(U.G.) Prendete i due migliori vini rossi italiani, prendete una quarantina fra le aziende più rappresentative e innovative dei due territori e poi concentrate le migliori bottiglie da queste prodotte in un luogo evocativo per enofili, enoappassionati, addetti ai lavori e wine lover: il chiostro di Sant’Agostino a Montalcino. Miscelate il tutto e avrete ottenuto BaroloBrunello, un evento unico nel suo genere ma che è come l’uovo di Colombo: l’occasione irripetibile e irrinunciabile per chi ama questo mondo di poter assaggiare vini di altissima qualità, direttamente a tu per tu con i produttori o i loro delegati.

L’edizione 2016 ha contato 600 ingressi, 15 paesi rappresentati dai visitatori che hanno acquistato il biglietto – oltre all’Italia, Argentina, Brasile, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Norvegia, Polonia, Principato di Monaco, Serbia , Svezia, Russia, USA e Giappone – quasi 1550 bottiglie stappate nella “due giorni” di degustazione, che hanno coperto oltre 30 anni di viticoltura montalcinese e piemontese.

«Siamo soddisfatti di questa terza edizione – ha commentato Andrea Zarattini di Wine Zone. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare l’altissimo livello della manifestazione, confermato dalla presenza di produttori solitamente restii ad aderire a manifestazioni di questo genere.  Per fare solo un esempio, quattro ospiti americani sono venuti in giornata a Montalcino solo per poter avere il privilegio di dedicare tre ore alla degustazione».
Tra le rarità proposte il Brunello di Montalcino Lisini 1985, il Barolo di Paolo Scavino 1978 e, in anteprima assoluta, la “Riserva 2010” dell’Azienda Baricci Colombaio di Montosoli, che ha realizzato il suo primo Brunello Riserva nel 2010 dopo 60 anni.
Un format di successo perciò. Dal 2017 barolobrunello diventa semestrale: in primavera con un appuntamento all’estero – si comincia a marzo dalla Svizzera – e a novembre in Italia. La location è ancora segreta, ma ci saranno grandi sorprese!

Ecco la playlist degli assaggi Top di BaroloBrunello 2016

10 Barolo Top degustati 

Paolo Scavino Bric del Fiasc 2007

Di colore rosso granato non particolarmente fitto, esprime aromi vivaci che mostrano sia aspetti di freschezza sia di evoluzione: floreale di violetta e piccoli frutti di bosco, seguiti da cioccolato nero, tabacco da pipa, chicchi di caffè su uno sfondo di note balsamiche come la liquirizia. Quando si beve emerge la componente minerale del terreno da cui provengono le uve. Il sorso è molto fresco, snello, vivace, lungo, di buona morbidezza e sapidità mentre i tannini sono presenti e lisci come la seta. E’ persistente, avvolgente, equilibrato e vivace. Bric del Fiasc è un vino che si può bere con grande soddisfazione anche fra 20 anni.

Marengo – Brunate 2012

Bel bouquet molto fine, elegante, centrato su note floreali, poi di marasca, su sfondo balsamico e una scia ariosa di cioccolato. Al sorso c’è davvero tutto: freschezza, sapidità decisa e progressiva, morbidezza. E’ intenso, austero e fine allo stesso tempo.

Giuseppe Rinaldi – Brunate 2012

Fatto con un 85% di uve dal cru Brunate e un 15% da Le Coste.
Il naso è nettamente scuro, terroso, calcareo, si sente il respiro della terra, poi ci sono anche fiori di violetta e more di bosco. Gusto dinamico, progressivo, nobile e di lunga gittata. Piacevole nota di more nel finale. Lo ha presentato Carlotta Rinaldi, figlia di Beppe.

Giuseppe Rinaldi – Brunate 2005

Lo stesso cru eccezionale, da un’annata definita “eccezionale”. Intenso, evoluto, integro, si mostra con le sue piccole ma efficaci tinte di cuoio, tabacco dolce da pipa, spezie, rabarbaro. In bocca è fine, lungo, piacevole, avvolgente, sembra magrolino ma non lo è affatto. E’ il prototipo del Barolo Brunate. In una parola: “Perfetto”!

Renato Ratti –Rocche dell’Annunziata 2012

E’ decisamente un naso esplosivo, intenso, davvero ricco di aromi: speziato, balsamico, floreale. Un bel mix di sensazioni per l’olfatto. Al gusto dimostra tutto il potenziale evolutivo del Barolo unito alla gioventù. Nel finale si distingue una gradevole scia di spezie fini.

Vietti – Ravera 2012

Da una cantina storica un Barolo grintoso, tannico nel giusto, molto spontaneo e di piacevole lunghezza al gusto. E’ il pezzo forte nel calice di un rosso floreale, punteggiato da spezie e cioccolato scuro. Un bel bere!

Roberto Voerzio – Barolo Fossati Case Nera Riserva 2003

Grandissimo vino: è una riserva che invecchia (bene) 10 anni prima di uscire sui mercati. Lo ha presentato il figlio di Roberto, Davide Voerzio. Si distingue per il suo naso finissimo di cannella, fiori di rosa ancora fresca, incenso, bacche di ginepro, pepe rosa, liquirizia. E poi il colpo vincente è il gusto snello e intenso al tempo stesso, dal quale si avverte l’amore estremo della famiglia Voerzio per le uve, la dedizione assoluta alla terra e al vino che ne deriva.

