di Mariangela Bonfanti

“Asolare” risulta facile, istintivo ad Asolo e dintorni. Questo verbo che sfugge al vocabolario della lingua italiana, fu coniato dal poeta romantico Robert Browning e prima ancora, verso la fine del 1500, dal Bembo. La traduzione? Passeggiare nel borgo, godere del sole e dell’aria aperta. Quasi in uno stato di grazia, potremmo aggiungere.
Visitare Asolo e i Colli del Montello, oggi come allora  è un’esperienza del cuore e dell’anima dove i sensi si amplificano. Una concentrazione di ambienti naturali diversificati, di storia arte e cultura ben testimoniate dalle ville dell’antica nobiltà veneziana circondate da distese di vigneti e dalle tante tracce lasciate da personaggi che qui hanno vissuto.
Nella zona di produzione dell’Asolo Prosecco Superiore Docg, in provincia di Treviso, dall’8 al 10 maggio si è svolto l’Asolo Wine Tasting 2015, giunto alla quarta edizione. La manifestazione del Consorzio Vini Asolo Montello, dedicata alla promozione dei vini del territorio, ha coinvolto diversi giornalisti, sommelier e bloggers con un programma che non poteva avere prologo più coinvolgente: una passeggiata nel borgo medievale con Bojana Balich, la frizzante guida dell’Associazione BellAsolo. Impeccabile l’organizzazione di Linda Nano e l’ospitalità del padrone di casa, Armando Serena, rispettivamente responsabile della comunicazione e presidente del Consorzio. Raccontare il vino significa conoscere chi lo produce, la sua storia e quella del territorio della vite da cui nasce, e così è stato.

Le escursioni tra le aree di produzione del Montello e dei Colli Asolani hanno regalato momenti di grande suggestione. Presso le aziende Giusti Dal Col di Nervesa della Battaglia e Cà Recantina sono stati degustati circa 20 vini, bianchi e rossi, dei produttori del Consorzio. Grande protagonista delle degustazioni e dei temi di approfondimento l’Asolo Prosecco Superiore Docg, presente in tutte le sue tipologie, tra le quali la nuova produzione Extra Brut e Colfondo, il Prosecco torbido, fermentato in bottiglia come si faceva cinquant’anni fa. L’Asolo Prosecco Superiore Docg ha visto negli ultimi anni un forte aumento della produzione e ha raggiunto quasi tre milioni di bottiglie nel 2014. In questi primi mesi del 2015 le bottiglie prodotte sono già 2 milioni e 200 mila con la previsione di superare i 5 milioni.

Nei giorni dell’evento è stato presentato il primo progetto di ricerca sui lieviti indigeni dell’Asolo ed è stata illustrata la proposta di disciplinare per dare una normativa comune al Prosecco ColFondo. Entrambe le iniziative dimostrano l’impegno costante del Consorzio a garanzia della denominazione e della qualità dei prodotti che rappresenta. Questi vini guardano al futuro e trovano forti potenzialità nelle riscoperte tradizioni del passato. La Recantina, un vitigno autoctono a lungo dimenticato, è attualmente al centro di un recupero, iniziato all’incirca dieci anni fa: gran parte delle viti furono quasi completamente distrutte da una gelata nel 1700. I vigneti, tanto in pianura che nelle zone collinari, fanno da ordinato contrappunto a olivi e piante da frutto, com’era nella tradizione agricola di un tempo che integrava le diverse colture. In questo periodo di fioritura delle acacie le colline si colorano di verde e argento, uno spettacolo per la vista, euforia per l’olfatto…per il gusto mi affido, in questa occasione, ai produttori del Consorzio Vini Asolo Montello.

Leggete le brevi descrizioni di alcuni dei vini degustati come uno stimolo per la curiosità. Da completare con gli assaggi sul posto.

Martignago Xero Asolo Prosecco superiore Docg
Xero significa secco. Spumante a zero zuccheri residui dalla personalità decisa.

Bedini Asolo Prosecco Superiore Docg Dry
Decisamente evocativo questo Millesimato 2014 dai riflessi dei Colli Asolani , fruttato e rotondo.

Giusti Asolo Prosecco Superiore Docg Brut
Interessanti la persistenza gusto olfattiva e le note floreali e fruttate. Si apprezza come aperitivo e ben accompagna l’intero pasto.

Dal Bello Celeber Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Brut
Prosecco di viti vecchie delle alte colline Asolane. Fresco aperitivo, ha sapore intenso e asciutto. Sprigiona profumi fruttati  e fioriti.

Bele Casel Asolo Prosecco DOC ColFondo
E’ il vino prodotto nel rispetto della vecchia tradizione. Leggermente torbido, viene prodotto con la fermentazione naturale sur lie. Profuma di lieviti e di pane fatto in casa. Consigliano di servirlo in una brocca e di riservare l’ultima parte, ricca di sedimenti, da gustare a parte.

Costa degli Angeli Manzoni Bianco delle Venezie Igt
Gli aromi avvolgono immediatamente e persistono a lungo: sono quelli del Pinot Bianco e del  Riesling.

Costa Lunga Rosso Montello Docg 2011
Colpisce subito il colore rosso acceso e l’olfatto viene travolto da note che ricordano la frutta matura, ciliege e profumi leggermente speziati. Affinato in legno di rovere.

Pat del Colmel Recantina DOC 2012
Vino che sa sorprendere alla vista e all’olfatto. Il colore è un rosso rubino molto acceso, i profumi una declinazione di essenze del bosco, di frutta rossa, nocciole, delicate spezie. Ha buona persistenza al gusto e giusto equilibrio tannico.

www.montelloasolo.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Mariangela Bonfanti

Vivo a Verona. Il vino e la buona tavola hanno incontrato la mia storia professionale di giornalista svariate volte. Ho iniziato giovanissima a scrivere e a condurre programmi radio e TV negli anni '80. Erano ancora lontani i tempi dei cuochi in televisione e dei canali tematici dedicati alla cultura del vino e della cucina, ma il programma che conducevo su Rai 3 dal titolo "E'gradito il dialetto"si concludeva con tavole imbandite intervistando sommelier e chef al lavoro tra i fornelli. Mi sono sempre divisa tra il pubblico delle platee e quello delle televisioni,Telenuovo e Telearena le due emittenti veronesi dove ho lavorato fino al 2010 occupandomi di cronaca e di trasmissioni sulla salute e il benessere. Nelle molte edizioni di Vinitaly di cui ho presentato gli eventi per Verona Fiere ho avuto modo di conoscere tante cantine e le loro storie che mi hanno affascinata. Sono entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino nel 2012 occupandomi dello sviluppo del brand di un'azienda agricola della Valpolicella. Un' esperienza che mi ha consentito di acquisire buone competenze anche nel campo della produzione e del marketing del vino. Ma le passioni ritornano sempre e grazie proprio alle Donne del Vino ho ritrovato ciò che più amo fare: la giornalista che documenta le cose belle della vita e che fanno stare bene; il mondo del vino e' sicuramente una di queste.

Post correlati