di Michela Pierallini
Quando una donna è bella, è bella sempre, anche al mattino, appena svegliata e con indosso una vestaglia di cotone. Il trucco può esaltare qualche particolare, accentuare il colore o la luminosità degli occhi,amarone2013-07 rendere più sensuali le labbra, così come l’abbigliamento potrà donare più eleganza, ma la bellezza resta.
Con questa idea mi avvicino ai vini non ancora imbottigliati. So che qualcuno è perplesso di fronte a un evento come l’Anteprima 2009, ma a me piace e mi entusiasma poter assaggiare un vino che fino a poco tempo prima stava nell’intimità della sua botte e ora è nudo nel mio bicchiere.
Quest’anno salto a piè pari l’intera conferenza, tanto si può leggere tutto sul sito del Consorzio, e mi dedico  esclusivamente alla degustazione dei vini. Sono davvero contenta di passare una giornata all’Anteprima Amarone, so già che uscirò soddisfatta. Il primo sorriso lo faccio a un twitter-amico, finalmente dopo tanti tweet riusciamo a guardarci negli occhi, e non solo, mi onora della sua compagnia durante l’intera degustazione e mi da anche alcuni buoni consigli. Massimo Lanza non ama la pubblicità perciò non scriverò niente di lui ma ci tengo troppo a ringraziarlo e lascio qui un messaggio di vinosa gratitudine.
I vini in lista sono 58, iniziamo dai primi 6 e proseguiamo fino a che non arriviamo alla fine.

Ho un problema, capisco di avere un problema quando conto le stelline sulla mia moleskine, sono poche. Bevo il vino perché mi piace, a volte mi fa compagnia, quotidianamente completa il mio pasto, altre ancora mette un pizzico di brio a una giornata storta. Nel vino cerco piacevolezza, ma, soprattutto, mi aspetto che un vino come l’Amarone mi faccia vibrare le corde. Voglio sentire l’eccitazione che sale, voglio che il vino mi prenda, mi avvolga con il suo corpo, il suo calore, il suo colore rosso, voglio…lo so, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re. Ogni vino che risponde positivamente a questa mia aspettativa si becca una stellina, e fino a ora ne ho messe poche. In compenso sento un’incredibile varietà di aromi uscire dal calice: Amarone dopo Amarone si alternano interessanti profumi di viole, rose, frutti rossi e spezie ad insospettabili odori di agrumi ammuffiti, pomodori secchi con origano, aringa, speck affumicato, zolfo, fagiolini lessi e altri che non sto a elencare. Il tutto confermato anche da Massimo Lanza a prova del fatto che il mio naso funziona ancora.

Sono molto esigente
perciò le stelline alla fine sono sei. I vini assaggiati sono tutti dell’annata 2009.

Accordini Stefano
–  Amarone della Valpolicella Classico – bottiglia.
Profumi intensi ed eleganti, accogliente, morbido e di struttura. Indosso il mio maglione di cachemire sulla pelle nuda e mi stendo sul divano con il calice in mano. L’unica luce presente nella stanza è quella calda del caminetto acceso.

Albino Armani
– Amarone della Valpolicella Albino Armani (campione di botte).
Al naso mi ricorda il cabernet franc, che mi piace molto. E’ distinto, spicca la sua personalità, è un tipo che non lascia fraintendimenti e dice le cose come stanno. Con questo ci farei una bella chiacchierata.

Ca’ La Bionda – Amarone della Valpolicella Classico Vigneti di Ravazzol (bottiglia).
Questo vino sa di campagna, di vigneti dove passeggiare, di cesti con le foglie sul fondo per andare a raccogliere castagne e poi tutti in cantina, a riempire i bicchieri di vino da bere insieme agli amici, davanti a taglieri di salumi, formaggi e pane.

Monte del Frà
– Amarone della Valpolicella Classico (campione di botte).
Mazzi di erbe aromatiche legati con nastri viola, appesi a seccare alle travi in legno del soffitto. C’è anche la maggiorana, con le sue piccole foglie a forma di cuoricino. Profumo minerale, particolare, intrigante. Il tannino è presente ma discreto, in bocca è buono ed ha una bella persistenza.

Novaia – Amarone della valpolicella Classico (campione di botte).
Subito salgono al naso marasche, visciole sotto spirito, confettura e classici profumi che lasciano il posto a scorze d’arancia, note agrumate e un ricordo di caramelle Rossana. In bocca è buono e piacevole.

Roccolo Grassi – Amarone della Valpolicella (bottiglia).
Cioccolato al latte, bambini che corrono intorno all’albero di Natale per cercare i regali. Pacchi, pacchetti e pacchettini, caramelle, dolci e cioccolatini. Un’atmosfera magica e fatata.

Faccio un giro nella sala degli espositori per conoscere di persona i produttori. Se il vino mi piace, voglio guardare negli occhi chi lo ha fatto. Appena varco la soglia mi trovo davanti Silvia Aldrighetti, azienda Le Bignele, che mi invita ad assaggiare l’uva. Che bello! Sotto un calice gigante c’è proprio un grappolo di uva appassita, la stessa usata per fare l’Amarone. Mi apre una bottiglia del 2007. Fresco, vivace e giovane. Niente di nuovo per me, perché questo vino lo bevo spesso. Una delle caratteristiche che apprezzo è che si lascia bere, col desiderio di riempire ancora il calice e così via, fino ad avere la bottiglia vuota.
Il proprietario dell’azienda Ca’ La Bionda mi offre l’Amarone del 2005 Riserva che è stato 6 anni  in botte da 30 Hl ed è in bottiglia dal 20 dicembre. Anche in questo caso trovo similitudini tra il vino e il produttore, benvenuta gentilezza! Non mancano cortesia e cordialità.
Al banco di Latium Morini mi devo assolutamente fermare. Il vino ha un valore aggiunto nel sorriso di chi lo propone. Conosco Luca e suo cugino Eugenio perché al Vinitaly mi viziano sempre con il loro Amarone. Assaggio il Latium Campo Leòn 2008 e 2006. E’ sempre una gioia questo vino che ti abbraccia con i suoi profumi e la sua delicata intensità.
Il Cuslanus 2006 di Albino Armani profuma di frutti rossi, di more di rovo e di un sole caldo che batteva quando andavo con mia nonna, mano nella mano, a cercare i piccoli frutti per fare la marmellata. La casa, poi, si riempiva di dolcezza. La stessa che contraddistingue Egle Armani, moglie di Albino, donna di classe come poche, oltre che bella e sempre molto elegante.
Marcello Vaona, nell’azienda Novaia, di famiglia, segue la cantina e tutto ciò che viene dopo, dal marketing alla vendita. Mi sembra un ragazzo tranquillo e mi piace che mi guardi negli occhi, mentre parliamo. Apprezzo moltissimo queste sue parole: “Ci piace metterci la faccia, seguiamo tutta la filiera”. Bevo un Amarone 2003 e resto basita per la giovinezza che dimostra. E’ stato imbottigliato nel 2007, si beve volentieri, ma se anche ci si dimenticasse di averlo in cantina, sicuramente lo troveremmo eccellente, se non addirittura migliore.
Che sia questo l’elisir di lunga vita?

Links:

www.accordinistefano.it
www.albinoarmani.it
www.calabionda.it
www.montedelfra.it 
www.novaia.it
www.roccolograssi.it
www.lebignele.it
www.latiummorini.it
www.consorziovalpolicella.it

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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