di Rossella Marino Abate (da Woodside – South Australia)

Continua la mia avventura, il mio racconto nel mondo del vino australiano.Provo a cristallizzare le mie emozioni e le mie sensazioni attraverso questo diario e lo faccio dall’aeroporto di Adelaide, dove sono austra2-01atterrata 40 giorni fa e da dove ora riparto. Mi ero lasciata alle spalle Margaret River, professionalmente più ricca e con tanti ricordi nel cuore. Sono arrivata a Woodside in una giornata grigia e con l’umore a terra…contribuirono due ore di autobus (cambiandone 3) dall’aeroporto alle Hills, con 2 bagagli ingombranti: ero distrutta! Le Hills di Adelaide sono così, un po’ verdi, un po’ secche, un po’ abitate, un po’ isolate con una variabilità meteorologica spaventosa: nella stessa giornata può piovere, spuntare il sole, fare caldo e poi freddo e di nuovo da capo! Clima bizzarro, anzi imbizzarrito! Ma, alla fine, anche le Hills hanno il loro fascino: basta iniziare a girare, perdersi tra le colline dove vigneti, frutteti, allevamenti di pecore, bovini e prati lussureggianti si inseguono e creano un mosaico naturale unico. La mia tappa nel SA aveva come obiettivo quello di migliorare i piccoli (ma importantissimi) particolari in vigna, come la raccolta meccanica, le tecniche viticole e la preparazione del vigneto. Ovviamente poi c’è la cantina, dove continua la magia. Per questo mi è stato consigliato e proposto di lavorare a “Bird In Hand Winery”, a Woodside appunto. Quest’esperienza é stata arricchita, tra le altre cose, dalla bellezza di ritrovarsi con altri sette ragazzi di varie nazionalità, con in comune la voglia di imparare il vino!
Ma parliamo di vino. Quest’anno nel SA, dal punto di vista quantitativo, c’é stata una perdita di circa il 40-60%, ma vi assicuro che la qualità delle uve, sia bianche che rosse, è alle stelle! Un po’ come è successo in alcune parti d’Italia nell’ultima annata. L’onore e il piacere più grande che ho avuto è stato quello di lavorare con Kim Milne, MW, consulente dell’azienda, un grande winemaker. Ecco le prime impressioni una volta arrivata in cantina. La raccolta delle uve viene eseguita per i bianchi solo di notte, per i rossi durante il giorno; queste arrivavano in cantina in bins da 10-15 quintali, e la cosa più sorprendente è che dalla raccolta alla lavorazione o pressatura trascorrono solamente 15 minuti.

