di Jenny Gomez

ama-08A.m.a…non A.m.a…A.m.a! Anteprima Montepulciano d’Abruzzo, edizione d’esordio con consensi oltre ogni previsione. Il 2 e 3 marzo si è visto un Abruzzo diverso, grazie all’evento promosso dal Centro Regionale per il Commercio Interno delle Cciaa d’Abruzzo, con la collaborazione della Ccciaa di Chieti e dell’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo. Un modo per promuovere il territorio, partendo dal vino: 60 aziende presenti (purtroppo nessuna aquilana), alcuni esempi di fine artigianato e stupendi scatti di un contest fotografico associato alla manifestazione. Alla due giorni dedicata al grande rosso abruzzese hanno partecipato giornalisti enogastronomici ed esperti di rilievo, fra cui Raoul Salamà per il quotidiano Le Monde, Andrea Grignaffini per La7, Luciano Ferraro del Corriere della Sera e i testimonial Luca Gardini e Adua Villa. Non per partigianeria, ma  bisogna riconoscere che gli abruzzesi hanno fatto le cose in grande. C’era aria di festa ad Ama, buyers internazionali, fotografi,  addetti ai lavori, puntuali per seguire il convegno “Il Ruolo del Montepulciano d’Abruzzo nella viticoltura italiana ed internazionale”, tanta gente e, soprattutto, tanto buon Montepulciano d’Abruzzo.
Ho deciso di proporvi una personalissima impressione di una piccola parte dei prodotti esposti. Non è una classifica, non sono consigli per gli acquisti e non ci sono punteggi. Solo annotazioni di taccuino di una degustatrice curiosa, che prima di assaggiare i vini ha fatto due chiacchiere con i produttori, perché ritengo che conoscendo l’ azienda ci si fa un’idea di quello che ci verrà versato nel calice. Cosa importante: le note descrittive sono concise, dirette, senza “ricami” o poesie di sorta. Aderisco al filone di pensiero dell’immediatezza e del pragmatismo nella comunicazione enogastronomica. Forse è un limite.

Farnese
Farnese Vini è un’azienda nota, caratterizzata da risorse umane giovani e molto competenti. In poco tempo ha conquistato grosse fette di mercato grazie ad una politica di marketing incisiva che l’ha portata a diventare leader tra le aziende esportatrici del Sud Italia, con quasi 13 milioni di bottiglie destinate all’estero.  Il marchio raggruppa sette aziende con sbocco commerciale in 74 paesi di tutti i continenti. Ha grande visibilità nel circuito sportivo ciclistico in quanto main sponsor della squadra Team Professional Vini Fantini – Selle Italia (già Farnese Vini).
In degustazione: Opi – Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg 2008 Riserva
Un Montepulciano d’Abruzzo dal colore rosso granato compatto. Già dalla mescita si sprigiona una fragranza che ci ricorda note terziarie, quindi tostatura e tabacco, unitamente all’inconfondibile frutta sotto spirito e liquirizia. La sensazione pseudo calorica non è immediata. Notevoli la morbidezza, la struttura e la freschezza. Buona persistenza. Si apprezza appieno dopo alcuni anni di affinamento.

Iasci & Marchesani
Azienda agricola biologica dal 1978: 35 ettari di vigneto che trovano adattamento in zone e posizioni specifiche della tenuta. Il vino ottenuto matura e invecchia in cantina, con passaggi in acciaio e barrique, fino all’affinamento.
In degustazione: Nerubè – Montepulciano d’Abruzzo Doc  2010
E’ la coerenza estrema con il vitigno di  provenienza, colore rosso rubino intenso. La relativa lentezza con cui il vino scorre nel bicchiere denuncia la sua consistenza. Al naso prevale la frutta a bacca rossa matura, seguita da spezie e a chiudere il legno. Riposa in tonneaux da 500 litri per 12 mesi. Al palato non ci sono sorprese: freschezza, tannino vivace e sapidità consigliano di berlo tra qualche anno.

Torre dei Beati
Azienda agricola biologica emergente e di  successo. Hanno un bell’impianto di vigne intorno ai 40 anni e si distinguono per la raccolta scalare; quindi si staccano solo gli acini pronti. Ne derivano vini di qualità e degni di nota, per tutta la gamma prodotta, dai prezzi sorprendentemente contenuti.
Ho assaggiato: Cocciapazza – Montepulciano d’Abruzzo Doc 2010
Gli antociani tingono il bicchiere di un rosso rubino inteso. L’inconfondibile profumo di frutti rossi piccoli arriva dritto al naso. Dopo 20 mesi di barrique la complessità olfattiva rasenta l’ampiezza: liquirizia, pepe, tostatura, nota balsamica, cioccolato e tabacco. Un vino di corpo, morbido, con tannini ben presenti che denotano la tipicità varietale, apprezzabile anche nella persistenza. Stato evolutivo giovane, ma è già piacevole: la curiosità di degustarlo in una fase più evoluta è irresistibile.
 

