di Germana Grasso
 “E allora bevo…/E chistu surz ‘e vino/vence ‘a partita cu l’eternità” (E allora bevo…e questo sorso di vino vince la partita con l’eternità). Sembra sia stato un bicchiere di Taurasi ad ispirare ad Eduardo De taurasi-01Filippo questi versi. Riconosciuto, infatti, come uno dei grandi vini italiani da invecchiamento, figlio di uno dei migliori vitigni dell’antichità, il “Barolo del Sud” ha il carattere per sfidare il tempo.
Ritorno in Irpinia, e precisamente a Serino, location di “Taurasi Vendemmia 2013”, l’anteprima del Taurasi a partire dalla prossima annata che verrà immessa sul mercato, organizzata da Miriade & Partners nell’ambito di “Campania Stories”.
Protagonista nei calici, infatti, sono le annate 2008 e 2009, che si presentano equilibrate ed espressive, con una buona proiezione evolutiva. Immagino questo Taurasi come la gente di questa terra (ho la fortuna di avere più di un amico irpino): austera all’inizio, ma capace di grandi slanci. Se dovessi fare un bilancio di questa degustazione, direi che il tannino è sicuramente protagonista e di sostegno, inizialmente indomito, ma infine generoso, che accompagna gli altri sentori, di cui il Taurasi è ricco.
Scendiamo, ora, nel dettaglio dei migliori dodici assaggi per Wining.

Taurasi Donnachiara 2009:
Aglianico 100%, cresciuto nei terreni argillosi di contrada Campoceraso di Torre le Nocelle, che trascorre 12 mesi in barrique francesi prima di affinare in bottiglia. Sensuale alla vista, il rosso rubino cupo è consistente ed impenetrabile. Al naso la rosa canina lascia spazio progressivamente alla confettura di ciliegie, violette bagnate di rugiada, sentori di sottobosco e speziatura di vaniglia e pepe nero. Al sorso, ecco il tannino elegantissimo, avvolgente, ma non invadente. In bocca è piacevolmente persistente. E’ un vino accattivante, da cui ci si aspetta molto.


