di Umberto Gambino
Le sfide della vita vanno sempre combattute e, con tenacia, si vincono. Non ci sono dubbi. I viticoltori di Montalcino devono averla interpretata come una sfida personale quella con l’annata 2014: complicata, controversa, per alcuni  “inutile” (tanto vale declassare il vino a Rosso di Montalcino e non produrre Brunello), per altri semplicemente “più impegnativa”.

L’annata 2014 è stata una vera e propria sfida che, grazie all’impegno congiunto di produttori ed enologi, oggi possiamo dire essere stata vinta sul mercato – ha commentato Patrizio Cencioni, Presidente del Consorzio Vini di Montalcino. – È stata una stagione contrassegnata dalle difficoltà climatiche che ha comportato una riduzione della produzione stimata sulle 6 milioni di bottiglie, quindi un 30% in meno rispetto al nostro standard. Solo l’ottimo lavoro in vigna e nella fase di fermentazione hanno potuto trasformare il prodotto in cantina nel vino all’altezza della fama del Brunello”.

Ricordiamo che la 2014 era stata valutata 3 stelle su un punteggio massimo di 5. Rating dovuto a una vendemmia complicata e ad un’estate piovosa e fredda. La vendemmia del Sangiovese grosso ha proiettato i vignaioli indietro di 30 anni, quando i grappoli si portavano in cantina a fine settembre e la vendemmia si completava solo nell’ultima decade di ottobre.

Ma la qualità allora? Secondo alcuni enologi, i Brunello 2014 puntano su equilibrio ed eleganza, ma non sono potenti e non dovrebbero durare a lungo nel tempo. E proprio così?

Lo abbiamo verificato “sul campo” e cioè con gli assaggi di “Benvenuto Brunello 2018”, l’evento cult dedicato al vino rosso italiano più famoso nel mondo e sempre più apprezzato all’estero. Sfida vinta allora? Direi proprio di sì, a giudicare dalla lista che leggete sotto.

 

Ecco i miei 21 migliori Brunello dell’annata 2014 suddivisi per caratteristiche principali

Annata 2014

Corposi ed evoluti
Il Pino – Fattoria del Pino
La Togata Carillon

Gusto pieno e forte
Podere Le Ripi

Al naso caffè in chicchi, tostatura, mix fra note fresche ed evolute, more su tessuto balsamico. Sorso intenso, immediato, vivace, in cui si apprezza bene il frutto dolce, morbido ma non troppo, buon equilibrio e tannino fine. Chiude composto e lungo, su note di liquirizia. Una bomba!

Tannini fini
La Fiorita

Gusto lungo
La Fortuna
Tenuta Le Potazzine
Uccelliera

Naso che vira su note evolute, di caffè, cuoio, tabacco, frutti di bosco. C’è tanto frutto al sorso. E’ intenso, corposo, fresco, persistente, avvolgente, dinamico. Nel calice “tanta roba” e non si vergogna affatto dal metterla in bella mostra.

A tutto balsamico
Pian delle Vigne
La Rasina
Sanlorenzo

Speziatissimi
Ferrero
Agostina Pieri

American Style (agili e super-morbidi)
Il Marroneto
Argiano
Banfi – Castello Banfi

In frac (elegantissimi)
Lisini
Mastrojanni

Super bouquet
La Togata Carillon
Barbi

Selvaggi e terrosi
Poggio Il Castellare

Ed ecco 6 Riserve 2013, da non perdere assolutamente, descritte in tre aggettivi tre

Riserve 2013

Podere Le Ripi
Pepato, balsamico, lungo.

Poggio di Sotto
Fruttato, avvolgente, appagante

Ciacci Piccolomini d’Aragona – Pianrosso
Balsamico, calibrato, sapido

La Lecciaia – Riserva Manapietra
Cioccolatoso, calibrato, massaggiante

Lisini – Ugolaia
E’, per me, il Brunello del cuore e della memoria. Perciò tre aggettivi non bastano. Al naso, bella marasca sotto spirito, erbe officinali, note resinose, in un bel mix tra note giovani e più evolute. Si avverte al gusto che è in fase di passaggio: è caldo, rassicurante, fresco, molto intenso, persistente, tannini di gran foggia. In una parola. Top!

Mastrojanni – Vigna Schiena d’Asino
Ferroso, caldo, equilibrato

Una Riserva 2012

Col d’Orcia – Poggio al Vento 2012
Terroso, elegante, originale

… e 2 Moscadello da sballo!

Col d’Orcia v.t. 2014
E’ lieve, garbato, ma incisivo in tutti i suoi aspetti. Al naso fiori d’arancio, miele, albicocca, mango, quasi non sembra un passito. Gusto dolce, non intenso, molto elegante, raffinatissimo.

Mastrojanni v.t. 2008
Giallo dorato intenso. Note di botrite, miele d’acacia, orzo caramella, carruba, nocciola, tostatura. Intenso, persistente, dolce, quasi tropicale, molto gustoso e avvolgente. In una parola: piacevolissimo!

Le due tipologie dei consumatori di Brunello di Montalcino

Chi beve il Brunello? Chi sono i consumatori tipo?

Vino “status symbol” e oggetto di culto in Italia
La ricerca di Nomisma ha chiarito il posizionamento del Brunello, tracciando l’identikit del consumatore “tipo” di Brunello nei due mercati di riferimento, quello italiano e quello statunitense. Per il mercato nazionale, Nomisma ha condotto un’indagine su un campione di 1.000 consumatori italiani di vino, i quali ne riconoscono soprattutto l’ottima qualità (per il 35% degli intervistati) e lo status symbol (25%), l’essere percepiti cioè come “oggetto di culto”.
Il consumatore di Brunello è uomo, di età compresa tra 36 e 51 anni, occupato, con un titolo di studio alto (laurea/dottorato), residente in Centro Italia e con un reddito mensile superiore ai 2.500 Euro. È un consumatore amante dell’enoturismo, beve vino una volta a settimana o più spesso, si informa prima di acquistare vino e lo compra anche online.

In Usa preferito dai 21-35enni consumatori di Fine Wines
In USA l’analisi di Nomisma ha preso in esame i cosiddetti frequent user (ovvero consumatore di vino 2-3 volte a settimana o più spesso) di fine wines, prendendo ad esempio un campione di 2.400 consumatori di vino residenti a New York, New Jersey, Florida e California. L’identikit è quello di un consumatore più giovane rispetto tra i 21 e 35 anni, con titolo di studio medio-alto e un reddito alto (superiore ai 75.000$), residente a New York e nel New Jersey e che ha visitato l’Italia nell’ultimo anno. 

 

I numeri del Brunello 2018:

Nel 2018 sono state 8 milioni le bottiglie di Brunello prodotte, in leggero calo rispetto all’anno precedente, e 4,5 milioni quelle di Rosso, trend costante rispetto al 2017. L’export si conferma al 70% della produzione totale, con gli USA in testa alla “classifica”, seguiti da Europa, mercati asiatici, Canada e centro e sud America. Per quel che riguarda il giro d’affari del settore vitivinicolo a Montalcino, quest’anno ammonta a 160 milioni di euro. Infine crescono anche i flussi turistici, aumentati del 10% rispetto all’anno scorso, quando si erano registrati 1.500.000 visitatori, e i pernottamenti, che segnano +20% rispetto al 2017, quando erano stati 150mila.

www.consorziobrunellodimontalcino.it