di Patrizia Pittia
(seconda parte – segue dalla prima parte) Oggi ci aspetta una giornata impegnativa, prima del rientro in Italia: incontrare piccole nicchie di produttori di vini naturali. Prima però per la colazione, tappa obbligatoria alla …

CHURRERIA LAYETANA
In via Laietana 46 c’è un piccolo e storico locale dove si degustano i “Churros”, dolci tipici spagnoli, a base di farina, acqua, zucchero e sale, spremuti direttamente (in diretta) in un grande pentolone dal simpatico gestore e poi fritti. Serviti con una spolverata di zucchero e abbinati a una cremosa cioccolata calda, non solo per la colazione ma per ogni ora della giornata, sono una vera squisitezza!  Io e Annamaria siamo pronte ora per …

VELLA-TERRA, AL VESTIBULO ESTACIO DEL NORD
Insegna fiera vini e prodotti naturali
Attraversiamo la zona dell’Arc de Triomf (l’Arco di Trionfo), alla stazione Nord di Barcellona, dove nella grande hall stile Liberty si svolge la fiera giunta alla sua seconda edizione. Vi partecipano produttori di tre paesi: la Spagna con la Catalogna, Francia e Italia, tutti allineati uno a fianco all’altro nei loro banchetti. Assieme a loro, anche produttori di pane con farine speciali e prodotti dell’orto. L’amico Massimo Rubino ci viene incontro ad accoglierci.

Iniziamo le degustazioni. Ovviamente descriverò i vini delle aziende che mi hanno colpito di più, senza togliere nulla agli altri, rispettando comunque l’impegno che dedicano al loro lavoro.

Mas d’en Gil- Bellmunt del Priorat
Azienda storica in una importante zona vinicola, il Priorato nella provincia di Tarragona: colline ripide con magnifici terrazzamenti, suolo vulcanico che dà grande struttura ai vini rossi in particolare, ma mi hanno sorpreso anche i  bianchi, certificati biologici da 25 anni con alcune linee biodinamiche. Ecco i vini degustati:

Bellmunt Blanc (Grenache blanc 70% Viognier 30%)
Un blend fresco, da aperitivo, vinificazione in acciaio, note fruttate, la pera williams, minerale, bella sapidità.

Coma Alta 2014 (Grenache blanc 100%)
Parcella storica, la parte più alta della valle della Coma, 20% delle uve vinificano e si affinano in barrique nuove, il rimanente in tonneaux usati. Giallo intenso, grande mineralità al naso, idrocarburi, frutta matura, mela cotogna, lunga sapidità finale.

Coma Vella 2012 (Grenache 70% Carinyena 20% Syrah 10%)
Le viti del Granache hanno più di cinquanta anni, 20 ettolitri la resa per ettaro. Vinificazione in barrique, tonneaux e botti grandi dove riposa per 12 mesi.
Rosso rubino intenso, frutta rossa, spezie, pepe nero e anice stellato, note di sottobosco, tannini ancora giovani, note setose ed eleganti, molto minerale ed equilibrato con i suoi 15 gradi alcol, da lunga evoluzione.

Badalucco De la Iglesias Garcia
F
ilosofia e sperimentazione siculo-spagnola

Cari lettori voglio raccontarvi una bella storia d’amore: l’incontro di un produttore di un’azienda storica della Sicilia a Trapani con una giovane spagnola di Siviglia. Lui Pierpaolo Badalucco,   enologo, racconta l’incontro con Beatriz, ora sua moglie. Hanno deciso insieme di tornare in Sicilia per riprendere la gestione dei vigneti di famiglia, fedeli alla produzione di uve e vini naturali, lasciando intatta la bio-diversità tipica del territorio. La cosa singolare è che hanno voluto rappresentare la loro anima siculo-spagnola attraverso i vini che sono degli originali blend di uve siciliane e uve spagnole. “E’ stata una sfida difficile – spiega Pierpaolo – sperimentare le varietà spagnole nei nostri vigneti di Sicilia, trovando il giusto equilibrio in vigna e in bottiglia. Curiosissima e romantica, degusto e assaggio due vini che mi hanno entusiasmato. Eccoli.

