di Patrizia Pittia

vitovska-07– Ritorno con piacere a Trieste, ospite dell’Associazione Viticoltori del Carso –Kras. Lo scorso 28 febbraio ero presente all’evento Teranum, dedicato agli effetti benefici del Terrano, il vino rosso del Carso. Oggi un nuovo appuntamento per celebrare un altro storico vitigno autoctono: la Vitovska, uva a bacca bianca, diffusa nel Carso e nella vicina Slovenia, che si è perfettamente adattata al clima della zona, sopportando inverni gelidi, estati siccitose. Un vitigno vigoroso che resiste alle sferzate della Bora, l’intenso vento che soffia forte sul Golfo di Trieste e sull’Altopiano Carsico. In passato veniva vinificata insieme ad altre uve. Da alcuni anni, grazie alla determinazione e al desiderio di un consistente gruppo di produttori, che si sono impegnati per il rilancio di questa varietà, viene vinificata in purezza. E i risultati si vedono! In quest’ottica, siamo approdati all’ottavo appuntamento di “Trieste Mare Morje Vitovska8”, una due giorni di grande festa dedicati a convegni, degustazioni guidate, abbinamenti gastronomici.

Sono presente, il primo giorno, a un interessante convegno sul tema: “Storie e testimonianze di viticoltura eroica del Carso e non solo” a cui partecipano, con le loro testimonianze, produttori di altre regioni vinicole considerate eroiche per le modalità di lavoro in vigna, così come avviene per il Carso. Fra gli altri, Francesco Carfagna (Altura, Isola del Giglio), Walter De Battè (Prima Terra, Cinqueterre in Liguria) e l’azienda Antonino Barraco (Marsala, Sicilia).
Le degustazioni della Vitovska si svolgono in una location speciale: il Salone degli Incanti – ex Pescheria, a Trieste, nel cuore della città portuale, sulle Rive, vicino alla famosa Piazza Unità d’Italia. La grande struttura, nata come pescheria, è stata ideata dall’architetto Giorgio Polli nel 1913. Ha la forma di una chiesa con tre ampie navate e un campanile che serviva a mascherare il serbatoio dell’acqua marina. E’ stata usata anche come set cinematografico. Chiusa e dismessa negli anni ’90, la pescheria è stata recuperata nel 2006 e trasformata in un centro espositivo d’Arte Moderna e Contemporanea.

Molti appassionati si accalcano all’entrata in questa stupenda giornata, il sole dalle grandi vetrate fa capolino creando un’atmosfera gioiosa. Le aziende in degustazione sono una trentina. Ecco, per i lettori di Wining, in ordine sparso (i numeri non indicano una classifica) le sette Vitovska più interessanti, quelle frutto del lavoro dei giovani produttori:


1. Grgic
– Mi accoglie il titolare Igor, loquace e gentile. L’azienda si trova a Padriciano una delle zone più aride e fredde dell’Altopiano Carsico. I vigneti si trovano nella vallata di San Dorligo della Valle. Assaggio la Vitovska 2013. Le uve fanno macerazione a freddo per circa 24 ore. Il 30% è vinificato in barriques usate e il rimanente 70% in acciaio. Al naso note fruttate, in bocca ritorna netta la mela cotogna; è fresco, minerale e sapido: questo vino presto darà il meglio di se stesso.


2. Kocjancic Rado
– E’ il vero vignaiolo tutto d’un pezzo Rado: dopo gli studi e le esperienze all’estero, nel 1999 ha voluto riprendere la tradizione familiare e a San Dorligo della Valle alleva con grande dedizione cinque ettari di vigneti nel pieno rispetto della tradizione. Produce anche un olio da cultivar bianchera certificato Dop Tergeste. Le piante crescono su un terreno composto da marne argillose e pietra arenaria. La Vitovska 2012 nel calice è di un giallo paglierino intenso. Macerazione a freddo per 20 ore, poi vinificazione in acciaio e permanenza sui lieviti selezionati per 10 mesi. Spiccano le note minerali e il frutto, con prevalenza della pera. In bocca ritornano note fruttate. Il vino è fresco, intrigante con note sapide nel finale. Incuriosita gradisco un assaggio di olio bianchera 2013, una cultivar autoctona, selezionata nel corso dei secoli: giallo paglierino intenso, al naso note intense, fruttate e in bocca un’aromaticità piccante e persistente. Vien subito la voglia di gustarlo su una fetta di pane tostato.


