di Umberto Gambino
Salire a Montalcino, per chi ama davvero il vino, è come andare a San Pietro per chi è fervente cattolico. Il “miracolo” enologico si ripete almeno una volta l’anno in questo borgo di seimila anime a 567 metri d’altitudine, che domina le valli dei fiumi Ombrone, Orcia e Asso. Credenti, poco credenti e persino agnostici nella religione del “buon vino” (leggi: esperti veri, presunti e semplici appassionati) ogni anno convergono, puntuali, in un fine settimana di metà febbraio, su, in cima al colle di Montalcino.
E’ sempre piacevole incontrarsi, in un’atmosfera amichevole, attorno a tanti buoni calici, perché poi, in fondo, quel che conta è la convivialità. “Benvenuto Brunello”, alla sua ventiseiesima edizione, ha puntato i riflettori principalmente sull’annata 2013 del Brunello di Montalcino (valutata quattro stelle), cioè ottima. Ma io di stelle gliene avrei date tranquillamente cinque!

Che grinta l’annata 2013!

Si è parlato di annata “classica”, nel segno della tradizione. Io l’ho trovata moderna e vivace con qualche decina di eccellenti Brunello fra quelli degustati nel chiostro di Sant’Agostino. Nonostante le piogge di primavera abbiano inciso sull’andamento complessivo, in realtà il millesimo 2013 è paragonabile a un centometrista ai blocchi di partenza: pronto a scattare, tonico, dinamico, veloce al traguardo della bevibilità senza compromessi. Più polpa al sorso e solo un pizzico in meno di eleganza e profumi rispetto alla 2012, ma in buon equilibrio, grazie a freschezza da vendere e tannini maturi, frutto di acini altrettanto maturi.

Eccoci pronti al tavolo 27, con l’amico e collega Emanuele Pellucci (e un trio di tedeschi chiacchieroni): si comincia a degustare partendo dal numero 76 della lista (Tenuta Le Potazzine). I vini selezionati fra i molti assaggiati non rappresentano una classifica, ma sono elencati in ordine di degustazione. Come ogni anno, Casanova di Neri e Biondi Santi (contenti loro) non hanno presentato le proprie bottiglie a Benvenuto Brunello.

Top 30 dei Brunello di Montalcino DOCG 2013

Tenuta Le Potazzine
Anno dopo anno è la conferma della conferma. Aromi freschi, fruttato di marasca e violetta su sfondo speziato, con una lieve spolverata di rosmarino. Sorso subito vivace, elegante nei tannini, di lunga persistenza. Un Brunello “maschile”, atletico, forte: un vero centometrista che soddisfa il gusto. Piace assai!

Tenute Silvio Nardi
Note floreali e fruttate rosse molto definite, pepe e spezie aromatiche. Gusto vivace, dinamico, intenso, ampio, tannini di classe, dal finale di mora rossa.

Uccelliera
E’ un classico del territorio di Castelnuovo dell’Abate, zona Sud della DOCG. Svela macchia mediterranea, sottobosco, fungo e resina. In bocca fluisce composto, intenso, ampio, bilanciato, con tannino levigato, fra equilibrio e freschezza. Sorso piacevole.

Agostina Pieri
Note eleganti, fruttate rosse evidenti, poi rosa e violetta. Al palato è molto fresco, ampio, vivace, di buona sapidità. Soddisfa molto, grazie al tannino fine e lunga persistenza. Uno spettacolo nel calice.

Argiano
Veste rubino fitto. Si apre su profumi di pepe, misti a caffè e tabacco su sfondo speziato. Al palato è intenso, sapido, vivace, denota molta freschezza e lunghezza. Avvolgente.

Bottega
Note di marasca dolce, violetta, spezie aromatiche sullo sfondo, il tutto a piccole tinte con una scia che richiama il cioccolato fondente. Gusto fresco e sapido, molto morbido e smussato nei tannini. Piacevole con la sua nota finale di ciliegia.

Carpineto
Granato luminoso, esprime fiori freschi rossi, caffè e cioccolato, già un po’ evoluto. Tannico presente, buona acidità, chiude lungo con una piacevole nota amarognola.

Casanuova delle Cerbaie
Si apre su toni fumé e un po’ vegetali con il fruttato in secondo piano. Poi emergono pepe nero e spezie. Sorso intenso, ampio, corposo, lungo, fresco. Ha un suo perché garbato e gradevole.

Castello Romitorio
Note floreali e fruttate rosse, fresche e avvolgenti. In bocca è subito sapido, fresco, corposo, mostra i muscoli. Lungo e di buon tannino. Molto bevibile.

Castiglion del Bosco
Nel calice cannella, pepe rosa, spezie, caffè, tutto a piccole nuance eleganti. Gusto sapido, di buona acidità, un po’ ruvido e brusco, quasi muscolare. Necessita affinamento ulteriore. Ma c’è e si fa bere.

Poggio Il Castellare
Bei sentori di caramello, zucchero filato, cannella seguiti da una dolce scia fruttata rossa. Il sapore è dinamico, ampio, corposo, dai tannini perfetti. Coinvolgente.

