di Mariangela Bonfanti
La preparazione e l’allestimento hanno richiesto un lungo impegno e la collaborazione di diversi professionisti. 
Un lavoro complesso e approfondito che alla fine ha realizzato concretamente la geniale intuizione di Elena Zeni, giovane imprenditrice e Donna del Vino del Veneto, al fianco dei fratelli Fausto e Federica, nella conduzione della cantina di famiglia da generazioni: Zeni 1870.

La visita alla sede dell’azienda di Bardolino (Verona), sulle colline moreniche che abbracciano il Lago di Garda inizia con il panorama mozzafiato che si gode dall’ingresso e ancor più dalla terrazza belvedere. E’ solo la prima delle emozioni per i nostri sensi. Lo sguardo si perde, tra i monti a nord ovest dominati dal “Naso di Napoleone” – curioso soprannome con il quale è nota la cima del Pizzocolo, nelle Prealpi Gardesane che ricorda il profilo del famoso imperatore – e il Basso Garda, la parte di Lago più ampia divisa tra le regioni del Veneto e della Lombardia.

Nelle giornate limpide di cielo terso la sensazione è quella di ammirare un gigantesco quadro multidimensionale verso l’infinito e il richiamo ai versi leopardiani è immediato, davanti a tanta bellezza “…per poco il cor non si spaura”.

Dagli occhi al gusto.

Dopo un passaggio al Museo del Vino, dedicato alla storia della vitivinicoltura nei secoli, la magia sensoriale si compie scendendo a oltre 6 metri di profondità nell’incredibile Bottaia. La sontuosa sala delle degustazioni guidate, con brillanti affreschi di miti e leggende, è un altro inatteso colpo d’occhio.

Il punto luce è un fastoso lampadario centrale che scende dal soffitto in mille gocce di cristallo e illumina le tavole riccamente imbandite. Alcune colonne e archi demarcano idealmente in confine della sala con le botti in legno. Tante botti: piccole, grandi, gigantesche con i loro preziosi tesori in paziente attesa. Si fatica a vederle tutte, le ultime sono troppo lontane, le forme rotonde svaniscono nel buio e nel silenzio quasi mistico di rara suggestione.

In questo contesto enosensoriale totalizzante è nata Go, la prima Galleria Olfattiva dedicata al vino, ideata da Elena Zeni, realizzata in team: dallo scenografo Mattia Cussolotto, dagli architetti Simone Spiritelli e Carlo Fantelli, da Paola Bottai, creatrice di fragranze e dalla musicista franco-italiana Nina Danon.

L’innovativo concept si propone come un percorso ludico ed educativo che mette alla prova la capacità di riconoscere le fragranze, che compongono il bouquet di due vini Zeni, selezionate o meglio decostruite olfattivamente dal “naso” Paola Bottai.

Sono 14 in tutto, racchiuse in altrettanti cofanetti con spruzzino, rigorosamente anonimi. Si sale di gradino in gradino, per sperimentare e annotare i nomi degli aromi, su di una lavagnetta consegnata all’ingresso, uno alla volta, alla cieca.

Si passa poi all’altro lato della Galleria dove si trovano i 14 cofanetti corrispondenti con le soluzioni del test olfattivo. L’esperienza è resa ancor più coinvolgente dalla musica appositamente composta da Nina Danon, realizzata con timbri, frequenze e ritmi scelti per dare risalto alle caratteristiche dei profumi dei due vini protagonisti, quest’anno vanno in scena: 

Lugana Doc Marogne – Lugana corposo che affina sulle fecce fini in acciaio per 6 mesi dopo la fermentazione e Cruino Igt Rosso Veronese – Rosso importante, solo uve Corvinone lasciate leggermente appassire e poi affinato in barriques e botti grandi per circa due anni. 

 

Go Galleria Olfattiva è un progetto innovativo che rappresenta un approccio originale nella divulgazione e nell’avvicinamento al mondo del vino.

La creazione di Elena Zeni ha vinto il Premio “Donne Vino Design” (sezione “oggetto-esperienza”) il concorso lanciato quest’anno dall’Associazione Nazionale Donne del Vino.