di Umberto Gambino

Il prestigioso New York Times l’ha definita “Natural Woman”. Io preferisco chiamarla più semplicemente la “Paladina di Vittoria”. Sto parlando di Arianna Occhipinti, 32 anni appena e già un decennio di lavoro intenso, a perdifiato, per far crescere la sua azienda. Quando ha iniziato, nel 2004, appena conclusi gli studi di viticoltura ed enologia a Milano, era probabilmente la più giovane viticoltrice italiana con un solo ettaro di vigneto. Arianna oggi lo dice con semplicità (come in effetti è lei: una ragazza semplice e senza grilli per la testa): “Sono diventata donna attraverso il vino che faccio”. Ora gli ettari vitati sono trenta e l’avventura continua!
Ma, andiamo per ordine. E’ la fine di maggio quando Arianna accompagna quasi per mano, con leggerezza, timida ed amichevole, i sette giornalisti (solo due italiani, me compreso) che partecipano all’enotour organizzato da Sicilia en primeur 2014 nelle terre del Frappato e del Cerasuolo di Vittoria. Siamo nella campagne del Ragusano, Sud Est di una Trinacria già assolata: è primavera piena ma sembra di essere già a Ferragosto.

Con puro orgoglio siciliano, la nostra “paladina”, parlando in un ottimo inglese (con influenze sicule), ci fa visitare la nuova cantina, non ancora completata. Dall’antico palmento di famiglia sta cominciando a prendere forma definitiva quello che è il segno tangibile della filosofia imprenditoriale di questa giovane “contadina” siciliana: non solo vino e olio, bensì un’azienda agricola in cui si coltivano tutti i prodotti della terra.
E quando Arianna ricorda le diverse tappe della sua carriera di vignaiola “a tutto tondo” è come scorrere mentalmente un “work in progress” continuo.
Dovete sapere che lei è una viticoltrice naturale e anche tuttofare. Piccolo aneddoto (documentato da foto): mentre è in corso la nostra visita, la chiamano perché non c’è nessun operaio a guidare il carrello elevatore per scaricare materiale da un camion. Niente paura: ci pensa lei in quattro e quattr’otto.

Prima del pranzo, ci avventuriamo per contrada Bombolieri, sullo sfondo i Monti Iblei. A mezzogiorno il sole picchia sempre più forte. In questo terreno misto roccioso e argilloso (sette ettari) Arianna ha piantato Frappato e Nero d’Avola, ad alberello e Guyot, dopo aver fatto una seleziona massale direttamente sui campi per ottenere un vigneto più forte. “Qui le radici dei vigneti penetrano bene in profondità e si arricchiscono di sostanze minerali”, spiega. E’ questa la prima vigna dove ogni singola piantina è circondata da una retina protettiva, come se fosse un piccolo recinto fortificato.
“Piantine che – dice convinta Arianna – è meglio non irrigare”. Il primo raccolto di Frappato sarà pronto fra tre anni. Per queste vigne si è avvalsa della consulenza della Scuola Italiana di Potatura della Vite, diretta dai preparatori d’uva friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch. Profeta dell’agricoltura biologica (pochissimi solfiti aggiunti nell’imbottigliamento, niente chimica in vigna e in cantina) e dell’uso delle vasche di cemento per vinificare, “natural woman” si dice pronta anche a seguire il passo successivo dello zio Giusto (contitolare dell’azienda COS), convinto fautore del vino affinato nelle anfore.

La scommessa più grande per Arianna? Comprendere le esigenze di questa terra, senza sconvolgerla nel suo aspetto e nel suo divenire, attraverso la valorizzazione “naturale” delle caratteristiche dei due vitigni principali: il rigore e l’armonia del Nero d’Avola; la freschezza e l’eleganza del Frappato.
Cari lettori, inutile girarci attorno: in breve tempo i vini Occhipinti si sono fatti apprezzare parecchio da noi e all’estero (vedi Stati Uniti) sia perché sono veramente buoni e senza “sovrastrutture”, sia perché Arianna ci sa fare come poche in quanto a immediatezza ed efficacia nella comunicazione: non ultima la pubblicazione recente del libro “Natural Woman” che racconta la sua storia.