Col d’Orcia
Note vegetali ed erbacee, poi emergono more, lamponi e ciliegie su un letto di spezie aromatiche. Spicca un tannino piacevole, ben smussato, accompagnato da freschezza o persistenza per un gusto ben assestato.

Corte dei Venti
Sa di pepe e spezie a profusione, piacevolmente delicate. Sorso misurato, elegante, allo stesso tempo dinamico ed equilibrato. Davvero un bel Brunello, in linea con lo stile dell’annata. 

Franco Pacenti Canalicchio
Si apre all’olfatto già evoluto, fra cioccolato e caffè, e non mancano note più fresche di marasca, pepe rosa e incenso seguite da una piacevole ciliegia sotto spirito. Sorso un po’ alcolico ma grintoso e piacevole, bilanciato nel complesso, grazie anche a tannini da manuale.

Il Bosco di Grazia
Note eleganti di spezie e caffè, con la frutta fresca in secondo piano. Gusto delicato, che viaggia fra acidità e morbidezza assoluta, quasi dolce. Fine, delicato e ben bilanciato. Un Brunello “al femminile”.

Il Poggione
Svela sentori scuri, di more, incenso, rabarbaro e rosmarino. Sorso morbido, delicato, molto piacevole. Una piuma che si beve e si fa bere. Eccellente.

Podere Le Ripi Cielo d’Ulisse
Note speziate, poi tabacco dolce, caffè e floreale di rosa. Fresco e dinamico al palato: scorre senza intoppi, lungo e di classe.

Poggio Antico
Parte timido, poi escono la marasca e la violetta. Gusto segnato da un bel tannino: scorre via piacevole. Semplice, ma ben fatto.

Poggio di Sotto
Note di spezie aromatiche e fiori rossi a piccole tinte. Buona freschezza al sorso, decisamente sapido con tannini morbidi. Immediato ma non banale. Va giù alla grande.

Querce Bettina
Sa di caramello, zenzero, spezie aromatiche e ciliegia fresca. Sapore intenso, sapido, quasi irruento, ma piacevole, con tannini da aggiustare. Gusto grintoso e naso seducente.

Tenuta La Fuga
Punte lievi di tabacco, iodato e smaltato, su sfondo balsamico. All’assaggio si presente morbido, corposo, dinamico, con tannini vellutati. Tanta roba. Persistente. Brunello Old Style. 

Il Marroneto – Madonna delle Grazie
Bel bouquet intenso e pronto di marasca, liquirizia e balsamicità ben assortita con una spruzzata di erbe officinali. Sorso elegante, fine, piacevole nei tannini e nella sapidità. Ottimo, ma lo immagino eccellente in prospettiva.

La Fornace – Origini
Al naso è morbido, ammiccante, tra frutta rossa in confettura, una punta fumé, chiodi di garofano e tabacco. Gusto piacevole, misurato, torna bene la frutta rossa, tannino e alcol ok. 

Le Ragnaie – V. V.
Aroma fine, piacevole, elegante di frutti di bosco e tabacco. Il tannino ben rodato e la grande freschezza equilibrano bene il gusto. Nel finale torna la frutta rossa.

Mastrojanni – Vigna Loreto
Caratteristico naso molto speziato e fruttato rosso, con note di menta e liquirizia. Sorso intenso, corposo senza strafare. Vino “maschile”, garbato, elegante.

Villa Poggio Salvi Selezione Pomona
Si apre bene con sentori floreali, di frutta rossa, spezie aromatiche. Bocca contenuta, lieve, agile, di notevole freschezza. Piacevolezza e gioventù nel segno della frutta rossa.

Caparzo Vigna La Casa
Note smaltate e iodate, di violetta, rosa fresca e dalie, con lieve tinta di frutta rossa. Gusto immediato e sapido, un po’ verde, ma di buona freschezza. Tannini ben lavorati.

Castello Romitorio – Filo di Seta
Al naso si percepiscono cuoio, tabacco, pepe nero. Sorso molto fresco, sapido, corposo, bel frutto in evidenza e tannini morbidi. Persistente (come quasi tutti i Brunello Selezione assaggiati).

Castiglion del Bosco – Campo del Drago
Sembra già evoluto, con note di pepe, cuoio, tabacco, spezie, erbe officinali sullo sfondo. Al palato è sapido, vivace, avvolgente, morbido, setoso nei tannini. Lungo il giusto.

Fanti – Vallocchio
Emergono frutta secca, un po’ di cenere, su un bel tessuto balsamico dove menta, incenso e liquirizia fanno la loro parte. Gusto misurato, piacevole, progressivo, tra sapidità e freschezza con tannini rodati. C’è!

Top 10 dei Brunello Riserva 2012

Un anno in più conta sempre. Tanto più se la vendemmia destinata a Riserva è una “cinque stelle” come la 2012. Ecco i 10 Brunello 10 al di sopra della media (comunque ragguardevole).  

