di Umberto Gambino
Parlare bene dei vini bianchi dell’Alto Adige è come partecipare a una lotteria avendo già in tasca il biglietto vincente. “Ti piace vincere facile?”. Ebbene sì. Perciò non mi sono certo lasciato sfuggire l’occasione quando l’Ais del Lazio e il Consorzio Vini Alto Adige (150 aziende associate) hanno portato la mostra degustazione itinerante anche nella capitale, nella nuova sede romana dell’associazione sommelier, al Lifestyle Hotel. Hanno partecipato all’evento 15 cantine altoatesine con 45 etichette, 30 quelle selezionate per la stampa. Ogni azienda ha presentato due etichette dello stesso vino: un’annata recente e una più stagionata.
Tre i vitigni rappresentativi in degustazione: il fresco e morbido Pinot Bianco;  il profumato e variegato Sauvignon Blanc; l’aromatico per eccellenza Gewurztraminer, forse il più tipico del territorio altoatesino. Sono vini questi che di solito vengono consumati negli anni immediatamente successivi all’immissione nei mercati. Il “focus” della degustazione, però, era puntato a dimostrare in concreto la “tenuta” e la “longevità” di alcuni di questi eccellenti bianchi. Bene: non con un pizzico di sorpresa, ho avuto la prova provata che (soprattutto i Gewurztraminer e qualche Sauvignon) superano la prova del tempo, alla grande. Non solo, migliorano nettamente, con una giusta evoluzione di aromi e gusto che lascia spesso a bocca aperta. Ho assaggiato bianchi “vecchi” di oltre dieci  anni dall’imbottigliamento, ricchi di frutto, freschi, integri. In una parola: perfetti! Una conferma evidente del loro potenziale evolutivo.
Ambasciatori d’eccezione a Roma – a rappresentare tutti i colleghi – tre produttori giovani e rampanti: Karl Gumpold (Castel Sallegg), Doris Schmiedhofer (Colterenzio) e Ines Giovanett (Castelfeder). La conferma di una grande intesa e di un buon gioco di squadra da parte di tutti i vignaioli: i tre “ambasciatori” presenti non si sono mai sottratti dal presentare anche i vini dei colleghi. Perfetta l’organizzazione di Fruitecom, ufficio stampa che ha curato l’evento, e il servizio dei sommelier Ais, guidata dal delegato regionale del Lazio Angelica Mosetti e dal suo collega di Roma, Danilo Jesus Giglio. Ecco i vini degustati (due annate diverse per ciascuna cantina ed etichetta presentata):

Per i Pinot Bianco: Cantina Bolzano, Cantina Tramin, Castel Sallegg, Cantina Terlano, Weingut Niklas

Per i Sauvignon Blanc: Castelfeder, Cantina San Michele Appiano, Tenuta Kornell, Cantina Cortaccia (Kurtasch), Cantina Girlan

Per i Gewurztraminer: Josef Brigl, Cantina Caldaro, Cantina Erste Neue, Cantina Colterenzio, Alois Lageder

Descriviamo i venti vini preferiti.  

Pinot Bianchi

Castel Sallegg – Pinot Bianco Prey 2009
La vinificazione prevede affinamento in acciaio e mentre un 10% riposa in legno per tre mesi. Dopo sei anni di strada ne ha ancora tanta davanti. E’ evoluto con sentori di erbe aromatiche come salvia e rosmarino, poi fresche note floreali di gelsomino. Sorso che si distende lineare, nervoso, non in modo opulento. 89/100

Cantina Terlano – Pinot Bianco Vorberg 2012
Fra i Pinot “giovani” risulta il migliore del lotto, a conferma della qualità sempre costante nel tempo di quest’azienda, brillante esempio di associazionismo in viticoltura. Fermentazione in botti da 30 ettolitri, affinamento in barrique per 12 mesi. Si esprime con tinte di pepe bianco e fiori di ginestra, semplici e intense. Gusto varietale, rotondo, lungo, che mette in evidenza la gran qualità del frutto. Armonico, persino “geometrico”! 91/100

