bocca si distende morbido e deciso, poi si espande e sfodera un tannino prepotente. Taurasi evoluto bene, vivace, nervoso, con tanta strada da percorrere.

Balsamico di classe
Donnachiara – Taurasi di Umberto 2012
Naso nettamente balsamico, poi amarena in confettura e spezie scure, sentori di bosco e resina. Al palato è fresco, sapido, avvolgente, dai tannini ben lavorati. Corposo e lungo. Bel finale di frutta rossa. 90

In evoluzione
Colli di Castelfranci – Taurasi Alta valle 2011
Apre su sentori balsamici e di spezie aromatiche, poi si susseguono note evolute di  tabacco.  Sembra ancora giovane, nonostante gli anni: è un Taurasi di bosco, tannico, prepotente, in cerca di equilibrio. Da bere meglio fra un paio d’anni.

Fruttato e coerente
Di Marzo – Taurasi Albertus 2011
Rosso granato nel calice. Note di amarena in confettura e balsamiche. Bocca fresca,  immediata, contenuta. Chiude senza sbavature con un bel tannino e un finale fruttato . Coerente.

Il “classico sicuro”
Tenuta Cavalier Pepe – Opera Mia 2010
Un altro bel Taurasi ben fatto e “classico”.  Si mostra austero con i suoi sentori di frutti di bosco, pepe nero, violetta, resina e balsamico. In bocca entra progressivo, possente, vivace, con tannini tesi ma setosi.

Taurasi Old Style
Amarano – Taurasi Principe Ladonessa 2009
Si sente bene l’evoluzione. Al naso note di caffè, cioccolato e vaniglia. E’ Taurasi opulento, corposo, old style, di palato persistente.

Virile, a lunga gittata
Feudi di San Gregorio – Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2009
Rosso granato compatto. Note balsamiche e di spezie scure. Molto pepato in generale e anche sapido. Un Taurasi scuro, virile, dal tannino intenso, di lunga gittata.

Longevo, ma fresco
Di Meo – Taurasi Vigna Olmo riserva 2008
Per concludere in bellezza, uno dei più longevi del lotto. E’ Taurasi che mostra sentori coerenti, come la marasca in confettura, la rosa canina, lo stecco di liquirizia, balsamicità a iosa. Al gusto è  fine, equilibrato, ancora ben fresco, incentrato su tannini morbidi e fini. Gran Taurasi che ha ancora molto da dire.

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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