di Marina Alaimo “Acino Ebbro”
Bisogna saper cogliere i momenti favorevoli e il Consorzio di Tutela Bardolino e Chiaretto ha ben intuito la sinergia fortunata tra Franco Cristoforetti e Angelo Peretti. Sono rispettivamente presidente e responsabile marketing e comunicazione per il consorzio. Entrambi proprio non accettavano l’oblio calato sul mondo vitivinicolo gardesano. Il Veneto è terra di vino che fa numeri importanti e riveste posizioni di rilievo nel commercio nazionale ed internazionale.

La zona del Lago di Garda aveva assoluta necessita di ri-acquisire una propria identità enologica, oscurata dalla sfiducia dei periodi difficili che hanno visto mano a mano decadere la credibilità e l’interesse. Le maggiori perplessità erano proprio tra i produttori, ed hanno creato non poco disorientamento. Il fatto che la Corvina veronese fosse associata all’idea di vini rossi di grande struttura ha probabilmente creato confusione fra i vignaioli gardesani.

Il progetto Rosè Revolution, messo in campo dall’entrata alla presidenza di Cristoforetti nel 2012, ha fatto scattare la presa di coscienza e la voglia di poter dire la propria nel mondo del vino. Si ha finalmente la consapevolezza che il Chiaretto rappresenta l’identità di un territorio, quello del Garda, storicamente vocato per i vini rosa. Qui i suoli marnosi e calcarei accentuano la finezza dei vini, mentre il clima mediterraneo del lago consente una giusta maturazione fenolica. Eleganza e leggerezza caratterizzano la piacevolezza dei Chiaretto raccontando con coerenza il territorio.

Nel coraggioso programma innovativo del Consorzio si vuole spingere la produzione dei rosati alla pari del Bardolino. Questo è il primo territorio italiano di riferimento per i rosé di qualità, ma anche per numero di produzione che registra 10 milioni di bottiglie all’anno.

Nel corso dell’undicesima edizione dell’Anteprima, il Consorzio del Bardolino e Chiaretto ha voluto la presenza del Consorzio Valtenesi Chiaretto che, sulla riviera bresciana del lago, utilizza il Groppello per i suoi rosé. Particolarmente interessante è stata la degustazione guidata dall’enologo Mattia Vezzola sui Costaripa Valtenesi Chiaretto Molmenti delle annate 2011, 2012, 2013, 2015. Nel corso del tasting è stata evidenziata la capacità di questi vini di esprimersi in maniera coinvolgente nei tempi lunghi, se si adottano le tecniche giuste, seguendo un vero e proprio progetto in rosa, proprio come accade nei territori più accreditati di Provenza, Loira, Valle del Rodano, Rioja.

L’affermazione sui mercati esteri inorgoglisce i produttori e una grande soddisfazione è arrivata da Wine Enthusiast che ha nominato il territorio del Bardolino e Chiaretto tra le dieci destinazioni vinicole al mondo da vedere nel 2019.

Il clima di entusiasmo è stato colto in pieno tra i 63 banchi di degustazione dei produttori nell’antica dogana di Lazise, dove l’affluenza dei visitatori e operatori del settore è stata notevole. Uno scorcio di piena bellezza tinteggiato di rosa quarzo, cipria, pepe, sullo sfondo incantevole del lago messo in luce dalle giornate di clima primaverile.

Per la stampa gli assaggi alla cieca sono stati quelli dell’annata 2018. Segnaliamo i dieci Bardolino Chiaretto che ci sono maggiormente piaciuti:

Aldo Adami
Costadoro Pink Diamond
Guerrieri Rizzardi
Le Fraghe
Le Morette
Monte del Frà
Albino Piona
Luigino e Claudio Rizzi
Giovanna Tantini
Vigneti Villabella Villa Cordevigo

www.consorziobardolino.it