di Patrizia Pittia
bjana-04 Cari lettori, quest’anno – per la seconda volta – abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare a Buttrio, nella splendida Villa di Toppo Florio, le finali della guida dei Vinibuoni d’Italia Touring. Per chi ancora non lo sapesse, è questa l’unica guida dedicata ai vini da vitigni autoctoni in Italia, ma anche all’Istria Croata. Un libro fondamentale per gli appassionati di vino e per gli addetti ai lavori, curata dai grandi e cari Mario Busso e Luigi Cremona. Perciò in degustazione a Buttrio c’erano tutti i vini selezionati per la finale delle Corone (il massimo riconoscimento per le numerose aziende partecipanti) con la presenza dei coordinatori regionali arrivati in Friuli da tutta Italia.

Per l’ultima giornata di trasferta friulana – la domenica mattina – mi sono assunta l’impegno di portare il folto gruppo in visita da una delle mie aziende del cuore: in Slovenia, visto che fa parte dell’Unione Europea. L’azienda è Bjana di Miran Sirk e della dolce moglie Petra, due persone splendide che conosco da qualche anno. Ho pensato, visto che parliamo di autoctoni: chi meglio di loro che producono da più di vent’anni un metodo classico, oltre che con Chardonnay e Pinot Nero, anche con la Ribolla Gialla che conferisce eleganza e freschezza a queste bolle da sogno? Pensate – cari lettori – che Miran e Petra pur di soddisfare la nostra richiesta di organizzare questa visita hanno posticipato le ferie, dedicandoci una calda domenica di fine luglio. Perciò, tutti puntuali, dopo l’ex confine di Vencò, ad una decina di minuti verso Dobrovo, nella frazionedi Bjliana, arriviamo a Bjana. Siamo nel cuore del Collio Sloveno (Brda), una zona prealpina collinare che risente degli influssi mediterranei.

Entriamo nel grande cortile attraverso una struttura antica in pietra ad arco dove Miran e Petra, sorridenti e gioviali, ci accolgono. Pensate che l’azienda si trova in un maniero costruito nel XIII secolo dai conti di Gorizia. Dopo diverse vicissitudini venne comprato dal bisnonno di Miran, Franc, dopo la prima guerra mondiale. Dopo la seconda guerra mondiale il governo jugoslavo dell’epoca confiscò ai nonni di Miran quasi cento ettari di vigne mai più riavuti. I genitori abbandonarono la terra, ma Miran  aveva nel suo dna la voglia di fare vino.

Perciò, dopo gli studi di agraria, acquistò qualche ettaro di vigna attorno al maniero, disposti a terrazzamenti e con esposizione e microclima ideali per fare prodotti di qualità. Caparbio  e risoluto, dopo diversi stages in Champagne e Franciacorta, è riuscito nel suo  intento di creare in questa zona uno spumante che non ha eguali. Gli ettari di vigneto ora sono diventati sei ai quali Miran si dedica anima e corpo. La moglie Petra, oltre a gestire tre camere matrimoniali per chi desidera pernottare in azienda, fa la mamma di una splendida bambina e del piccolo erede che papà Miran adora.

Raccontata la storia di famiglia, è il momento di addentrarci nella visita. Miran prima vuole  portarci in una vecchia vigna a terrazzamenti, acquistata da poco, dove il Pinot Nero ha la sua dimora. Nonostante il caldo afoso lo seguiamo, io e Sara Vani, e nonostante la scarpe con i tacchi, non vogliamo tirarci indietro. Impresa ardua è dir poco: alla fine, stremate, ci accoglie un vigneto di Ribolla Gialla. 

La parte più affascinante è però la visita nella cantina storica, tutta scavata nella roccia. Qui, nelle pupitre, riposano le bottiglie con i loro lieviti, in maturazione in attesa della sboccatura. In una cantina più recente ecco gli spumanti a riposo delle diverse annate. Bjana produce quattro tipologie di metodo classico: il Brut da uve Chardonnay e Ribolla Gialla; il Brut Rosé da uve Pinot Nero e Ribolla Gialla; la Cuvée Prestige, un millesimato da Chardonnay e Ribolla Gialla e il Brut Zerò da Chardonnay e Ribolla Gialla che, purtroppo, oggi non degusteremo perché terminato. Le percebtuali dell’uvaggio variano secondo l’annata: la Ribolla è sempre in percentuale inferiore rispetto agli altri vitigni che compongono i diversi blend.

E’ il momento di salire nella splendida sala degustazione, arredata con mobili antichi di classe: è questo un altro pregio del caro Miran: quando non è in vigna e in cantina, da perfetto appassionato d’arte, partecipa a diverse mostre di antiquariato. Dalla sala si esce su un terrazzo con vista mozzafiato sui vigneti e le colline circostanti: in lontananza si distingue il castello di Dobrovo. Petra, in abbinamento agli spumanti, ci coccola, con finger food, salumi e formaggi di questa regione slovena.

Ecco il tasting. 

Brut Classico da Chardonnay e Ribolla Gialla in percentuali diverse secondo le annate. Il vino fermenta in acciaio e dopo la presa di spuma rimane sui lieviti circa 24 mesi. Bel giallo paglierino, perlage molto fine. Al naso sentori di crosta di pane e frutta gialla. In bocca una freschezza unica con perfetto ritorno delle note fruttate. Un invito a berne ancora.  

Brut Rosé, circa 75-85% di Pinot Nero, il rimanente Ribolla Gialla. Nel calice è un bel rosa antico, colore adatto al luogo in cui ci troviamo. Poi note di fragoline. Iin è bocca prorompente, fresco; le note fruttate ritornano e la struttura del Pinot Nero la fa da padrone.

Cuvée Prestige 2008. Millesimato da Chardonnay e Ribolla Gialla. Qui l’uva proviene solamente da vecchi vigneti, la vinificazione del vino base avviene in barriques di rovere francese. Dopo la presa di spuma si affina sui lieviti per almeno 42 mesi. Alla vista un giallo dorato intenso, al naso note di arachidi, pasticceria e crosta di pane; in bocca è avvolgente, fresco, equlibrato: uno spumante elegante, da bere a tutto pasto.
 

Ma la sorpresa assoluta è a fine visita. Miran decidie di eseguire, solamente per noi, un degorgement in diretta. E’ una Cuvée Prestige del 1999, l’anno in cui è nata la sua primogenita. Ebbene, ditemi dove trovereste  una simile persona, condividere con noi la gioa di essere diventato padre. Con mani abili, Miran esegue la sboccatura dentro un portaghiaccio pieno d’acqua che in breve si riempie dei lieviti liberati.

La degustazione è un’emozione unica. Il colore nel calice è un giallo dorato maturo. Al naso una miriade di sentori con note tostate, burro di cacao e frutti tropicali. In bocca è fresco, invitante, minerale, dalla bella nota sapida. E’ uno spumante in piena evoluzione. L’impronta minerale è dovuta al particolare tipo di terreno friabile tipico di queste zone.  

Ora è veramente giunto il momento di salutare i cari Miran e Petra, non ho parole per esprimergli la mia gratitudine e la soddisfazione per aver organizzato una visita così importante. Voglio dedicare un caro saluto a tutti i coordinatori della guida, ai coordinatori Mario Busso e Luigi Cremona, al sindaco di Buttrio, Tiziano Venturini, a tutti i volontari e agli amici che hanno condiviso con me un’esperienza bella ed indimenticabile. Vi voglio bene tutti.

 

Bjana – 38 5212 Dobrovo – Brda – Slovenija

www.bjana.si/it/it-02a.html

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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