Lisini – Ugolaia
Si apre su note balsamiche evidenti, erbe officinali, rosmarino e ancora cioccolato e caffè in chicchi, marasca e more. Gusto un tantino calorico ma grintoso, lungo e vivace che si giova di tannini setosi. Una certezza e anche uno dei preferiti. Da sempre.

Poggio di Sotto
Profuma di buonissimo: bacche di rovo, more, cuoio, caffè in perfetta simbiosi tra freschezza ed evoluzione. Bocca intensa, morbida, polposa, sapida e persistente. Gran bel Brunello. Che goduria per i sensi! Il migliore in assoluto!

San Polo
Si svela pian piano fra pepe nero e rosa, chiodi di garofano, frutta in confettura sullo sfondo. Va elegantissimo, fine, morbido, sapido, sicuro, su tannini vellutati. Altro bel vino “femminile”, chissà perché?

Uccelliera
Se l’annata era ottima, la Riserva è una sicurezza, perfettamente aderente al territorio. Sa di piccoli frutti di bosco, violetta, spezie, lievemente balsamico e pepato. In bocca sembra ancora giovane e ha molto da dire: grande acidità, rotondità e anche polpa. Il tannino si fa sentire un po’, ma sta benone. Un Brunello classico.  

Ventolaio
Già evoluto e armonico: note di caffè e tabacco, amarena in confettura, spezie a profusione. E’ ampio e avvolgente, intenso, dal corpo snello e tonico. Lieve amarognolo nel finale.

Agricola Centolani – Pietranera
E’ una ventata aromatica composita: molto speziato, balsamico fra menta e liquirizia. Sorso piacevole, di buona fattura, bilanciato, non grasso, fine, dai tannini ben lavorati. Moderno e sorprendente.

Barbi
Svela tonalità scure di liquirizia e molto balsamiche seguite da ciliegia sotto spirito. Sfodera tannino grintoso, grande freschezza e vivacità di beva. In chiusura torna la confettura. In evoluzione. Un Brunello “smart” che si berrà meglio fra due-tre anni.

Canalicchio di Sopra
Profumi di frutti di bosco, macchia mediterranea, frutta secca e fiori di violetta. Molto elegante, corposo, fresco, con tannini perfetti. Un altro “velocista”.

Col d’Orcia – Nastagio
E’ caratterizzato da frutta secca come nocciola, note tostate, resinose, tabacco e di erbe officinali. Easy al gusto, ma tuttavia intenso, dai tannini massaggianti. Buona persistenza.

Donatella Cinelli Colombini
Note scure e animali, di spezie, rosmarino, chiodi di garofano. Profumi ampi e gusto altrettanto ampio, rotondo, ben bilanciato. E anche qui, tannini ben gestiti.

Come sta il Brunello di Montalcino

“Molto bene, grazie!” risponderebbero dai calici i vini presentati, tutti di livello altissimo. E i numeri continuano a dare ragione a quella che è una delle “corazzate” dell’enologia italiana, fra le più apprezzate in tutto il mondo.

L’export si attesta infatti al 70% della produzione totale. A trainare il mercato gli USA (con una fetta di oltre il 30%), seguiti dall’Europa (Regno Unito, Germania e Svizzera al comando) al 20%; poi i mercati asiatici (Cina, Giappone, Hong Kong ecc.) che realizzano il 15%, il Canada (12%) e il Centro e Sud America (8%). Il restante 15% è occupato dagli altri mercati esteri. In Italia rimane una fetta di vendite pari al 30%.
Secondo i numeri ufficiali forniti dal Consorzio la produzione è stabile: 9.010.369 le bottiglie di Brunello imbottigliate nel 2017 (0,65% in meno rispetto al 2016), e  4.617.384 quelle di Rosso (-0,34% rispetto all’anno precedente). Stabili anche Sant’Antimo (250mila bottiglie) e Moscadello (40.000 unità). In aumento rispetto all’anno scorso il giro d’affari del settore vitivinicolo a Montalcino, che quest’anno ammonta a 180 milioni di euro (erano 170milioni nel 2016). Stabile il valore stimato di un ettaro di vigneto a Montalcino, che si attesta sui 700.000 euro.

A Benvenuto Brunello 2018 hanno partecipato 270 giornalisti accreditati da tutto al mondo, 3.300 tra operatori e wine lovers.

Il pubblico, interrogato sui vini presenti all’Anteprima, ha espresso la propria opinione abbinando alla Riserva 2012 termini come longevità, meditazione, potenza e saggio. Eleganza, stile e ricco sono le qualità che i wine lovers hanno trovato nel Brunello di Montalcino 2013, mentre il Rosso 2016 ha convinto gli appassionati per il suo essere brillante ma anche per risultare un vino più “inaspettato”.

Complimenti meritati per Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, e per chi ha curato, organizzando alla perfezione, tutti i dettagli di quello che è un evento cult annuale, imperdibile, dell’enologia italiana e mondiale.

In conclusione, la commissione di esperti ha valutato il Brunello 2017 dell’ultima vendemmia, a 4 stelle: cioè ottimo.

www.consorziobrunellodimontalcino.it