Nino dipinge_scenaridi Stefania Pompele

Una vacanza  finalmente. Dopo –non ricordo bene quanto- un viaggio che aveva tutte le sembianze di una vacanza.  La Sicilia e il suo mare, il sole..relax!  crema solare,  granite e parole crociate sotto l’ombrellone? Niente di più lontano dalla realtà, soprattutto se i tuoi compagni di viaggio, sono dei “gastrofanatici” (cit.) peggio di te. E’ un riflesso incondizionato, non te ne rendi conto ma ti ritrovi a pianificare questa o quella visita in cantina, la cena in questo o quel ristorante e a dispiacerti di non esser riuscita a vedere -e assaggiare- tutto ciò che avresti voluto. La Sicilia e i suoi mille volti sa rapirti e conquistarti, restituendoti a ciò che sei stato, cambiato dentro e fuori…maledetta bilancia!
Dei vini di Nino avevo un vago ricordo. Le giornate passate ad assaggiarne diversi, sono certamente utili, ma personalmente –dopo il cinquantesimo assaggio- non sono nella condizione ottimale per poter definire le mie impressioni  attendibili.  Mi avevano incuriosito, questo si, e in qualche modo spiazzato.  Erano forse identitari di una zona? di un pezzetto di terra?  Lessi così di lui e del suo modo di intendere la vigna e il territorio che la ospita, del suo essere artigiano del vino.  Il viaggio è stata l’occasione per conoscere la sua azienda e fare un‘ incursione tra sue vigne, nel suo vissuto, nei suoi intenti.  

Siamo a Marsala, sulle sponde occidentali della Sicilia, lambite dal mare e accarezzate –energicamente- dai caldi e salini venti di Scirocco. Qui Nino coltiva con passione, abnegazione e caparbietà le sue vigne. Dieci ettari -sparsi su un raggio di 50 km- diversi per struttura, esposizione ed altitudine, dove Grillo,  Zibibbo, Catarratto, Pignatello e Nero d’Avola si esprimono in purezza, timidamente accompagnati dalle sapienti mani di Antonino. In una giornata assolata e densa di momenti che sapranno farsi ricordare, ho conosciuto un uomo che ama la sua terra. La conosce profondamente e la rispetta, lascandola esprimere nella sua forza e nei suoi contrasti. La comunica  con passione e verità disarmanti.  Gli ci è voluto un po’ per capire che cosa lo avrebbe reso felice davvero. Una domanda che ha trovato risposta alla soglia dei 30 anni, dopo una laurea in scienze politiche (insomma, non è mai troppo tardi!). La scelta di abbracciare quelle terre e quelle vigne, che prima di lui anche il padre e il nonno avevano coltivato, è giunta come un richiamo atavico. Un ritorno a ciò che infondo si è sempre stati. E’ stato insomma impossibile, scrollarsi dal cuore il profumo dei mosti, le mani sporche di terra e i ritmi della campagna.
 
Mentre visitiamo alcuni dei vigneti della sua azienda, dove la chimica non mette “piede” da tempo, assaggiamo quelle uve e ascoltiamo Nino parlare degli inizi. Di come non sia stato facile riconvertire l’azienda del padre (e convertire i suoi credo soprattutto). Di come solo attraverso i risultati sia riuscito a dimostrare che si poteva fare agricoltura e vino in maniera diversa.  I suoi vini sono emozioni, rispetto, biodiversità e carattere. Certamente “non convenzionali”, con tutto ciò che questo può comportare. Sono l’espressione di quei territori, di quel “pezzetto di terra sopra quel pezzetto di cielo” (mi ricorda qualcosa questa frase..). Sono più buoni? Lui non si pone queste domande, sono ciò che rappresentano. L’ aver respirato quei territori, l’ averli vissuti e interiorizzati anche attraverso i suoi racconti,  ti fa approcciare ai suoi vini con una nuova consapevolezza. 
La produzione attualmente si aggira sulle 15 mila bottiglie annue, vendute principalmente sul mercato italiano, non mancano però all’appello paesi come l’ Inghilterra e il Giappone. Quali i progetti futuri? Nino è un uomo che ha deciso di produrre vino e ancor prima di coltivare la propria terra, per amore. Ma l’ambizione di certo non gli manca, ed è quella che gli fa sognare una nuova cantina, nuovi vigneti e perché no, nuovi vini. Tutti sogni fortunatamente già molto concreti, che ci auguriamo di poter  vivere e “assaggiare” quanto prima. 
E ora sono qui, che nostalgica vago alla ricerca di quei momenti, di quei profumi e di quel sole. Rovisto nei cassetti della memoria, cercando aiuto -e conforto- in alcuni dei suoi vini.
Il tasting dei vini di Nino Barraco
Il primo assaggio lo riservo al Catarratto (2009, 12° vol.):  chiudo gli occhi e mi sembra di essere li, vicino al mare. La puoi sentire la nota salina, iodata. E poi le mandorle, il mallo di noce, il miele e gli agrumi. In bocca è abbastanza fresco, con una accesa nota minerale. La frutta secca ritorna con quel mare, e se ne va non così velocemente, per lasciare spazio al secondo sorso. 
Proseguo con Il Grillo (2011, 14,5° vol). Un’ anteprima non ancora in commercio, che voi potrete assaggiare tra un’annetto (eh si, sono privilegiata!) :  la nota iodata e ferrosa è ben presente, ma se hai la pazienza di indugiare un po’ con il naso sopra il bicchiere, ecco emergere sentori che ricordano la pasta di mandorle, le nocciole e gli agrumi. L’assaggio ti conquista, una freschezza notevole, unite a sapidità, struttura, morbidezza e calore. Un vino complesso, che ha sempre qualcosa di nuovo da dirti. Chissà cos’altro saprà raccontare tra un po’.
Ed ora lo Zibibbo (2010, 13° vol.): un’esplosione di frutta essiccata che ti fa pensare alle bancarelle siciliane, alle albicocche, le pesche..è il sole nel bicchiere! Emergono anche sentori che ricordano la mentuccia e la rosa. Un naso emozionante. In bocca è..tutto. Intenso, fresco, morbido, complesso..insomma, non vorrei annoiarvi con troppi aggettivi. Tra questi è stato per me l’assaggio più emozionante.
Concludo il mio “viaggio” a Marsala con il Nero d’Avola (2010, 15° vol.): un naso che ricorda la frutta cotta, le prugne, la carrube. In bocca è intenso, fresco, con un tannino deciso ma mitigato dalla malolattica e dalla decisa nota alcolica. La tenue nota speziata ne accompagna il lungo ricordo.
Vini che sanno farsi ricordare, di certo non immediati, ma che hanno molto da dire a chi ha voglia di saperli ascoltare. Sorsi di Marsala, che raccontano il calore di quelle terre e le splendide persone che le abitano. Grazie Nino per queste emozioni.
Al prossimo sorso!
link: www.vinibarraco.it