di Michela Pierallini
chiaretto-13 Mi conoscete, mi leggete, ormai lo sapete: i doppi sensi mi divertono. Potevo farmi scappare una battuta sull’asparago verticale? Appunto. La cena presso il Ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio, comunque, non è stata una battuta, ma una vera e propria scoperta a cominciare dagli asparagi crudi. Quanti di voi li hanno mangiati pelando solo il gambo e intingendo la punta nel pinzimonio? Per me è stata la prima volta e voglio dire grazie al mitico Angelo Peretti, responsabile della comunicazione del Consorzio di tutela del Bardolino, e a Paola Giagulli, meravigliosa creatura, Ufficio Stampa del Consorzio.

L’amico Renato Vettorato, fotografo, mi ha immortalato nel momento clou dell’operazione descritta nel menu: “Pinzimonio di Asparagi…a cura dell’ospite”. Gli asparagi marinati nel Bardolino Chiaretto, serviti insieme al Prosciutto Veneto-Berico Euganeo di 20 mesi, devo citarli perché sono esplosivi, con delicatezza.

Nadia Pasquali
, proprietaria del ristorante, introduce l’arrivo del primo: “È un’ambizione catturare la vostra attenzione…voglio il silenzio per sua maestà, cinquantacinque anni di milioni di tortellini”. Scatta l’applauso e si dilatano le narici (le mie sicuramente) al profumo di un brodo che porta indietro nel tempo, al pranzo della domenica in famiglia. “Sorbir d’agnoli”, dice il menu, e si apre il dialogo fra chi ritiene che sorbir sia sinonimo del brodo con il vino e chi risponde che quello con il vino è il “bever in vin”. Intanto ne imparo una nuova. I tortelli con asparagi verdi, ricotta e Monteveronese conditi con olio Garda DOP sono il top: ci vuole più tempo a scriverli che a mangiarli. Immancabile l’abbinamento di asparagi verdi e bianchi bolliti, accompagnati dalle uova sode, come tradizione vuole. Il vino che mi è rimasto nel cuore, e che mi sono portata anche in camera, è il Custoza DOC 2011 SP “Silvio Piona” dell’Azienda Albino Piona. Non ne scrivo, bevetelo!

Una sana dormita, due panini con la mortadella a colazione e sono pronta per incontrare il Bardolino Chiaretto. Inizio con tutti i numeri dispari dello spumante. C’è una notevole varietà di colore: petalo di rosa, corallo, buccia di cipolla, rosa confetto e cerasuolo. Le sfumature variano dal rosa all’arancione e ce ne sono di bellissime.

Le mie stelline hanno baciato il Bardolino Chiaretto spumante di queste aziende:
Corte Gioliare: mi ricorda una gelatina di frutti rossi, è intrigante, leggermente fumé. Se non avessi appena iniziato la degustazione, prenderei la bottiglia e andrei a berla sul lago.
Tenuta La Presa: colore intenso, più buccia di cipolla che rosa. Mi attrae perché è sulfureo e tenebroso, ha una personalità che lo fa emergere tra gli altri.
Tre colline: un bel rosa carico e un bouquet delicato al naso. Mi piace perché è particolare, secco, lo vedrei bene in tavola.

Altre stelline si sono fermate sul Bardolino Chiaretto classico con le note che riporto così come le ho scritte:
Bergamini: bellissimo colore, acceso e brillante, profumi di frutta bianca e gialla, una fresca bevuta, gradita.
Vinicio Bronzo: bel naso intenso, colore giusto, leggermente fruttato, mi pare un vino tranquillo che messo in tavola si lascia bere facilmente, anche a merenda.
“Cà Vegar” – Cantina Castelnuovo del Garda: sì! Questo mi piace del vino: che quando lo bevi, lo bevi di nuovo e ancora ne chiedi.
Cavalchina: vince la particolarità, conquista la semplicità che evoca immagini bucoliche di ampie sottane in mezzo a primule e violette.
Corte Gardoni: bella espressione di chiaretto, elegante, lineare, senza fronzoli inutili. Mi piace.
Villa Calicantus: un bel cerasuolo, più rosso che rosa. Voglio berlo a occhi chiusi. Spicca: in bocca è complesso, intenso, molto interessante.
Albino Piona: perfettamente in equilibrio con me. Sembra fatto su misura: mi veste.
Roccolo del lago: l’avrei bevuto volentieri con il pane e la mortadella di stamani, mannaggia!

Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei”. Non è una frase mia e non è la prima volta che la scrivo, ma la condivido perché qui sta bene.
Scardiniamo per sempre i pregiudizi sul vino? Non esistono classifiche, a casa mia: ogni vino ha il suo momento e ogni momento chiama un vino diverso. Spezzo un’arancia (sto giocando con le parole) a favore del Bardolino Chiaretto classico. Lieta che esista!

(ph. credits per la foto 2 della gallery a Renato Vettorato) 

Links:
www.vinocustoza.it
www.ilbardolino.com
www.ristoranteborsa.it
www.cortegioliare.it
www.tenutalapresa.it
www.trecollinebardolino.it
www.bergaminivini.it
www.cantinaviniciobronzo.com
www.cantinacastelnuovo.com
www.cavalchina.it
www.albinopiona.it
www.cortegardoni.it
www.roccolodellago.it
www.villacalicantus.it

 

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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