Taurasi Opera Mia Tenuta Cavalier Pepe 2009: Aglianico 100% del terreno argilloso e calcareo di Luogosano, che trascorrono 18 mesi in barrique di rovere francese. Granato limpido per questo Taurasi consistente. Intrigante per la complessità olfattiva di frutta rossa matura e in confettura. Al sorso il tannino elegante, morbido ed avvolgente veicola e sostiene la struttura olfattiva, lasciando sul palato un persistente sentore di ciliegie sotto spirito. Ottime prospettive per questo vino in evoluzione, che è una delle punte di diamante dell’azienda.
Taurasi Poliphemo Luigi Tecce 2009: Aglianico 100% della vigna storica SS. Trinità e San Nicola di Paternopoli, che da 80 anni gode dell’esposizione a sud in terreni sabbioso-argillosi di natura calcarea. Poliphemo macera 40 giorni in tini di castagno senza controllo della temperatura e senza aggiunta di prodotti enologici, prima di trascorrere 24 mesi in botte. Il Taurasi di Luigi Tecce si presenta color granato, limpido e consistente. Al naso è complesso di note selvatiche e cuoio. Note erbacee cedono, infine, il passo alla dolcezza della frutta rossa matura. Ottimo tannino, che sostiene l’acidità, ed equilibrata sapidità. Poliphemo è possente, caldo, persistente e penetrante. La morbidezza che acquisirà col tempo non fiaccherà il suo carattere.
Taurasi Urciuolo 2009: Aglianico 100% dei terreni argillosi, calcarei e tufacei di contrada da Terrone di Montemarano e contrada da Candriano di Castelfranci. Fermenta in acciaio e sosta 14 mesi in barrique e 12 mesi in botte. Accattivante rosso rubino cupo, limpido e consistente. Al naso le note erbacee lasciano progressivamente spazio alla frutta rossa matura. Sul finale si apre un ricordo di note minerali. Al sorso è persistente, caldo ed austero dal tannino fine. Questo Taurasi dei fratelli Urciuolo ha un approccio austero, che infine si addolcisce, ma senza smorzarne la personalità.
Taurasi Radici Mastroberardino 2009: Aglianico 100% dei terreni argillosi di Montemarano e di quelli sabbiosi di Mirabella Eclano. Radici trascorre 24 mesi in barrique e fusti di rovere. Alla vista si presenta rosso rubino limpido. Al naso le ciliegie mature sono protagoniste e prevalgono sulle note erbacee e speziate. Al sorso il tannino è delicato e ritornano le ciliegie in confettura preannunciate dall’olfatto. E’ un vino beverino, che acquisterà in complessità.
Taurasi Mater Domini Rocca del Principe 2009: Aglianico 100% dei terreni argillosi di Paternopoli e di quelli limosi e sabbiosi di Taurasi. Mater Domini passa 12 mesi in barrique e altri 12 in botti di rovere. Alla vista è rosso granato limpido, consistente. Complessità olfattiva piacevole, che, dal primo impatto fruttato ed erbaceo, si apre a più cupe e profonde note speziate e selvatiche. Cuoio sul finale. Il sorso conferma il  primo impatto olfattivo dolce e fruttato. Tannino equilibrato. È sobrio e fine.
Taurasi Feudi di San Gregorio 2009: Aglianico 100%, cresciuto nei terreni con depositi di pomici di Taurasi, Montemarano, Paternopoli, Castelfranci e Sant’Angelo all’Esca. Questo vino matura in barrique e tonneau di rovere francese. Si presenta color rubino, limpido e consistente. Al naso l’approccio è piacevolmente fruttato di frutti rossi maturi e in confettura. Subentrano note erbacee e balsamiche. Al sorso il tannino è delicato.
Taurasi Pietracupa 2009: Aglianico 100% dei terreni argillosi e pietrosi di Torre le Nocelle. Matura in botti di rovere. Rosso rubino cupo e limpido per il Taurasi di Sabino Loffredo. Al naso l’approccio è dolce di ciliegie mature ed in confettura e di vaniglia. Al sorso tannino accattivante, fine e ricco di speziatura, quasi masticabile. Ritorna il gusto corposo della ciliegia matura. È un vino fine, equilibrato, corretto ed abbastanza armonico.
Taurasi Villa Matilde 2008: Aglianico 100%, cresciuto nei terreni tufacei ed argillosi di Lapio, Montemarano e Paternopoli, fa 18 mesi in botti di rovere. Rosso granato limpido. Nel calice l’erba fresca appena tagliata fa a gara con la ciliegia sotto spirito. Intermezzo di vaniglia, sopraffatto da violette carnose ed umide. Al sorso il tannino è altrettanto elegante. Un Taurasi caldo ed avvolgente. Ha il carattere di una nobildonna.
Taurasi Vigne d’Alto Contrade di Taurasi 2008: Aglianico 100% dei terreni sabbiosi e cinerei di Case d’Alto, Taurasi. Matura in botti di rovere. Granato limpido e luminoso. Al naso si percepisce la ciliegia sotto spirito, mentre la speziatura spazia dalla vaniglia, alla liquirizia, al finale di cioccolato amaro. Al sorso il tannino è sostenuto e fine. Subentrano ricordi liquorosi ed una leggera balsamicità nel finale. È fine ed elegante, molto piacevole al naso, intrigante al sorso.
Taurasi D’Antiche Terre 2008: Aglianico 100% dei terreni argillosi e calcarei delle colline di Pietradifusi (località Vertecchia). In tre anni matura in acciaio, affina in botti di legno e barrique. Granato limpido e trasparente. Al naso l’approccio è erbaceo, poi subentrano le ciliegie sotto spirito e sentori di pepe nero e vaniglia. Al sorso è elegante grazie soprattutto al tannino fine e di buon sostegno.
Taurasi Riserva Sanpaolo 2008: Aglianico 100% dei terreni argillosi e calcarei di Paternopoli. Matura in acciaio ed in barrique di rovere per un anno. Rosso granato all’aspetto. Al naso sentori balsamici si mescolano alla ciliegia matura, inseguita da una speziatura profonda e dolce di vaniglia. Al sorso tannino fine e sostenuto. La bocca conferma le note balsamiche. Piacevole finale di cioccolato amaro.

 

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A proposito dell'autore

Germana Grasso

Giornalista professionista, sono convinta che la migliore qualità di questo mestiere sia la curiosità, un modo di essere che impregna i pensieri e scaccia la noia. Per curiosità mi sono accostata al mondo del vino e mi sono lasciata affascinare dalla scoperta delle nostre radici. Immagino ogni bottiglia di vino come un'opera, che il produttore lascia andare per il mondo a raccontare di sé. Ho voluto documentarmi per sentire cosa intende comunicare un vino, chi lo produce e la sua/nostra terra. Discendente da tre generazioni di pizzaioli napoletani, amante della buona cucina, ho eletto la comunicazione a stile di vita, passando dalla carta stampata, alla tv al web. L'incontro con Umberto e con Wining, il suo progetto nel cassetto, è stata l'ennesima occasione per confrontarmi con la curiosità e raccontare un mondo vitale, difficile, ma sempre ricco di umanità.

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