di Silvia Parcianello

Sarà la superluna, sarà che quella appena passata era la notte di San Lorenzo, nel fine settimana appena trascorso la penisola ha alzato i calici guardando le stelle.
Di tutte le località in cui si è svolta la manifestazione Calici di Stelle ho scelto la più suggestiva, forse la più bella, con buona pace di tutte le altre incantevoli zone d’Italia. Cortina d’Ampezzo. Quando si alza un calice con la Croda da Lago illuminata dalla luna che vi si riflette è facile cominciare a pensare che essere astemi sia proprio una brutta malattia. Certo, si può brindare analcolico, ma non è la stessa cosa.

A Cortina, oltre ai consueti banchi d’assaggio disseminati nei rifugi anziché per le strade di paese, tanto per aggiungere bellezza alla bellezza, sono state organizzate le cene stellari. In 5 rifugi si è cenato al tramonto per poi ammirare le stelle nel dopocena, graziati da una notte serena tra i tanti temporali di quest’estate.
Ho partecipato alla cena stellare del Ristorante “Da Aurelio”, sul passo Giau, un posto dove quest’inverno aprivano la finestra, se riuscivano, e davanti trovavano 12 metri di neve, la Croda da Lago e la luna sempre a vegliare sulla nostra cena.
In cucina officia lo chef Luigi Dariz, protagonista nel mese scorso di Identità Golose Cortina, prima uscita di Paolo Marchi nella Perla delle Dolomiti. In abbinamento i vini dell’azienda Le Colture di Valdobbiadene, con i fratelli Veronica e Alberto Ruggeri a illustrare con grazia i propri prodotti.
La cena di Luigi Dariz rispecchia perfettamente lo chef e l’ambiente in cui vive. Piatti equilibrati nei sapori, che restano fedeli al territorio, presentazione impeccabile e con pochi fronzoli, atmosfera accogliente.
Cominciamo con un piccolo soufflè di ricotta di Colle Santa Lucia con fonduta. Il sapore pieno e insieme delicato del piatto viene accompagnato dalla freschezza del Valdobbiadene Docg Spumante Brut Rive di Santo Stefano “Gerardo” de “Le Colture” che lascia la bocca perfettamente pulita e pronta per un altro boccone.
Il secondo antipasto, accompagnato da uno Spumante Brut Rosè da uve chardonnay e merlot, ci fa entrare nell’atmosfera montana: ovetto pochè con crema di patate e finferli, ingredienti semplici per un piatto elegante, insaporito da uno dei funghi più nobili.
Il primo piatto di Luigi Dariz sembra un prato con le ultime chiazze di neve e i primi fiori che spuntano. Dalla vellutata di erbette spontanee di un verde vivido affiorano le chiazze degli gnocchi di ricotta. Speciale.
A seguire l’hamburger di manzetta nostrana con porcini all’erba cipollina accompagnata dal Cabernet Colli Trevigiani “Prime gemme” . Piatto e vino si fondono nei loro sapori tipici, la carne invita a un sorso di vino e viceversa.
Chiudiamo in dolcezza con un cestino di caramello con fragole lamponi e gelato alla vaniglia.
Al nostro tavolo si danno i voti ai piatti… eleggiamo l’hamburger di manzetta a “piatto della serata”, chiacchieriamo con lo chef, risate, appuntamento all’anno prossimo, magari per raccogliere erbe spontanee.
E usciamo a vedere le stelle, il telescopio già pronto. Si vedono distintamente Antares, Arturo, Saturno tramonta e la Luna illumina prepotentemente la notte e le vette.
La Croda da Lago risplende, e silenziosamente saluta.
LINKS
www.veneziaeventi.com
www.daaurelio.it
www.lecolture.it
www.identitagolose.it