I vini degustati
Due, i più giovani, sono campioni di vasca.

Il Frappato 2013 Doc Sicilia
Denota tutta la sua gioventù. Bei profumi freschi, molto fruttato, si avverte netta l’impronta della ciliegia e delle spezie dolci. In bocca è fresco, avvolgente, setoso, con un bel tannino. E’ proprio il Frappato che ha riportato Arianna in Sicilia, una terra dalla quale molti partono. Prima di essere pronto, si affina in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri (“un tipo di legno leggero, non invasivo, che preserva il vino e non ne copre gli aromi” precisa; queste botti sono usate per tutti i rossi), poi due mesi in bottiglia.
Siccagno 2013 Doc Sicilia
Nero d’Avola da vigneti ad alberello di 35 anni da terre rosse.Fermentazione solo con lieviti indigeni (come tutti i vini Occhipinti), 40 giorni sulle bucce, affina per 16 mesi in botti di rovere di Slavonia, poi 6 mesi in bottiglia. Nel calice è un altro bel “giovanotto siculo” in cui si apprezza un tannino davvero convincente, grintoso ma vellutato. Bella acidità, meno morbidezza, concentrazione, alcol già a punto. Note di ciliegia e di marasca, selvaggio e ancora in divenire, ma grande stoffa. Mi piace molto e lascia il segno. Immagino le potenzialità e come sarà piacevole berlo fra due, tre anni. La 2013 secondo Arianna è stata la migliore vendemmia finora per i suoi campi.

Ecco la mini verticale di Siccagno (Nero d’Avola) tutti Igt Sicilia
Siccagno 2011
L’assaggio di questi rossi è una progressione continua, un’evoluzione tracciabile di profumi e sensazioni, man mano che si procede verso le annate meno giovani. Questo del 2011 si è già affinato per due anni in botti di rovere. Al naso prevalenza di note speziate (chiodi di garofano, cannella), con tocchi di balsamico, mirto, cardamomo, anguria e anche minerali. Scorre in bocca fresco e avvolgente. Tannino a regola d’arte per un vino dall’impronta “femminile”.
Siccagno 2008
Al calice è rosso granato tendente all’aranciato. Si apprezzano sentori di frutta rossa in confettura (prugna cotta), poi amarena e una tendenza generale più dolce. Un Nero d’Avola decisamente più maturo, dal gusto morbido e strutturato, di buona persistenza.
Siccagno 2006
Rosso granato scarico, unghia aranciata.
Apprezzo l’evoluzione completa del Siccagno che sviluppa un naso molto animale, scuro, con sentori fini di fungo, sottobosco e terra bagnata mentre le note di frutta sono pressoché impercettibili. Al sorso è vibrante, avvolgente, con tannino morbido. Un vino davvero buono, appagante, emozionante. Sono tutti vini, questi, che Arianna definisce “Food Wine”.

Il Frappato 2012 Doc Sicilia
Naso di pepe nero, rosmarino, altre spezie, floreale di rosa e sottofondo di ciliegia. Al gusto è fresco, sapido, avvolgente, vivace. Un eccellente esempio di come deve essere questo vino: sanguigno, caldo come il sole di Sicilia, immediato, ma elegante. Forse una contraddizione in termini, ma nel calice ci trovi tutto questo.E dulcis in fundo…
Passo Nero Vendemmia Tardiva 2010
Da uve Nero d’Avola: un vino da cui ogni anno si producono poco più di un migliaio di bottiglie. Età media dei vigneti 12 anni.
E’ la dimostrazione lampante che dal Nero d’Avola si può ottenere anche un gradevole vino da meditazione. Le uve appassiscono sui graticci di canna per 12 giorni, poi macerazione per una settimana sulle bucce, poi 16 mesi in barrique usate e 10 mesi in bottiglia. Un vino divertente, non molto dolce, ma perfetto da fine pasto.
La sintesi di questo reportage? Un applauso convinto ad Arianna Occhipinti, donna-paladina del vino e della sua terra di Sicilia.

Azienda agricola Arianna Occhipinti
SP 68 Vittoria-Pedalino km 3,3
97019 – Vittoria (RG)
Tel. 0932 1865519
info@agricolaocchipinti.it
www.agricolaocchipinti.it

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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