Attraverso i titoli del web e della carta stampata abbiamo appreso che i carabinieri del comando provinciale di Catania hanno concluso un blitz che ha portato all’arresto di 15 esponenti di un clan criminale, considerato affiliato alla famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. Fin qui nulla di inedito. Una “normale notizia di cronaca nera”.

Leggendo i dettagli, si scopre che fra le accuse contestate al clan ci sono anche una serie di estorsioni di cui erano vittime alcune aziende vinicole dell’Etna, nei territori di Castiglione di Sicilia, Moio Alcantara, Randazzo e Giarre. Si parla di un periodo di circa due anni, fortunatamente chiuso dall’operato degli investigatori. Al centro delle indagini sono finiti numerosi episodi di estorsioni, imposizioni della guardiania e soprattutto veri e propri atti di vandalismo come il taglio di intere filiere di vitigni. Il pizzo richiesto variava da 1000 a 12.000 euro all’anno, più 500 euro al mese per il servizio di “guardiania”. In un caso – spiegano i carabinieri – ad un’azienda era stata richiesta l’assunzione obbligatoria della moglie di un boss.
I proventi sarebbero finiti all’interno di una cassa comune e poi reinvestiti dal clan nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’elenco degli imprenditori presi di mira dai criminali, come rivelato durante la conferenza stampa, ci sono le aziende VagliasindiTornatore, Valenti, Mannino e Planeta – Feudo di mezzo.
In particolare, numerosi sono stati i casi danneggiamento consistiti nel taglio di alberi da frutto, quali ulivi e interi filari di viti. “Qualche denuncia c’è stata, ma molte altre no, e i casi di cui siamo venuti a conoscenza sono stati molti”, ha sottolineato il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi.

Da precisare che per quanto riguarda Planeta si è trattato di un tentativo di estorsione. Dopo aver rinvenuto una bottiglia incendiaria in un terreno in cui si stava costruendo una bottaia, l’azienda ha denunciato prontamente l’episodio agli inquirenti.
Pensiamo positivo e speriamo che, per un territorio così vocato per l’enologia (l’Etna, ma anche tutta la Sicilia), in futuro non si debbano più leggere notizie del genere. Fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura. Piena e incondizionata solidarietà a tutti i viticoltori siciliani.