di Patrizia Pittia P1201436Anno nuovo cantina nuova. Ho voluto riprendere i miei itinerari enoici con un’azienda del Collio Goriziano. Lo avevo promesso ad Alessandra Mauri, a fine novembre durante una piacevole serata da lei organizzata in un locale storico di Udinese: “Red wine and food”, un aperitivo con i vini della sua azienda, ottimi  stuzzichini e  in sottofondo una piacevole musica rilassante. D’altronde, è questa la sensazione che ti dà Alessandra  quando la conosci: due occhioni azzurri che ti lasciano senza fiato, uno splendido sorriso, cordiale e gentile, da vera donna d’altri tempi.  Quella sera mi ha detto: “Sai che leggo i tuoi reportage su Wining? E mi piacciono”. Sorpresa e un po’ imbarazzata, ho deciso allora che la prima cantina che avrei visitato nel 2013 doveva essere proprio Borgo San Daniele. Detto fatto! L’appuntamento è fissato a Cormons, in una fredda e piovosa domenica di gennaio. Siamo nel  cuore del Collio, nel piccolo borgo da cui prende il nome l’azienda. Anche oggi siamo una ventina di persone con la voglia e la passione di conoscere e apprezzare il mondo del vino. Varchiamo il portone in ferro zincato, entriamo in un cortile delimitato da un muro di cinta fatto di sassi. Da qui si estende un grande giardino in cui spiccano belle aiuole un olivo e una bella nota rossa data da un albero colmo di melette selvatiche. Il tutto circondato da cespugli con fiori invernali. In fondo  le note azzurre di una piscina. Sulla destra spicca il grande portico che nel periodo estivo è affollato di amanti del buon vino che degustano allietati dai numerosi eventi musicali organizzati dai padroni di casa: che voglia d’estate! Ora siamo davanti alla villetta tutta bianca con serramenti in legno dello stesso colore e finestre all’inglese: è questa oggi la sede aziendale, ma una volta era la casa contadina dei nonni dove Alessandra e Mauro hanno trascorso la loro infanzia. C’erano la stalla con le mucche, l’orto, le vigne che il nonno seguiva con amore e passione. Immaginate, cari lettori, di trovarvi proiettati qualche dicina di anni indietro e di vedere questi due bambini che si divertono, giocano per la campagna e aiutano il nonno nel vigneto!

Per loro è stato talmente bello quel periodo che hanno voluto trasformare il gioco d’infanzia in un lavoro da adulti. Alessandra e Mauro ci accolgono sorridenti. Di solito non sono mai insieme: si alternano nelle diverse visite e degustazioni, ma oggi per noi e per Wining hanno voluto essere entrambi  presenti  anche se Mauro è in partenza  per gli Stati Uniti: quindici giorni di appuntamenti e degustazioni con gli importatori in enoteche e ristoranti. Ai due fratelli basta uno sguardo per capirsi. Hanno creato questa chicca dell’enologia friulana con impegno, grande serietà e passione per il vino: sentimenti molto forti. Ci accomodiamo nella sala da degustazione, bellissima e spaziosa. Sulle pareti, quadri colorati improntati al tema delle  note musicali e foglie di vite nelle diverse stagioni. Al,centro della sala, un tavolo lunghissimo in legno massiccio che può accogliere più di venti persone e poi tovagliette americane e tantissime candele rosse accese al centro tavola. (Alessandra deve avermi letto nel pensiero perché io adoro le candele di tutte le forme e colori. In casa mia non mancano mai: proprio ora che sto scrivendo, alla mia destra c’è una candelina colorata che mi tiene compagnia). Ci accomodiamo nella grande sala e Mauro racconta tanto di sé e di sua sorella. Dopo gli studi (agraria per Alessandra ed enologia per lui) i due fratelli decidono nel 1990 di lanciarsi nell’impresa di diventare viticoltori a tutti gli effetti. Al lavoro in 18 ettari di vigne dislocati in 15 diversi appezzamenti nelle Doc Collio e Isonzo: un numero limitatissimo di etichette, una viticoltura rispettosa dell’ambiente, vigneti ad alta densità d’impianto e bassa vigoria, inerbimenti  senza diserbanti. Per le malattie della vigna vengono usate miscele a base di tarassaco ed equisetum; dal 1996 è stata eliminata la chiarifica nei loro vini che, per questo motivo, sono pronti solamente dopo l’estate successiva alla vendemmia in modo da lasciare al vino il tempo di stabilizzarsi senza forzature. E’ stata fatta la scelta di valorizzare sia i vitigni autoctoni che gli internazionali. Un esempio su tutti è il Pinot Grigio che qui ha trovato un habitat ideale per esprimere al massimo le sue qualità.

