di Patrizia Pittia

Ho accolto con piacere l’invito fattomi da Ottaviano Iacono organizzatore di eventi per questa serata speciale da Fiegl, azienda storica di Oslavia nel Collio Goriziano. E’ dal 1782 che i Fiegl  coltivano la vite: risale infatti ad allora l’estratto di compravendita di una vigna denominata “Neja” da parte di Valentino Fiegl. Ora ci lavorano le ultime generazioni con Martin, Robert e Matej, i quali, conclusi gli studi di enologia, grazie alle nuove tecnologie propongono i vini del loro fiegl-03territorio con passione e bravura.
L’azienda si estende su 30 ettari vitati nella Doc Collio con una produzione di circa 130 mila  bottiglie suddivise per l’80% in vini bianchi e il restante 20% in vini rossi. Il tipo di allevamento in vigna è Guyout con una resa per ettaro molto bassa: questa esalta il terroir mediante l’uso di prodotti ecocompatibili riducendo l’impatto ambientale. I rossi in In cantina invecchiano in barriques e tonneauxl. Solo acciaio per i bianchi.
Dovete sapere che Oslavia è una frazione del comune di Gorizia: si trova al di la del fiume Isonzo sulle propaggini orientali del Collio e gode di un microclima caratterizzato da una notevole ventilazione ed escursione termica. La coltivazione della vite è facilitata dal particolare terreno composto da marne e arenarie (ponca) di origine eocenica. Il vitigno che ha trovato l’habitat migliore è la Ribolla Gialla che in queste colline e quelle slovene dà un vino di altissima qualità.
Per la serata “Calici di Stelle” ho coinvolto diverse persone fra amici e colleghi sommelier di Udine.

Prima di arrivare alla nostra meta enologica, sulla strada incontriamo un monumento che domina la vallata di Oslavia: è il Sacrario Militare dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Qui  riposano le spoglie di molte migliaia di soldati italiani e austriaci,:è un corpo centrale a forma cilindrica in pietra bianca sulla sommità di una scalinata. Un attimo di tristezza attraverso i nostri cuori, pensando alle tante persone che hanno sacrificato la loro vita per una giusta causa.
Finalmente arriviamo a destinazione. Rimaniamo a bocca aperta, ammirando il panorama stupendo dei vigneti che si estendono fino alla vicina Slovenia.
Ci registriamo e ci viene consegnata la sacca con il bicchiere da degustazione e il menu con l’elenco dei finger food creati dallo chef Raffaele che ci delizieranno per tutta la serata.
Entriamo dal magazzino e, da qui, passiamo nel giardino circondato da un bellissimo porticato con pietra a vista e sottotetto in legno. Il muro in pietra è decorato da quadri colorati che ravvivano
l’ambiente.
La degustazione
In giardino ci accolgono, con la bollicina tanto attesa, il Rosé Metodo Classico 100% da uve Pinot Grigio. Le viti sono raccolte da un vigneto di proprietà sito nella vicina Slovenia. Dopo la macerazione sulle bucce, viene fatta la classica vinificazione in bianco. Dopo alcuni mesi è la volta della presa di spuma in bottiglia per la seconda rifermentazione. Poi il vino riposa sui lieviti per 18 mesi e dopo la sboccatura rimane qualche mese in bottiglia prima di essere messo in commercio. Il colore è di un bel ramato brillante. Al naso note floreali e fragoline di bosco. Perlage molto fine. In bocca è fresco con una bella mineralità, più che le note dei lieviti prevalgono ancora le note fruttate.
Assaggio poi la Ribolla Gialla 2011, la regina di Oslavia. Di un bel giallo dorato, al naso profuma di fiori di campo e mela golden. In bocca è intensa, con la bella acidità caratteristica della Ribolla e una piacevole mineralità.
Non male anche il Friulano 2011 (ex Tocai), floreale e fruttato, dal retrogusto ammandorlato e dalla bella sapidità.
L’ultimo bianco degustato è il Sauvignon (sempre 2011) che presenta subito al naso quelle note varietali e aromatiche intensissime che contraddistinguono il clone R3 creato a Rauscedo, patria delle barbatelle esportate in tutto il mondo- Oltre al citato R3 si nota il concorso di una piccola parte di cloni francesi che rendono il vino più elegante. Al naso foglie di pomodoro, peperone verde, sambuco; in bocca è fresco molto minerale e persistente. Si abbina benissimo con il fagottino di bresaola con robiola ed erba cipollina.
Per finire il vino rosso della casa: è il Cabernet Sauvignon 2010. Rosso rubino, al naso leggermente erbaceo e piccoli frutti rossi; in bocca intenso, dai tannini fini ed eleganti. Dopo una macerazione di una decina di giorni il vino matura in barrique e poi si affina in bottiglia.
Alla serata partecipa il pubblico delle grandi occasioni. Incontro, fra gli altri, molti amici produttori ed enologi mentre i titolari sono sempre disponibili per ogni richiesta di chiarimento sui vini.
Incontro con piacere l’amico Gianni Menotti, premiato quest’anno con l’Oscar del Vino di Bibenda quale miglior enologo dell’anno: un riconoscimento meritatissimo per la sua serietà professionale.
La serata si conclude con un gioco di luci a forma di stelle sulla facciata dell’azienda in onore della nuova arrivata in casa Fiegl, la piccola Nina, di Martin e Barbara.
Stanca, ma soddisfatti, rientro a casa con la comitiva, inebriata dalla bella serata e da una  “febbre enoica” che mi prende il cuore e non mi lascia più.
Link: www.fieglvini.net

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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