Cantina Terlano – Pinot Bianco Vorberg Riserva 2009
Immagino il 2012 fra tre anni e ritrovo più sviluppate le impronte di spezie aromatiche come il timo e i chiodi di garofano, ma anche sentori di mela golden ben matura mentre le note di vaniglia non sono affatto invasive. Sorso godibile, pieno di sapidità, che non finisce mai. 92/100

Weingut Niklas – Pinot Bianco Riserva Klaser 2005
Che dire di questo campione “decennale”? Sbalordisce per le sue pennellate di nocciola e cioccolato bianco. Un Pinot Bianco molto evoluto che affina 12 mesi in tonneaux, poi la permanenza in bottiglia fa la sua parte. Al palato si sviluppa intenso, avvolgente, lasciando una bella bocca grassa. Un po’ old style, ma ben lavorato. 88/100

Cantina Tramin – Pinot Bianco Moriz 2014
Annata segnata dalle piogge frequenti, la 2014. Questa cantina coooperativa vinifica il mosto in serbatoi d’acciaio senza fermentazione malolattica. E’ un tipico vino giovane con tutti i difetti di gioventù ma nel complesso promettente. Note di pera kaiser, umide e vegetali, risente un po’ dell’annata. Qualche spigolo in degustazione. 85/100.

Cantina Bolzano – Pinot Bianco Dellago 2010
Il mosto fermenta in acciaio, una parte affina pochi mesi in barrique francesi. Naso caratterizzato da un bel bouquet floreale, poi sentori di spezie come salvia e timo. Al sorso rimane morbido e si avverte l’influsso del  legno con gradevole finale di vaniglia. 86/100

Sauvignon

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Cantina San Michele Appiano – Sauvignon Sanct Valentin 2009
Paragonandolo all’annata 2014 (che non descrivo ma è molto buono), questo 2009 è decisamente esplosivo e avvolgente. Per il 90% fermenta in tini d’acciaio a contatto con i lieviti. Il 10% fermenta e affina in legno. Naso evoluto, note di incenso, pesca sciroppata, fiori di sambuco, kiwi e papaya, nocciola tostata. Eccellente al palato, setoso, equilibrato, fresco, per una lunga emozione gustativa. In poche parole: un Sauvignon da sogno. 94/100

Tenuta Kornell – Sauvignon Cosmas 2007
Tenendo bene in mente la 2014 (molto varietale e fresca), la preferenza va all’annata 2007 di questo bel Sauvignon coltivato da Florian Brigl su terre porfiriche e ghiaiose che raggiungono anche i 700 metri di altezza. Il mosto fermenta in cisterne d’acciaio, poi segue l’affinamento per cinque mesi sempre in acciaio. Note di acacia, fiori di tiglio, agrumi, uva spina, frutta esotica. In bocca è minerale, fresco, morbido, con una lieve pungenza finale.  84/100

Castelfeder – Sauvignon Igt delle Dolomiti Raif 2014
Sorprendenti ed eccellenti le due annate presentate da questa cantina, rappresentata dalla simpatica e giovane Ines Giovanett Le uve provengono dai vigneti di Pinzon (frazione di Montagna) e Penon (frazione di Cortaccia), da terreni compresi fra i 350 metri e i 600 metri di altitudine. Fermentazione per quattro mesi in acciaio a contatto con lieviti selezionati.
Il 2014 sfodera profumi di cedro, limone, ortica, foglia di pomodoro e menta che denotano stoffa e freschezza. Impressioni confermati al gusto, fresco, intenso, minerale, equilibrato con finale deciso di spezie aromatiche. 90/100

Castelfeder – Sauvignon Igt delle Dolomiti Raif 2009
Sei anni in più consentono di avvertire bene l’evoluzione negli aromi: note di trifoglio, bosso, kiwi, albicocca, spezie aromatiche, litchi: uno stile più neozelandese. Al gusto è avvolgente, equilibrato, sapido, molto dinamico. Uno di quei Sauvignon che lasciano presto la bottiglia vuota. 92/100

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Cantina Cortaccia – Sauvignon Kofl 2014
Da terreni argillosi calcarei, il vino prende il nome dalla località in cui si trova il vigneto che è appunto un cru. Fermentazione a temperatura controllata in fusti d’acciaio, poi affinamento in grandi botti di legno a contatto con i lieviti. Profuma di frutta gialla matura, fiori di gelsomino e tè verde. Al sorso è sapido, minerale, morbido con qualche spigolo. Un tipico Sauvignon di montagna, “dark” tendente all’arcobaleno. 87/100

