di Patrizia Pittia

porto1-17La missione è: organizzare un tour in Portogallo, con 16 Donne del vino (DDV) del Friuli Venezia Giulia. Mica facile! Invece, la nostra brava delegata regionale, Cristina Cirielli – grazie alle sue doti di tenacia, volontà e dinamicità – ci è riuscita perfettamente.Il viaggio ha toccato luoghi e città davvero affascinanti nel Nord del paese iberico: Oporto, la valle del fiume Douro, dove si produce il famoso Porto; poi le seducenti Guimaràes eBraga; le cantine di Graham’s, Niepoort, Quinta Nova, per concludere da Amorim, una delle più grandi aziende mondiali nella produzione di sughero per tappi.Tutto questo anche grazie a Carlos Santos, amministratore di Amorim Italia, che ci ha raccomandato per le diverse visite. Cari lettori e care lettrici, sono stati quattro meravigliosi giorni: ve racconterò in tre puntate, anche per far crescere la curioisità di scoprire ciò che viene dopo. Allora, seguitemi! Partenza dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio. Ore 20.40 pronti si decolla. L’arrivo a Oporto due ore e mezza dopo.

Il primo giorno, martedì, in programma la visita ad Oporto, accompagnati dalla guida Eleonora, ragazza portoghese che parla un italiano perfetto. Nel 1996 il centro storico della città è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Fra i monumenti e le attrazioni, ci colpiscono in particolare il Palazzo di Cristallo (una grande cupola verde), da dove si gode una straordinaria vista sul fiume Douro; le suggestive Igreja dos Carmelitas, le chiese delle Carmelitane, una accanto all’altra, in stile barocco/rococò con la facciata laterale completamente ricoperta di azulejos, le tipiche piastrelle portoghesi di colore blu; l’austera Cattedrale di Oporto (XII secolo), con le imponenti torri gemelle che fiancheggiano la facciata; la Chiesa di S.Francesco (stile gotico, XV e XVI secolo, chiara espressione di una ricchezza molto marcata a quei tempi nella città. Eleonora ci porta poi in Rua das Carmelitas al civico 144 dove si trova la libreria Lello, fondata nel 1869, una vera Cattedrale del libro, progettata da Xavier Esteves, Una favolosa scala di legno, intagliata al centro, con gradini color rosso scarlatto, porta al secondo piano. La libreria è diventata famosa in tutto il mondo perché usata come scena in alcuni film di Harry Potter.

Graham’s
La prima cantina non poteva che essere storica: pensate che la Graham’s è stata fondata nel 1820 dai fratelli scozzesi William e John Graham: siamo a Vila Nova de Gaia, dove i vini Porto si conservano e completano l’invecchiamento. Vengono trasportati qui, sulle barche, dalla Valle del Douro che si trova a circa 100 chilometri da Oporto. Esattamente come centinaia di anni fa. La cantina ha pareti bianche e candide all’esterno. All’interno una stanza enorme con pavimento in legno, sulle pareti le foto che raccontano la storia dell’azienda, un tavolo in legno lunghissimo, di lato una ringhiera che si affaccia sull’ala della cantina in cui sono custodite le barriques. Ci accoglie un ragazzo italiano, Emiliano, di origini abruzzesi che racconta come la Graham’s sia stata una delle prime aziende ad aver investito, nel 1890, nei vigneti della Valle Alta del Douro. Gli ettari vitati sono circa 2000 con una produzione di sette milioni di bottiglie. Le tenute (Quintas) sono quattro: Quinta Do Tua, Quinta Da Vila Velha, Quinta Das Lages e la famosa Quinta Dos Malvedos, culla dei superbi vini Graham’s, dove il micro-clima caldo e secco si combina perfettamente al terreno scistoso, creando le condizioni ideali per la crescita e maturazione dei vigneti, rivolti prevalentemente a sud. Tutti autoctoni i vitigni coltivati: Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Barroca, Tinta Roriz. Oggi la Graham’s é di proprietà della famiglia Symington: produce Porto da ben cinque generazioni e si dedica con determinazione a mantenere alto il nome del Porto Graham’s, impegnandosi a promuovere il connubio perfetto fra tradizione e innovazione. La rivista Wine Spectator ha inserito il vintage Port 2000 fra i 100 Top Wines Of The World con 98/100.

La cantina è davvero
enorme con migliaia di botti, tonneaux e barriques tanto che le nostre narici vengono presto invase dall’odore caratteristico da invecchiamento del vino Porto. Qui riposano le diverse tipologie: i Ruby quelli più giovani; i Tawny che invecchiano in botti grandi due o tre anni e poi vengono travasati in botti più piccole ossidandosi; i Vintage, il Porto più pregiato prodotto con uve di una singola annata: fanno due anni di invecchiamento in botte e un secondo affinamento in bottiglia che può protrarsi fino a 20-30 anni. I vini della tenuta Dos Malvedos sono di qualità talmente elevata che vengono imbottigliati come vini di Porto Vintage della Quinta Dos Malvedos.
Nota di merito particolare per il Porto LBV (Late Bottled Vintage) vinificato sempre con uve di una sola annata eccezionale: dopo un periodo di invecchiamento in botte (dai 4 ai 6 anni) continuerà ad affinarsi in bottiglia.

Ecco i Porto da noi assaggiati:
Ruby riserva (invecchiato 4 anni) alcol 20% – rosso rubino intenso, al naso frutta rossa sotto spirito e note di liquirizia; al primo sorso la frutta ritorna; è caldo, molto intenso e piacevole con un equilibrio perfetto.
Porto Tawny,20 anni di invecchiamento – color ambrato-aranciato dovuto all’ossidazione; al naso note fumè, profumi complessi, noci tostate, fichi secchi e cannella; in bocca molto ricco, fresco, deciso e potente con perfetta corrispondenza gusto-olfattiva.
Porto Vintage della Quinta Malvedos Crù 2001 imbottigliato nel 2003 – solo con uve Touriga Nacional e Touriga Franca. Il vino si è affinato per 18 mesi in tini di rovere dando vita ad un Porto di altissimo livello. Nel calice rosso porpora, note di amarena e marasca sotto spirito, poi marmellata di frutti di bosco. Al gusto sfodera tutta la potenza dei suoi 20% alcol, ritorna la frutta sotto spirito con note dolci e una freschezza che pulisce la bocca. Decisamente un vino di classe da abbinare ad una crema catalana (per rimanere nella penisola iberica).
Una degustazione interessante. Quando mi alzo dalla sedia, traballo un po’ (20° alcolici si fanno sentire!). Per chiudere in bellezza, Emiliano ci porta nell’ampio punto vendita, ben assortito di una vasta gamma di confezioni regalo e accessori per il vino. Non ce lo facciamo ripetere due volte e facciamo man bassa di vini ed altro da farci spedire a casa.
(fine prima parte, continua; leggi qui la seconda e la terza parte)

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

Post correlati