di Mariangela Bonfanti
Si sviluppa come un racconto che abbraccia secoli di storia e civiltà, in vari modi legato alla vite e al suo prodotto di eccellenza: il vino.

La maestosa mostra “Arte e Vino” al Palazzo della Gran Guardia a Verona, fino al 16 agosto, presenta 184 opere da oltre 90 artisti italiani e stranieri, provenienti da collezioni private e musei tra i quali l’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo del Prado, gli Uffizi.

Maestri illustri: Lotto, Bellini, Reni, Tiziano, Rubens, Ricci, Tournier, Tiepolo, De Pisis, Morandi, Depero, Guttuso, Picasso in tutto 114 autori in un progetto espositivo che intreccia cinque secoli d’arte, dal Cinquecento al Novecento, dal Rinascimento al Barocco, per arrivare alle espressioni contemporanee, a dimostrare che fin dall’antichità pittura e scultura hanno trovato nel vino e nelle sue iconografie, sacre o profane, allegoriche e mitologiche, un’inesauribile fonte di ispirazione.

Il vino nell’arte attraverso i secoli è stato rappresentato in molteplici immagini: paesaggi agresti, convivi e temi bacchici che hanno stimolato la fantasia degli artisti soprattutto tra il Seicento e il Settecento con tripudi di putti vendemmianti, menadi e satiri, come documenta la gran parte delle opere ospitate nelle sale del piano nobile del Palazzo della Gran Guardia.

12 Palazzo della Gran Guardia a VeronaIl percorso espositivo propone anche preziose sculture, maioliche e vasellame potorio , esempio dell’evoluzione delle tecniche, degli stili e dei mutamenti sociali degli  oggetti per servire il vino nelle diverse epoche.

“Arte e Vino” racconta la lunga storia dell’uomo e del vino con le sue profonde radici nella tradizione italiana e l’impatto sin dalla prima sala è maestoso, coinvolgente…inebriante.

Si comincia con le Suggestioni dall’antico con la Tabula Cortonensis del II secolo a.C., il celebre testo Etrusco,  che parla di vino su sette frammenti di bronzo; e poi seguendo le diverse sezioni: Vino e sacro, Vino e mito, Vino, uomo e natura in posa, è una continua scoperta di autentici capolavori imperdibili come: Ultima Cena di Tiziano Vecellio, L’incontro di Bacco e Arianna di Nicholas Poussin, Baccanale di Pieter Paul Rubens, Quattro putti in volo con l’uva di Giovanni Battista Tiepolo, Riunione di bevitori di Nicholas Tournier, Bacco fanciullo di Guido Reni.

La rassegna curata da Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, prodotta e organizzata da Villaggio Globale International e da Skira editore è promossa dal Comune di Verona, Provincia autonoma di Trento, Veronafiere, Museo Statale Ermitage e Mart.

In concomitanza con Expo 2015, la mostra trova a Verona la sua sede ideale in quanto fulcro della produzione enologica italiana e vetrina da 50 anni, con Vinitaly di un’eccellenza produttiva cardine dell’economia agricola e alimentare italiana. Data la presenza di sette wine sponsor, non potevano mancare le degustazioni programmate con la Fondazione Italiana Sommelier.
Dai saloni della mostra si accede a fine visita, direttamente al Wine Shop affacciato sull’inedita terrazza con vista sull’Arena, aperta appositamente per “Arte e Vino”

www.mostraarteevino.it

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A proposito dell'autore

Mariangela Bonfanti

Vivo a Verona. Il vino e la buona tavola hanno incontrato la mia storia professionale di giornalista svariate volte. Ho iniziato giovanissima a scrivere e a condurre programmi radio e TV negli anni '80. Erano ancora lontani i tempi dei cuochi in televisione e dei canali tematici dedicati alla cultura del vino e della cucina, ma il programma che conducevo su Rai 3 dal titolo "E'gradito il dialetto"si concludeva con tavole imbandite intervistando sommelier e chef al lavoro tra i fornelli. Mi sono sempre divisa tra il pubblico delle platee e quello delle televisioni,Telenuovo e Telearena le due emittenti veronesi dove ho lavorato fino al 2010 occupandomi di cronaca e di trasmissioni sulla salute e il benessere. Nelle molte edizioni di Vinitaly di cui ho presentato gli eventi per Verona Fiere ho avuto modo di conoscere tante cantine e le loro storie che mi hanno affascinata. Sono entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino nel 2012 occupandomi dello sviluppo del brand di un'azienda agricola della Valpolicella. Un' esperienza che mi ha consentito di acquisire buone competenze anche nel campo della produzione e del marketing del vino. Ma le passioni ritornano sempre e grazie proprio alle Donne del Vino ho ritrovato ciò che più amo fare: la giornalista che documenta le cose belle della vita e che fanno stare bene; il mondo del vino e' sicuramente una di queste.

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