di Monia Zanette
Eh sì! Che annata è stata la 2014! Di quelle che non scorderai mai, di quelle, come poche davvero, dove la pioggia ed il freddo ti hanno rovinato l’estate e ancor più hanno messo a dura prova  mentalmente e fisicamente agronomi, enologi e produttori. 

Sono stata combattuta per settimane: vado o non vado all’anteprima dell’Amarone?!
Vince la scelta di esserci,  la passione, la dedizione ed  il rispetto per chi ha lavorato dietro ad un vino e, nel bene e nel male, ci ha provato fino in fondo. In questi  momenti  va sostenuto chi  ha investito,  rischiato, condivisibile o meno sia la sua scelta, poiché  un feedback magari lo desidera.
Porte aperte. Sono fra i primi  venti ad approcciare l’annata nella sala dedicata ad Amarone 2014.  

Qualche etichetta segnata e non presente; altre non sai se siano campioni o bottiglia; dopo poco qualche vino è già finito e dopo un’ora molto è già terminato; i posti scarseggiano, i giornalisti sono tanti e tutti a fare la fila giustamente spazientiti perché  il tempo a disposizione è sempre troppo poco; i colleghi dell’Ais Verona, pur correndo con 4/5 bottiglie alla volta, non posso svolgere un servizio rapido e preciso poiché, in numero assai inferiore rispetto alle necessità, cercano pure  di salvare il salvabile placando gli animi dei giornalisti sempre più infuriati per quanto precedentemente scritto. Aggiungi un convegno che ha spostato  il focus e “rubato” almeno lo spazio all’Amarone, procurando facilmente un tavolo “all’anteprima Lambrusco” grazie a Sgarbi!

Essendo questa l’immagine per coronare i 50 anni della denominazione (1968), non è che forse quando già l’annata è difficile, bisognerebbe fare un po’ meglio?!  

E’ stato arduo  scrivere … Giorni  di ripensamenti e correzioni, nodo in gola, delusione e rabbia … e  chi mi odierà avrà mal interpretato  quello che vuole essere solo un atto d’amore verso il vino ed uno stimolo a mettersi in discussione

Investo troppo e di tasca mia  in formazioni tecniche e corsi con persone specializzate, in degustazioni serie e manifestazioni o commissioni internazionali  per definirmi un’appassionata e non ho neppure voglia di raccontare barzellette per accattivarmi le simpatie di qualcuno: per questo sarò onesta. 

E se certi  GRANDI  degustano e  descrivono solo  quando l’annata è strepitosa o normale, quando tutto è facile, i punti si sprecano, i complimenti pure e tutto per convenienza,  ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di fare uno sporco “lavoro” e si prenda il rischio di dire le cose come stanno seppur nel massimo rispetto dei produttori. Non parto mai prevenuta, pur avendo già molte degustazioni della 2014 nel cassetto e le idee abbastanza chiare perché, si sa, io assaggio!
Quindi….

-Una Valpolicella antica, il cui successo e storicità hanno portato ad un allargamento verso la Valpantena, la Valle di Mezzane e quella d’Illasi fino a Soave dando opportunità a tutti.
-Un successo a partire dagli anni ’90 grazie a ricerca, selezione clonale, attenzione alla maturazione  e all’appassimento delle uve.
-Lodevole l’area sia sempre più orientata verso la ricerca della sostenibilità (ad oggi 114 aziende e 915 ettari)…
…ma è una vera vergogna, non solo un gran dispiacere, dal mio punto di vista, che la “ragion di stato” privi noi tutti di godere dell’Amarone.

Riflettiamo. Immaginate  un profano o un  giornalista o nuovo sommelier o un enologo in erba che deve farsi l’idea di cosa siano  la qualità, la storia e quali le aziende più conosciute nel panorama internazionale. Ebbene … la Valpolicella, l’Anteprima, non aiuta queste persone né a farsi una cultura né a fare il bene dell’Amarone. Non solo! Così facendo, si fa disinformazione.