De Antoniis
Una piccola realtà appartenente al Consorzio di Tutela Montepulciano d’Abruzzo Docg Colline Teramane. L’indirizzo produttivo prevalente dell’azienda è quello viticolo e olivicolo, oltre a un particolare spazio dedicato alla produzione dell’orto. Si coltivano i vitigni autoctoni Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo e  Passerina.
In degustazione: Himerio – Montepulciano d’Abruzzo Docg 2008
Un vino interessante sotto i tre profili: visivo, olfattivo e gusto-olfattivo. Rosso rubino austero, intenso all’olfatto, con una suadente liquirizia accompagnata da una pacata confettura e piccoli frutti rossi. In bocca è secco, caldo e abbastanza morbido. La componente tannica si fa sentire, con tendenza all’astringenza. Vino strutturato, da apprezzare in pienezza tra qualche anno. 
 

Cantina Wilma
Una vera chicca! Producono il vino di una volta con lieviti indigeni. Azienda a conduzione famigliare, appena due ettari di vigna da cui producono circa 11.000 bottiglie. Spazio solo per due vitigni autoctoni, vinificati in purezza: Montepulciano d’Abruzzo e Pecorino. Da quest’ultimo producono anche una fantastica gelatina, da abbinare a formaggi, ricotte e lessi di carne.
Ho bevuto: Montepulciano d’Abruzzo Doc 2010
Rosso rubino tendente al granato e consistente. Stupendo al naso, ci regala gli odori della campagna. Immediato il sentore di erba falciata, seguito da prugna, piccoli frutti rossi maturi e in chiusura la caratteristica nota balsamica, con un pizzico di liquirizia, menta e spezie. Qui non c’è legno, l’affinamento è svolto solo in acciaio. Caratteristico per l’equilibrio naso-bocca, tannini per niente invadenti e bella struttura. Piacevole già nella fase evolutiva giovane. Ottime basi per un’evoluzione che potrebbe far  sì che questo meraviglioso vino diventi eccellente ed  armonico.
 

E fin qui i miei appunti. Ma ora si cambia registro, perché vi propongo la degustazione guidata da Luca Gardini, campione del mondo dei sommelier nel 2010 e testimonial dell’iniziativa. La frase “genio e sregolatezza” sembra essere stata coniata per lui.  È un personaggio,  piace subito o  crea dissenso, specie quando enfatizza urlando o usa qualche termine non previsto nei manuali. Ha uno stile comunicativo fuori dai canoni, ma efficace. Il tutto è supportato da un indiscusso talento e grande professionalità, ed è ciò che conta. Quindi la verticale di 50 anni di Montepulciano d’Abruzzo, con alcune annate introvabili, ce la racconta Luca Gardini, che ha voluto l’intervento dei produttori (assente Francesco Paolo Valentini). Per Luca sono loro i protagonisti.

1968 – Valentini
Qui abbiamo un rosso granato aranciato. Vedete? Siamo nel 1968, è stata un’annata particolare. Annusiamo insieme. Naso pulito! L’alcol arriva, si sente tutto. Sentite il salmistrato? Belli i tocchi balsamici. Bocca, bocca!  Bocca evoluta, c’è la mela acida qui. Vedete, questo è un vino impostato sulla “ciccia”. È bello, perché si apre nel tempo.

1977 – Emidio Pepe
Guardate questo colore: è un granato mattonato, all’interno rubino. Sono curioso di vedere com’è al naso. Ehh…naso ampio, abbiamo un open bouquet. C’è il tocco vegetale e sorprende l’integrità dei profumi. Mi piacciono molto questi tocchi pepati. Beviamolo. Bel tannino, supportato dalla sapidità.

1982 – Don Bosco, Bosco Nestore
Prima volta che bevo questo vino. Guardate come gira, vedete la massa? Massa compatta dovuta al terreno. Voglio sentirlo al naso. Naso più sulla prugna. Tabacco! Ora bevo. È un vino più “da bocca”, si apprezza di più in bocca la pulizia dei profumi. In bocca c’è una bella vena acida.

1995 – Villa Gemma, Masciarelli
Signori, qui il naso è teso verso la concentrazione del frutto. C’è anche menta, tamarindo e cardamomo. Passiamo alla bocca. Bocca potente! Texture tannica, ma amalgamata. Finale di spezie. Conosco bene i vini di quest’azienda, mi sorprendono sempre.

2008 – Neromoro Riserva, Nicodemi
Bello questo colore! Sentite il bouquet del terroir? Bocca rotonda, in questi casi non possiamo dire diversamente. Bocca rotonda! Il tannino… il tannino…Tannino possente, ma ben sorretto. Bello questo vino.

Chiudiamo così,  con Gardini, sarebbe superfluo aggiungere altro.
 

Links:

www.jasciemarchesani.it/ 
www.farnesevini.it
www.torredeibeati.it/
www.deantoniisadele.it/
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www.emidiopepe.com
www.nestorebosco.com
www.masciarelli.it/
fattoria.nicodemi@tin.it
Azienda Valentini sito non disponibile