calabriaspumanti-1 (r.w.) Fino a qualche anno fa un evento tasting del genere da queste parti non sarebbe stato possibile: nemmeno minimamente immaginabile. Invece, il segno tangibile che il Sud si muove e, segnatamente, la Calabria, che di solito non brilla per buone notizie, ci fa finalmente brillare gli occhi e sorridere non poco. E’ stato possibile degustare a Catanzaro ben dieci spumanti Metodo Classico prodotti da sei diverse aziende calabresi. Un’ulteriore prova che questa regione – grazie a vignaioli lungimiranti – ha deciso di puntare forte sul rilancio del settore enologico. E per non farsi mancare proprio nulla, ecco che nasce il “Magna Grecia Metodo Classico” o, se volete peccare di esterofilia, signore e signori ecco a voi gli “Champenoise alla calabrese”.
Ebbene sì: la Calabria del vino ha deciso di affrontare il mercato nazionale e l’export, non solo con i consueti vini rossi (sempre meno corposi e sempre più eleganti), ma con una produzione di spumanti decisamente interessante e di buon livello, tutt’altro che da snobbare. Anzi!

La prima edizione di questo inedito evento tasting (che ha registrato il tutto esaurito) è stata organizzata dall’Ais sezione di Catanzaro, rappresentata da Giancarlo Rafele e Ais Calabria, presieduta da Gennaro Convertini. Vi hanno partecipato sei  aziende calabresi (Ferrocinto, iGreco, Librandi, Santa Venere, Serracavallo, Statti) con dieci loro  etichette (cinque brut e cinque brut rosé).

Il coraggioso apripista delle bollicine Metodo Classico made in Calabria è stato
Librandi, nel 2007, con il suo Almaneti brut, un blanc del blancs da chardonnay coltivato nelle belle di Rosaneti in agro di Casabona-Rocca di Neto, dove continua (in collaborazione con il CNR di Torino) un lavoro di sperimentazione su ben 64 di uve. Diciotto mesi sui lieviti, elegante e molto minerale. Dalla stessa località prende il nome il secondo Metodo Classico “by Librandi”,  il Rosaneti brut rosé ottenuto da Gaglioppo in purezza. Venti mesi sui lieviti, sentori di piccoli frutti di bosco, balsamico, dal gusto avvolgente.

Risalgono sempre al 2007 le due etichette perlage dell’azienda
Statti (Lamezia Terme) che ha spumantizzato due vitigni autoctoni: il Mantonico in purezza per il Ferdinando 1938 brut, dalle note dellicate, floreali e di frutta bianca (18 mesi sui lieviti), in onore del fondatore dell’Azienda; ed il Gaglioppo per il Ferdinando 1938 brut rosé: 18 mesi sui lieviti, frutta rossa, fragrante, fresco. 

L’anno successivo, il 2008, è stata la volta dell’azienda
iGreco (zona Cirò), ad accettare la sfida della spumantizzazione di qualità. Anche in questo caso si parte da vitigni autoctoni, il Greco bianco in purezza per il Gran Cuvée Millesimato (30 mesi sui lieviti, note di agrumi, spezie, bocca opulenta ma elegante) ed il Gaglioppo per il Gran Cuvée Millesimato Rosé.

Tocca poi ad un’altra cantina di
Cirò, Santa Venere , puntare anch’essa sul vitigno principe calabrese, il Gaglioppo, per la produzione del suo SP1 Brut Rosé.

Per le altre due aziende bisogna salire verso la montagna, fino a 1200 metri, per trovare la vigna più alta della regione coltivata appositamente a
Riesling e Chardonnay, da Serracavallo, per produrre il suo Alta Quota brut, una bollicina dai toni decisamente aromatici e di grande struttura e finezza. Una vera chicca!

Un altro po’ di strada verso nord, fino a
Castrovillari, per incontrare Tenuta Ferrocinto, l’ultima (per ora) delle aziende calabresi che si sono prodigate nella spumantizzazione dei loro vini, grazie al nuovo impulso dato dall’enologo siciliano Stefano Coppola. Anche in questo caso due etichette, Dovì Brut da uve Chardonnay e Dovì Brut rosé da Aglianico in purezza.

Dieci etichette che si sono lasciate apprezzare dagli oltre cento ospiti che sono riusciti a trovare posto nelle eleganti sale in stile liberty del Palazzo del Duomo a Catanzaro.

A presenziare l’evento anche il Presidente nazionale dell’AIS, Antonello Maietta, il quale ha sottolineato l’importanza della manifestazione, ribadendo il ruolo dell’Associazione nella promozione e nella valorizzazione della vitivinicoltura calabrese. “Chi non credeva che la Calabria potesse esprimere una produzione spumantistica di qualità, dovrà ricredersi dopo questa serata. Sono convinto che questa manifestazione supererà i confini regionali e che diventerà un punto di riferimento per l’intero meridione. Quando questo avverrà, sarò orgoglioso di poter dire che c’ero anch’io, a Catanzaro, la sera della prima edizione”. Parole incoraggianti che hanno stimolato la Delegazione del capoluogo di regione a mettersi subito al lavoro per l’incoming della seconda edizione.

Un vibrante ed istruttivo 
question time condotto dal bravo Gianfranco Manfredi, giornalista, scrittore e sommelier, ha permesso ai protagonisti indiscussi della serata  di raccontarsi. Nicodemo Librandi, Antonio Statti, Demetrio Stancati e Stefano Coppola hanno raccontato la loro vita, il loro lavoro e la loro passione. La passione che li accomuna e che ci accomuna. La passione per i loro vini e per la nostra terra.

Una sempre affascinante “sciabolata” degli insuperabili sommelier di servizio ha aperto la degustazione dei dieci metodo classico calabresi che ha preceduto quella delle etichette provenienti
dal Veneto, dal Trentino, dalla Liguria, dalla Lombardia e poi, ancora, dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Spagna. Trentadue bottiglie di Franciacorta, Oltrepò Pavese, Lessini Durello, TrentoDoc, Champagne, Cremant e Cava che hanno partecipato alla sesta edizione del Challenge Internazionale Euposia ed il cui curatore ha già confermato la collaborazione per le successive edizioni del Magna Grecia Metodo Classico. “L’avresti detto?” è stato il claim della manifestazione. E chi l’avrebbe detto, infatti, che degli ottimi metodo classici calabresi si sarebbero potuti confrontare, senza affatto sfigurare, con i blasonati Franciacorta, con i Trento Doc, i Cava, i Cremant e gli Champagne?
Pronti a scommettere che per la seconda edizione, il prossimo anno,  il numero dei Metodo Classico della Calabria aumenterà. Ne siamo certi!

(si ringraziano per la preziosa collaborazione: Ais Catanzaro, Ais Calabria e www.vinocalabrese.it )