Cantina Girlan – Sauvignon Flora 2010
Da terreni argilloso calcarei. Affina sui lieviti fini in acciaio senza fermentazione malolattica per otto mesi.  Naso vegetale, con le tipiche foglie di ortica del vitigno, poi tinte di cedro e uva spina. Gusto rotondo, sapido, tenue, di buona persistenza. 85/100

Gewurztraminer

Josef Brigl – Gewurztraminer Windegg 2014
I grappoli leggermente rossi all’origine di questo vino provengono dall’omonima tenuta a Caldaro, da terreni calcarei e argillosi. Fermenta in acciaio e affina sui lieviti sempre in botti d’acciaio e senza malolattica. Sprigiona odori varietali, tipici del vitigno: rosa, litchi, salvia, tiglio, menta. Al gusto è morbido sfociando in una lieve dolcezza. Semplice e piacevole. 85/100

Cantina Caldaro – Gewurztraminer Campaner 2014
Molto buone, con caratteristiche agli antipodi entrambe le annate proposte dalla Cantina di Caldaro. La più giovane esprime note di cannella, fiorellini tenui, salvia, con minore impatto aromatico. Bocca sapida, contenuta, molto morbida, elegante, che denota tutta la sua gioventù. Un vino dinamico, non piatto, vibrante. Bel finale di litchi. Piace molto e si fa piacere. 89/100

Cantina Caldaro – Gewurztraminer Campaner 2003
Maturazione sulle fecce fini per 5 mesi, poi solo acciaio nella vinificazione del Campaner. Potevate immaginare un Traminer aromatico del 2003 in forma così smagliante? Bene, questo lo è, eccome! Tiene benissimo i suoi “dodici anni dodici”. Naso spiccatamente esotico: passion fruit, frutti tropicali, cioccolato bianco. Sorso amabile, quasi dolce, coerente con una pennellata di vaniglia finale. Grasso e deciso. Emozionante! 92/100

Cantina Erste + Neue – Gewurztraminer Puntay 2013
Fermentazione controllata in acciaio e affinamento sui lieviti. Tutte le lavorazioni sono eseguite sempre in assenza di ossigeno. Vigneti su terreno argilloso sabbioso. Al naso petali di rosa, spezie aromatiche tipiche (chiodi di garofano), frutta gialla, non invasivo nella sua aromaticità. Bocca intensa, sapida, con retrogusto speziato. 86/100

Cantina Erste + Neue – Gewurztraminer Puntay 2009
Stessa vinificazione del 2013. L’annata più evoluta si esprime con tinte di frutta gialla matura, perdendo la carica aromatica giovanile. Gusto rotondo con finale di albicocca. 84/100

Cantina Colterenzio – Gewurztraminer Atisis 2013
Nasce dai terreni calcarei di Cornaiano, arricchiti dai depositi argillosi del fiume Adige. Affinamento per 12 mesi sui lieviti e ulteriore maturazione per 6 mesi in bottiglia. Aromi tipici e giovanili del Traminer: albicocca e pera, salvia, rosa gialla a piccole tinte dispiegati in un bouquet ampio e vario. Profumeria enologica piacevole. Perde un po’ terreno al palato: è corposo, opulento. Quasi 15% di alcol. 83/100

Cantina Colterenzio – Gewurztraminer Atisis 2009
Ventaglio di profumi più fine e meno irruento rispetto al più giovane: timo, salvia, chiodi di garofano e nota vegetale. In bocca si distende morbido, verticale, con un bel finale di pesca gialla matura. 87/100

Alois Lageder – Gewurztraminer Am Sand 2004
Ecco un altro campione di longevità dai terreni sabbiosi e ghiaiosi di Magrè e Termeno. Giallo dorato nel calice con riflessi ramati. Aroma fumé, molto evoluto, note di muffa nobile, spezie dolci, meno aromatico del solito (visti gli 11 anni di bottiglia). Sorso ancora fresco, sapido, intenso, piacevole, incredibile, completamente diverso dagli altri e perciò il più emozionante! 92/100

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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