Grillo Verde (Grillo verde 60% Verdejo 40%)
Blend dove il Grillo siciliano sposa il Verdejo spagnolo. Le uve sono raccolte a mano e pressate con i piedi, come si faceva una volta. Prima annata il 2014 dopo cinque anni di sperimentazione. Il  Grillo proviene da vecchie vigne sul mare di Petrosino. Dopo cinque giorni di macerazione fermenta con lieviti indigeni  in barrique e botti. Il Verdejo aiuta a moderare l’alcolicità del Grillo che raggiunge gradi zuccherini elevati. Il vino è giallo verdolino. Al naso molto minerale con note  di piacevoli erbe aromatiche. In bocca fresco e salino, finale di frutta matura, complesso e di bella struttura.

Temprano del Dos Tierras 2013 (Nero d’Avola 80% Tempranillo 20%)
L’autoctono siciliano incontra l’autoctono spagnolo della Rioja. Fermentazione naturale dopo 20 giorni di macerazione, poi affinamento in barrique di rovere americano e castagno. Rosso rubino vivace. Intenso al naso, frutta matura, note di tabacco, tannini presenti. Interessante complessità. Complimenti a Pierpaolo e Beatriz che hanno creduto e osato. L’amore vince sempre!

Porcellanic – Penedès
Incontrare Ton Rimbau  è una esperienza unica: più che un produttore di vini biodinamici assomiglia a un personaggio dello spettacolo. Si appassiona nel raccontare e versare i suoi vini  da bottiglie di ceramica (per preservare dagli effetti negativi della luce). Per logo un grande ragno, le etichette in legno legate al collo della bottiglia con uno spago. Nel suo vigneto opera in simbiosi con la natura, usa prodotti omeopatici per curare le viti, siero di capra come fungicida, timo, rosmarino e ortica per disinfettare e rafforzare le difese. La permacultura è la sua filosofia e le vigne sono folte come boschi. Tom mi chiama accanto a sé e mi fa degustare il

Penedes 2011 – Xarel.lo Macabeo
Le uve mature vengono raccolte a mano ad ottobre, dopo la fermentazione a bassa temperatura per mantenere gli aromi. Il vino si affina in barrique di rovere francese per nove mesi, di seguito nelle bottiglie di ceramica, sigillate con cera e immerse nell’acqua in posizione verticale all’interno di vasche sotterrane per mantenere una perfetta stabilità termica. Giallo dorato, al naso frutta matura. Al sorso ritornano le note fruttate e mielate, sidro di mela, molto fresco e complesso, con mineralità calcarea evidente e lunga persistenza. Complimenti a Tom, anche se non tutti potranno condividere la sua filosofia, ma grande rispetto per il grande impegno.

Vino del Poggio – Colli Piacentini
Incontro lo sguardo simpatico di Andrea Cervini, barba brizzolata e sorriso accattivante, vignaiolo in una piccola realtà vinicola della Valtrebbia (4 ettari) con agriturismo annesso, dove si mangiano prodotti genuini a chilometro zero. Vini da filosofia biologica. Degusto il rosso Navel 2012 da uve Barbera e Bonarda (uve del territorio). Le vigne hanno cinquanta anni. Due mesi di macerazione, dodici mesi di affinamento in barrique e tonneaux, rigorosamente non filtrato. Al naso tanta frutta rossa, sentori dolci di spezie. In bocca è piacevolmente fresco, pulito e scorrevole, ritorna la frutta, il tutto con grande equilibrio. Andrea consiglia di abbinarlo a un’antica ricetta Emiliana: gnocchi di pane vecchio con pisarei e fagioli. Ovviamente, ci aspetta nel suo agriturismo per farceli degustare.

Il tempo è volato, dobbiamo prendere il bus che ci porterà all’aeroporto. Prima di lasciare la fiera, un saluto veloce ai produttori del Friuli Venezia Giulia: l’amico Stefano Novello di Ronco Severo e Franco Terpin, uno a fianco all’altro a proporre i loro vini.  Sono stati due splendidi giorni, pieni e intensi e una Barcellona stupenda, da tornare il prima possibile. Un ringraziamento speciale all’amica Annamaria, che mi ha supportata e coccolata.

Hola!!!

“La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio”(Antoni Gaudì, architetto di Dio)  

www.santagustina.com 
www.masdengil.com 
www.vinibadalucco.it 
www.porcellanic.com 
andreacervini.ilpoggio@gmail.com 
www.vellaterra.com 

(Seconda parte, fine: la prima parte è qui)

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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