Il Consorzio ha giustamente idee, regole e leggi, le Famiglie Storiche le loro ragioni e tutti gli altri avranno di che dire.

Mi chiedo se non valga la pena un po’ di buon senso, rispetto per il pubblico e per l’importante vino che rappresentate a prescindere dalla denominazione.

Sarebbe così difficile decidere di rimanere divisi (se così dev’essere)  nello stesso palazzo solo per il bene dell’informazione? Ciascuno  nella propria posizione,  si può trovare un compromesso per l’anno prossimo? Pensa un po’ … dividi i costi, fai pure il triplo degli incassi e rendi felice la gente perché  ha un metro totale per valutare annata e produttori ? E vi prego: non inventatevi due eventi poiché la scelta del pubblico e dei giornalisti sarebbe ovvia!

Se io racconto dei “migliori Amarone”, in coscienza voglio, assolutamente voglio assaggiare anche tutti o tanti di quelli che hanno fatto la storia, hanno aperto mercati ed immagine all’Amarone, e godono di una grande fama all’estero. Vorrei poter parlare di quel vino che ammiriamo, dal carattere regale per struttura e celebrità, profondamente legato al terroir ancor prima che alla vinificazione o all’enologo o alle dinamiche personali.

Io – da brava veneta, amante della mia terra – vorrei raccontare la storia della tradizione in Valpolicella e l’evolvere del suo Amarone attraverso le varie scuole di pensiero, la prontezza e l’immortalità, la concentrazione e l’eleganza, il frutto e l’etereo.

Sempre più gente ormai snobba questo evento e questi sono i motivi. Ah, ma le mie parole il prossimo anno, grande Anteprima 2015, verranno smentite e  ci sarà il pienone  perché la verità  è che la vera conoscenza interessa a pochi e la buona bevuta fa gola a tutti. 
Comunque … torniamo ai nostri vini.

Degustazione difficile e faticosa quella dei grandi rossi, dove ti prende l’ansia da prestazione più che la piacevolezza nel calice.

2014: un’annata difficile quasi ovunque che andava interpretata più che subita, controllata più che lasciata al caso o sottovalutata,  faticata più di molte altre affinché non sfuggisse di mano ma, soprattutto, se prodotta, andava gestita da tecnici molto preparati.

Generalizzando: sarà un  Amarone che rispetta giustamente l’annata (posto che il taglio è concesso e qui ben utile); sottile, semplice, dalle sfumature inusuali e da giochi sorprendenti, come natura vuole, con i sentori balsamici e vegetali più marcati e diffusi, ma anche con certi gran frutti quasi inaspettati vista la media. Terreno, collina, ventilazione ed esposizione, senza dubbio hanno fatto la differenza più che le singole aree o vallate ma….

Chi ha vinto sulla 2014 è il tecnico attento, quello che ha concesso vini piacevoli ed  accessibili al nostro palato. Chi non c’è riuscito si terrà in bottiglia verdurine cotte, vegetale eccessivo, crudo, champignon, acescenza e ossidazione, sentori che neppure i piccoli vini si dovrebbero permettere. A questo aggiungo la mia posizione personale: sbilanciati in alcol.

E non credo qui sia il caso di parlare di zonazione, di grande o piccola annata, di tempistica di consumo del vino o di prezzi ma piuttosto di attenzione alla qualità se vogliamo tenere alto il nome Amarone; chi ha scelto di non commercializzare la 2014 poiché insicuro o cosciente delle proprie potenzialità, o fedele alla sua qualità/integrità, ha rispettato la denominazione e ciò che da essa ci si aspetta ma, soprattutto ha dimostrato di essere esigente con se stesso.  

Eppure l’Amarone, paziente come pochi, sopporta tutto e tutti e porta la sua fama nel mondo grazie alla maestria di certe aziende e di certi enologi che hanno aperto  strade  importanti e continuano a percorrerle adattandosi ai gusti e ai piatti nei secoli.

Assaggiando tutte le bottiglie 2014 presenti, nell’anno delle piogge, questo scelgo.