3. Kosuta Martin
– Azienda agricola da tre generazioni, si trova sulla costiera Triestina, a Santa Croce dove il giovane Martin possiede un ettaro di vigne. Prima produceva vino sfuso, da tre anni ha iniziato a imbottigliare.
Assaggio la sua Vitovska 2013 che denota subito aromi di erbe fresche e frutta appena raccolta mentre in bocca la freschezza e la mineralità ti invogliano a berne ancora.

4. Lupinc Matej
– Cinque ettari di vigneto a Prepotto, nel cuore del Carso. Matej è la nuova generazione di una famiglia di viticoltori: un giovane motivato, laureato in agronomia a Lubjana, che, oltre al vino, segue l’azienda agrituristica. La Vitovska 2013 fa 36 ore di macerazione; il 20% affina in botte grande di Slavonia e l’80% in acciaio. Il tutto rimane sulle fecce per un anno prima di essere imbottigliato. Le vigne di Lupinc hanno 30 anni e il tipo di allevamento è a pergola carsolina. Giallo intenso nel calice; al naso sentori di pesca; in bocca fresco e molto minerale: sensazioni dovute al particolare tipo di terra rossa, mista a sassi, ricca di ferro e calcare che conferisce un gran temperamento a questo vino. Il sorso chiude con un finale ammandorlato, sapido, elegante, equilibrato. L’azienda è stata la prima ad imbottigliare Vitovska nel lontano 1969.


5. Castello di Rubbia a San Michele del Carso in Provincia di Gorizia.
Anche qui si trovano le caratteristiche terre rosse con sesto d’impianto fittissimo. Lo so già, amici lettori, cosa state per dire: parli troppo spesso di Natasa Cernic, poliedrica titolare dell’azienda. Ebbene sì , lo ammetto: sono di parte e voglio dare spazio ai giovani e a chi – come lei – porta avanti con fatica e impegno 13 ettari di vigna di altissimo pregio, con una limitata produzione per ettaro (9800 viti) ed una qualità concentrata in pochissimi grappoli. Una ricerca continua – sia in vigna che in cantina – hanno portato Natasa a creare dei veri gioielli in bottiglia. Ecco, per esempio, la Vitovska 2011, prodotta con uve raccolte molto mature, vendemmiate in tre tempi diversi e poi vinificate separatamente. Ci sono perciò tre diverse macerazioni: una di 4 giorni, un’altra di 10 giorni, l’ultima di 20 giorni a 18 gradi centigradi. Dopo le fermentazioni naturali, solo con lieviti autoctoni, le uve vinificate rimangono 12 mesi in acciaio, poi segue l’assemblaggio. Trascorso l’inverno, il vino stabilizzato è finito in bottiglia nella primavera del 2013. E si vede perché nel bicchiere è di un giallo quasi dorato. Al naso frutta matura, erbe della macchia carsica. In bocca spiccano bene il frutto e le note minerali. Poi è fresco e persistente, ma anche di un’eleganza che non ha eguali.


6. Bajta
, fattoria carsica a Sales Sgonico. Una bella famiglia quella degli Slavko che si dedicano anima e corpo alla loro azienda. Bevo la Vitovska 2012 che, dopo una macerazione di quattro giorni, affina in botti di rovere. Giallo intenso con sfumature dorate, il frutto pervade le mie narici (l’albicocca in particolare); al sorso è intensa, sapida e molto minerale.


7. Skerlj di Sales Sgonico
. Gioventù e determinazione anche qui. La cantina è di proprietà di una giovane coppia che ha investito nel territorio e nei prodotti naturali. Assaggio la Vitovska 2012: è un campione di botte ancora da imbottigliare. Due settimane di macerazione, dopo la vinificazione si affina per due anni in botti da 1500 litri. Infine viene imbottigliata ad agosto senza filtrazioni. Due ettari con vigne di età dai 20 agli 80 anni. Giallo dorato nel calice; al naso, erbe aromatiche e frutta matura; in bocca scende giù fresca, minerale, molto complessa. Definirei questa Vitovska un vino d’elite.


Cari lettori, le ore sono passate in fretta, degustando anche i prodotti tipici che i diversi ristoranti presentavano allo Showcooking per la delizia di noi degustatori. Voglio dedicare un ringraziamento particolare all’Associazione dei viticoltori del Carso e a tutto lo staff che con impegno e tenacia ha organizzato questa indimenticabile manifestazione.

Grazie Hvala!

 

Links:

Staff@vinidoccarso.eu
www.mareevitovska.eu
www.grgig.it
www.radokocjancic.eu
tinja1975@yahoo.it
www.lupinc.it
www.castellodirubbia.it
www.bajta.it
www.agriturismoskerlj.com

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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