La lavorazione dei mosti di Sauvignon Blanc e di Semillon è profondamente rispettosa delle caratteristtiche varietali e si ottengono mosti floreali, fruttati, per niente acerbi e vegetali: li definirei già eleganti! Contribuisce positivamente il “gioco” quasi perfetto delle temperature, variabile questa, che non veniva sottovalutata per nessuna partita di uva: pensate che abbiamo lavorato anche 900 kg di uva per volta come delle microvinificazioni! Sono rimasta sorpresa dalla bontà delle seconde pressature delle varietà a bacca bianca da cui si ottengono mosti profumati, puliti e utilizzabili per fare un ottimo vino! E poi lui, lo Chardonnay: in parte fermentato in barrels e in parte in acciaio. Una sinergia aromatica che sprigiona ti avvolge, con sfumature che si rincorrono di miele, acacia, banana. Fantastic! Fra i bianchi che ho avuto la possibilità di lavorare e vinificare, il mio preferito rimarrà senza dubbio il Sauvignon Blanc.
Per quanto riguarda i rossi, beh, che dirvi, io prediligo lavorare uve rosse e amo il vino rosso, e qua ho trovato pane per i miei denti, anzi, vino per le mie papille! Uve e mosti ricchi in tannini, maturi ed eleganti, con colore e aromaticità. Ideali per macerazioni lunghe, anche post fermentative. Ho avuto la sensazione che i vini  migliorassero, di giorno in giorno, in spessore, robustezza e corposità, diventando quasi croccanti, succosi, da bere e da mangiare. Il mio preferito? Manco a dirlo il Syrah o Shiraz (come amano chiamarlo da queste parti). Anche lui, come altri, è stato oggetto di studio da parte mia attraverso piacevoli, coinvolgenti e sorprendenti  degustazioni di varie annate, dal 2012 al 2005. Il  più buono? Naturalmente il 2005, di una longevità unica. Bere invece uno Shiraz giovane ti coinvolge perché lo trovi fresco, profumato, con decisi aromi di frutta rossa, insomma, un giovane muscoloso di bella presenza! Ma berne uno un po’ più vecchiotto è da sogno, perché ti porta in un mondo parallelo da cui é difficile uscirne: sarà il fascino dell’eleganza. Altri vini travolgenti sono stati il Merlot e il Tempranillo. Il primo possente, inimitabile, ricco, dal colore rosso profondo, quasi petrolio e il secondo giovane, fresco e profumato.
L’altro aspetto che ho perfezionato in questa missione australe è stato quello dell’arte nell’uso delle barriques: importanti, a volte essenziali, ma che necessitano una conoscenza  e una maestria nell’utilizzo molto forte. Non mi aspettavo cotanta eleganza nel loro  sapiente utilizzo! L’Australia è riuscita a farmi cambiare idea anche per quanto riguarda la raccolta meccanica: ero abbastanza scettica, anzi a dir la verità ero un po’ contro la raccolta meccanica. Ma una volta arrivata qui e vedendo le uve ho dovuto per forza cambiare la mia idea. Mattia, il mio compagno, mi diceva sempre: “Le uve sembrano mirtilli, vedrai!” Ma io sono peggio di San Tommaso, se non vedo non credo!
Naturalmente i vigneti hanno un’impostazione perfetta, da raccolta meccanica appunto. Sono rimasta positivamente colpita dalla viticoltura australiana in generale: ottimi viticoltori, vigneti così ben curati (solo l’1% di questi è leggermente trascurato) che alcuni sembrano quasi dipinti  sul terreno. L’uva raccolta meccanicamente ha una percentuale di foglie e tralci presenti ridottissima, così come la percentuale di mosto, e questi aspetti permettono di avere dei mosti poco erbacei o verdi e di preservare appunto tutta l’aromaticità varietale.
Un po’ di notizie su Adelaide Hills. Le Adelaide Hills si trovano nel Mount Lofty Ranges a est di Adelaide, una stretta fascia collinare di circa 70 km con vigneti situati tra i 600-650 metri di altitudine. È una delle più grandi regioni vitivinicole d’Australia, e tra le più diversificate in termini di clima, suolo e dal punto di vista topografico. Il clima fresco, permette di avere uve con grande intensità e finezza varietale. Le colline di  Adelaide godono di una vasta gamma di microclimi. Nel cercare e sfruttare queste   differenze climatiche, i vigneti si trovano in piccole aree, spesso ripide e con un medio-alto frazionamento.
Nelle zone più fresche, si coltivano lo Chardonnay e il Pinot Noir per la produzione di vini base spumante e per vini fermi che sopportano bene l’affinamento e invecchiamento. Riesling, Sauvignon Blanc e Pinot Gris si trovano nelle zone con una temperatura un po’ più alta, dove si trovano altri vitigni che, con la combinazione di tecniche di gestione attente e mirate, consentono la coltivazione e l’adeguata maturazione di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Shiraz e MerlotI mesi estivi sono generalmente caldi e secchi, ma con temperature medie più basse rispetto ad altre regioni: in particolare le temperature notturne. Nelle Hills si registrano precipitazioni più consistenti rispetto alle altre regioni viticole classiche australiane: le piogge sono più frequenti soprattutto nei mesi invernali.
(fine seconda parte – continua)
www.birdinhand.com.au



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A proposito dell'autore

Rossella Marino Abate

"Nipote, figlia, sorella e compagna di saggi viticoltori ed enologi, tra i più bravi", secondo me... Più di 100 anni di esperienza in famiglia tramandata da generazioni. Passione, dedizione, sacrificio e umiltà sono le caratteristiche che più apprezzo in loro. Nella vita non mi restava altro che seguire questo sentiero enoico tracciato nel mio DNA, per preservare e comunicare questa preziosa eredità culturale che è anche nelle mie mani. Nata nella Città che da origine al Marsala, ma che vive e respira vino da millenni, sono cresciuta osservando e cercando di capire e carpire tutto ciò che circonda questo fantastico mondo del vino; del resto, come dice qualcuno, nelle mie vene non scorre sangue, ma vino! Ecco come mi sento: Briosa e vitale come una bollicina italiana. Gentile e posata come un bianco trentino. Energica e mediterranea come un fragrante Nero d'Avola. Misteriosa e passionale come un Vecchio Marsala. Cerco di trasmettere la mia passione, attraverso i "racconti del vino".

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