2014 – CAMPIONI DA BOTTE SU 17 assaggi:

LE GUAITE DI NOEMI  
I vini di “madamoiselle mi hanno stupita! Già succoso, marasca e pepe,  corpo denso, ricco, tipico ma dalla beva scorrevole. Lo riconfermo per piacevolezza nelle annate 2008-2009

MASSIMAGO – Conte Gastone
Frutto giustamente maturo. Vivace , agile ed intrigante fra giochi di frutta e spezie: prugna  e pepe. Interessante nella sua potenza sempre  gestita con armonia.

SARTORI 
Non c’è dato sapere quale dei suoi Amarone fosse ma… Il naso più intrigante! Violetta, frutti rossi e spezie e  già la percezione è di un vino ricco e piacevole.

SECONDO MARCO – Classico
Accattivante: balsamico e ricco di frutti rossi freschi e vivaci. Garbato e dal sorso piacevole conferma gran raffinatezza anche nel 2010. 

GAMBA – Le Quare 
Il primo naso ti lascia perplesso, poi con un po’ di pazienza, anzi dopo una lunga attesa , arriva, con il suo giusto equilibrio fra polpa e sentori. Intenso e speziato. 

2014 BOTTIGLIA SU 24 assaggi; qualche Amarone più che decoroso anche a buon prezzo:

ACCORDINI STEFANO – Classico-  Acinatico 
Caldo, intenso, setoso; maturità del frutto già  espressa al naso. Spezie dolci, note di vaniglia trama fitta e vellutata; grande persistenza.

CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR  – Classico – Bio
C’è  sostanza; è pieno e scorrevole; i frutti rossi accompagnati da fumè, liquirzia, pepe. Aggiungo: il Classico 2013 “Pruviniano” DOMINI VENETI e il Classico riserva 2011 “Mater”.

RECCHIA  -Cla ssico – “Masùa di Jago”
Frutto fresco e croccante, piacevole e lungo, discreta speziatura. Aggiungo il Classico “Ca’ Bertoldi” 2011

LA COLLINA DEI CILIEGI (2014 presente ai banchetti)
Ha sempre un sorso morbido ed armonioso, quest’anno più esile ma sempre integro nella qualità: amarena, agrumi e note balsamiche. Sottolineo “L’Amarone Riserva 2008” freschissimo e vivace;  degno di nota!

SANTA SOFIA “Antichello” – Classico
Indiscutibile il savoir faire; un vino simpatico, dal sorso facile, frutto fresco, ciliegia accattivante. Resta sempre Santa Sofia classico 2012 il più interessante.

AGGIUNGO le ANNATE PRECEDENTI: qualità o prezzo/ qualità non avendo avuto il tempo di  degustare a tutti i banchi

RUBINELLI-  VAJOL  Classico “Rubinelli Vajol”  2012 e 2011

MONTRESOR GIACOMO “Capitel della Crosara” 2012-2003: ottima gestione delle annate

MARCO MOSCONI  Docg 2012

TINAZZI Classico “Poderi Campopian- Marziale”  2012; new project,  particolare attenzione all’immagine

ZYME’ “La Mattonara” Riserva 2006 ; Dop classico 2003
Non c’è dubbio Idee molto chiare sulla fascia di mercato in cui posizionarsi .Tradizionale e moderno al tempo stesso ha abbracciato lo stile e l’eleganza del  grande umile maestro.

CA’ DEI FRATI  “Pietro dal Cero” 2008: bevibilità e freschezza ancora perfette

CA’ RUGATE  Doc 2007:  fresco e beva facile

SANTI  “Santico” 2013: un vino semplice al giusto prezzo

SALVATERRA  Classico 2010

MONTE ZOVO  Riserva 2010 “Monte Zovo”: raffinato

NOVAIA  Classico riserva 2011 “Le Balze”

VALENTINA CUBI  Classico “Morar”  2011

BOLLA Classico 2013; Riserva 2011 “Le Origini”. Prezzo e qualità motivano il successo.