di Mirella Vilardi
Ne è emerso un concetto semplice quanto forte da risultare innovativo: le mode vanno e vengono, la territorialità resta. Difficile quanto pericoloso sacrificare la vocazione ancestrale di anche la più piccola zona vitata alle richieste del mercato.

Posti questi paletti, ineludibili, alla presentazione del progetto “L’Asti d’Estate”, nella bella sala Liberty di palazzo Gastaldi ad Asti, i discorsi si sono susseguiti lievi e ottimisti, all’insegna di una ripresa nelle vendite, grazie al mercato estero, Russia e Cina in primis.

Eppure, quel dolce del moscato, atavico nella memoria di molti, come primo assaggio, a fior di labbra, cosiddetto “vino della prima Comunione”, della festa per antonomasia, ha una ragione d’esistere anche sulle tavole piemontesi e italiane poiché, è risaputo, ad ogni portata dolce si accosta un vino dolce.

Parte dunque questo progetto varato dal Consorzio del Moscato d’Asti e Asti Docg (chi conosce la differenza?) insieme a Slow Food, in una sinergia amichevole e affettuosa che viene da molto lontano. Dal 15 giugno al 30 settembre, i vini del Consorzio saranno protagonisti nei ristoranti italiani segnalati da Slow Food Planet dove saranno proposti in abbinamento ad una tipicità simbolo del locale.

Occorre dunque installare l’applicazione di Slow Food sul proprio dispositivo mobile e cercare quali e quanti ristoranti della propria zona aderiscono, sotto il nome di “Osti del Moscato d’Asti e Asti DOCG”.

I motivi per farlo sono diversi e tutti parimenti nobili. Oltre alla riscoperta di un vino delizioso che esalta la gioia di una torta, di una mousse, anche di un gelato, si aiutano i ristoratori a compiere la “buona azione” di devolvere un euro per ogni piatto al progetto “Laudato sii”, finalizzato alla costituzione ad Amatrice del centro studi internazionale “Casa Futuro – Centro Studi Laudato si’”, dedicato alle tematiche ambientali e alle loro ricadute sociali. Il contributo andrà a sommarsi alle risorse raccolte dalle Comunità nate a sostegno dell’iniziativa del vescovo di Rieti e di Carlin Petrini.

Pensare all’estate come ad una coppa di Moscato d’Asti o di Asti DOCG, è un pensiero intrigante che si nutre di un bouquet floreale tipico dei mesi dalle sere lunghe, di glicini e zagare, di pesca e limone, di salvia sui terrazzi. Un flirt estivo al quale abbandonarci con trasporto, poiché buono, pulito e giusto.

www.astidocg.it