Damilano – Cannubi 2012

Colpisce e vince facile grazie a sentori intensi e ben articolati di frutti di bosco, more, violetta e cioccolato fondente che si dischiudono in un sorso avvolgente, fresco, minerale, supportato da tannini nobili e con una bella chiusura di corteccia di liquirizia. Dinamico e vivacissimo.

Cogno – Ravera 2010

Un Barolo in linea con la tipologia del cru Ravera, caratterizzato dalla triade floreale-cioccolato-spezie, espressione di un’annata felice. Un po’ di evoluzione sì, ma anche freschezza e prontezza che si risolvono in una bocca molto fine, avvolgente, intensa, piacevole, equilibrata, fine. Nel complesso è un Barolo agile e seducente.

Ceretto – Barolo Bricco Rocche 2012

Si avvertono bene i toni minerali, le spezie, il rabarbaro, accompagnati con garbo da tabacco dolce, caffè, cioccolato fondente. Il sorso è easy, verticale, fine, persistente.  Agile e piacevole da sorseggiare. Dal 2009 la cantina si è convertita al biodinamico.

Boroli Achille – Barolo Cerequio 2012

Presentato da Achille Boroli che, dall’esperienza editoriale (De Agostini), è sbarcato con la famiglia  nelle Langhe, trascinato dalla passione per i vini. Enologo è Enzo Alluvione. Il Cerequio matura in barrique per almeno due anni. Nel calice è un Barolo relativamente giovane, dai sentori di cannella, chiodi di garofano su una striscia di macchia mediterranea. Al gusto è sapido, ben concentrato e appagante.

5 Brunello di Montalcino Top degustati

Il Marroneto Selezione Madonna delle Grazie 2011
Un vero e proprio cru. Proviene dalle uve raccolte in un unico vigneto (Madonna delle Grazie) a 400 metri di altitudine. Si producono solo 5.000 bottiglie. Esprime aromi giovani di frutti di bosco, amarena, fiori di violetta, liquirizia, humus, terra bagnata, spezie aromatiche come il ginepro e il rabarbaro, per finire con un tocco di tabacco dolce. I profumi sono un autentico bouquet, anche cangianti. Il gusto è teso, progressivo, molto fresco, sapido, morbido e lungo, e sfoggia tannini fini. Per me è il Brunello Top assaggiato in questo evento.

Colle Massari – Poggio di Sotto 2011

Le uve vengono selezionate manualmente più volte in vigna e anche in cantina. Vinificazione in tini di legno, fermentazioni spontanee e macerazioni molto prolungate. Affinamento in botti di rovere da 30 ettolitri per 48 mesi e in bottiglia per 8 mesi.
Si presenta speziato, intriso di note balsamiche evidenti e frutta rossa fresca. Gusto intenso, morbido, rotondo, lungo e avvolgente. Brunello frutto di un’annata eccellente.

Mastrojanni – Vigna Loreto 2011  

Presente il titolare Riccardo Illy che, con una punta di giusto orgoglio, versa e fa assaggiare i suoi vini di Montalcino. Mi è piaciuto in particolare il cru Vigna Loreto, dai sentori freschi, agili, in buona successione, fra frutta rossa fresca, spezie e una “dolcezza” balsamica molto gradevole. Si beve con gusto e soddisfazione, sfoderando morbidezza e tannini setosi. Un Brunello sprint.

Le Potazzine – 2012
Questa piccola cantina di proprietà della famiglia Gorelli è un vero concentrato di efficienza e dinamicità. Il Brunello invecchia per 40 mesi solo in botti grandi di rovere di Slavonia da 30 e 50 ettolitri, poi rimane ancora 8 mesi in bottiglia. Ha un bel naso dominato dalla macchia mediterranea, dal sottobosco, da tinte più evolute di tabacco dolce e chicchi di caffè. Il sorso è fine, rotondo, equilibrato e si apprezza bene il frutto fresco in chiusura. Bella testimonianza di gioventù: a presentare il vino e è la vivace Viola Gorelli, appena 23 anni.

Le Ragnaie – La Fornace 2011
E’ un Brunello eccezionale, nato da uve eccezionali di un’annata eccellente. Vinificazione in tini di cemento e poi maturazione per 36 mesi in botti di rovere di Slavonia. Colpisce subito per i suoi aromi ferrosi e a tratti minerali, con tinte di confettura di prugna, vaniglia e balsamiche. Tonalità scure e vive. Bocca fresca, molto piacevole, con un frutto, intenso, polposo e tannini fini. Eleganza e persistenza. Equilibrio e tipicità.

Alla fine della lista vi ponete una domanda: perché 10 Barolo e solo 5 Brunello? Semplicemente perché ho iniziato a degustare dai Barolo: poi il tempo è venuto meno e non sono riuscito ad assaggiare tutti i Brunello che avrei voluto. Ma lunga vita ai Barolo e ai Brunello che per me pari sono.

Link:
www.barolobrunello.it