Tasting Iniziamo la degustazione con un vino che è una novità per i fratelli Mauri: è lo Jiasik bianco 2011, un prodotto che non viene presentato alle guide perché va bevuto giovane, entro l’anno. Il nome deriva dalla zona del vigneto che è la frazione di Giassico. Il vino è un uvaggio di Riesling Renano (vigne vecchie da poco acquistate), Malvasia  e una parte di Pinot Bianco. I grappoli sono raccolti interi e portati a glaciazione per 3-4 ore con ghiaccio secco e azoto liquido. Poi riprende temperatura e segue una pressatura soffice, con la classica vinificazione in bianco e un periodo di giacenza sui lieviti. E’ una tecnica che consente al vino di mantenere intatti tutti i suoi aromi primari. Mauro tiene a precisare che è una tecnica fisica, non chimica. Nel calice Jiasik si presenta di un bel giallo paglierino, al naso sentori di frutta fresca (pesca) e note floreali; in bocca è fresco, minerale, con in più l’aromaticità data dal Riesling e dalla Malvasia e l’eleganza imposta dal Pinot Bianco. Decisamente equilibrato. Un vino dedicato da aperitivo, per i giovani, da serate in allegria. Si abbina bene ai finger food delicati. E’ commercializzato solo in  bottiglie magnum. C’è anche la versione rossa di Jiasik da Cabernet Sauvignon che oggi non degustiamo. E’ una novità anche il secondo vino: la Malvasia 2011 in purezza, l’ultima etichetta in ordine di tempo. Il vigneto si trova nella Doc Isonzo: il terreno con scheletro dà struttura ai vini.

Giallo paglierino deciso all’aspetto, note fruttate al naso; al sorso denota aromaticità, freschezza, sapidità. A mio parere è un vino ancora da scoprire, in evoluzione. Può essere abbinato ad un profumato risotto di mare.

Ora è il turno dello storico Arbis Blanc, il portabandiera di Borgo San Daniele. Arbis in friulano vuol dire erba. Si tratta di un blend di autoctoni e internazionali: Friulano, Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon. Le uve raccolte a buona maturazione vengono vinificate separatamente, ma completano la fermentazione tutte insieme in una botte di rovere di Slavonia da 2000 litri. In programma una piccola verticale con le annate 2010 e 2007. Vendemmia 2010. Giallo paglierino, al naso erbe aromatiche e albicocca, in bocca spicca per persistenza e  morbidezza. Si sente che è ancora giovane, ma di interessante prospettiva. Vendemmia 2007. Un bellissimo giallo dorato, al naso frutta matura, ananas e mango. Che bella struttura! Al primo sorso è fresco, aromatico, minerale, decisamente elegante, equilibrato.

I consigli per un perfetto abbinamento cibo-vino: per il 2010 tagliolini al salmone; per il 2007 un delicato piatto di  crostacei. 

Tocca poi, per deliziarci, ad un rosso importante, vinificato solo nelle migliori annate: è il Gortmarin 2006, un’annata da ricordare, dal vigneto più storico dell’azienda, quello di nonno Antonio, 50 anni. Il nome deriva dalla zona dove scorre un piccolo fiume, una piccola ansa con delle specie marine. Questo, cari lettori, è un vero uvaggio: le uve merlot e cabernet sauvignon arrivano a maturazione tardiva e poi vinificate assieme, quindi affina in barrique per due anni e altrettanti in bottiglia. In degustazione si mostra nel suo rosso rubino intenso; al naso frutta rossa e una delicata speziatura; in bocca tannini ancora giovani con un ritorno di note speziate e fruttate, morbido ed equilibrato per una lunga durata nel tempo. In abbinamento si può spaziare da carni importanti a  formaggi stagionati, ma va bene anche solo da meditazione.

 

Durante le degustazioni Alessandra ci ha coccolato con vari salumi, formaggi di diverse tipologie e stagionature in abbinamento a confetture e miele. E in occasione del carnevale, finale alla grande con deliziose frittelle alle creme e uvette e strudel fatto in casa.Prima di salutarci, Mauro vuole farci vedere la cantina scavata sotto la casa nel 1992. Si è scoperto che questa era sede di una storica chiesa dedicata a San Daniele.

Per chi volesse trascorrere qualche giorno nel borgo, Alessandra sarà felice di accogliervi: ci sono 3 camere con 7 posti letto elegantemente arredate, cucina, e sala lettura: un luogo tranquillo dove ritrovare i ritmi dimenticati. Nel periodo estivo c’è la piscina, l’ideale per ritrovarsi la sera a  degustare un vino sotto il fresco portico. Dovete sapere che vengono organizzate delle serate evento musicali e percorsi intellettuali. Per ogni etichetta è stato dipinto un fiore, dedicata una poesia e un cd, un progetto di musica sperimentale: un misto  di jazz, rock ed elettronica da ascoltare.

 

Ed ora, felici e riscaldati nel cuore da questa bella realtà friulana, ringraziamo Alessandra e Mauro per la loro accoglienza e per il tempo che ci hanno dedicato e gli auguriamo tutto il bene che si meritano.

E per i lettori di Wining ecco la poesia che il poeta Giovanni Fierro ha dedicato al Gortmarin: “Che lo si può dire – questo vino nasce da una vendemmia tardiva – ha radice in un vecchio vigneto – è un abbraccio di uve rosse – e si fa aspettare – ma di più- e come dirlo – è il bacio più speciale – quello che mi arriva – dalle tue labbra – senza il bisogno – della promessa”. link: www.borgosandaniele.it

  Borgo San Daniele dei fratelli Alessandra e Mauro Mauri Via San Daniele, 28 – 34071 Cormons (GO) –  Tel. 0481 60552; email: info@borgosandaniele.it Vitigni coltivati: friulano, malvasia, riesling renano, pinot grigio, chardonnay, sauvignon, pinot bianco, merlot, cabernet sauvignon, pignolo. Ettari vitati: 18; numero di bottiglie prodotte: 50.000; enologo: Mauro Mauri

 

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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