di Fabrizia Dalpiaz
L’ultima volta che ho incontrato Gianfranco Grisi è stato tanti anni fa. Lo accompagnavo alla chitarra mentre lui suonava il “Cristallarmonio” uno strumento composto da calici di cristallo messi in vibrazione tramite lo sfregamento dei polpastrelli. Mai mi sarei aspettata di ritrovarlo dietro ad un bancone a preparare deliziosi piatti e a versare vino nei calici. Sempre calici è pur vero, ma con un utilizzo ben diverso da quello musicale!01 Il menù del giorno elencato su apposite lavagne

Al Silenzio nasce insieme alla figlia Carlotta, unendo la comune passione per la cucina e per il territorio. Fin dal primo momento hanno pensato ad un locale diverso, un luogo di ritrovo senza vincoli, in cui fosse possibile bere anche solo un bicchiere di vino accompagnato da  una tapas, in tutta libertà senza sentirsi poi obbligati a fermarsi per un pasto completo. Arredamento in legno, tipico delle osterie,  ambiente informale, giovane ed accogliente. I tavoli sono molto vicini, anzi spesso si condividono proprio con persone mai viste prima, ma qui l’atmosfera è diversa e tra un bicchiere e l’altro diventa naturale comunicare anche con chi ti sta accanto. Tra gli scaffali non solo bottiglie di vino ma anche tanti libri e guide, per scoprire il territorio e far conoscere al turista di passaggio qualche percorso panoramico o qualche luogo ameno. La musica qui è ovunque, non solo come sottofondo.  La ritroviamo sulle pareti ricoperte di partiture tra foto di musicisti famosi e strumenti musicali appesi, forse nella speranza che qualcuno li faccia nuovamente vibrare!04 La bellissima parete icoperta di partiture

Per quanto riguarda la cucina, Gianfranco e Carlotta ci tengono a sottolineare che al Silenzio è un “laboratorio culinario” in cui si sperimenta, si ricerca e si porta nel piatto il lavoro soprattutto degli agricoltori e dei vignaioli del territorio con un’attenzione particolare al biologico.

Le verdure bio provengono dalla valle di Gresta mentre i fiori dal monte Baldo, le trote e i salmerini dall’allevamento trentino Trota Oro mentre le carni (pollo e vitellone) sono di allevamenti locali accuratamente selezionati, unica eccezione per la carne bovina di Fassone che proviene dal Piemonte. Accanto ai piatti tipici della tradizione trentina rivisitati, il menù propone: sushi tradizionale giapponese, hamburger vegetariani, di trota e di carne, tapas e crostoni a base di lardo pestato, porri, formaggio, baccalà mantecato, cavolo nero, acciughe, patè di fegatini e tanti altri, tutti stuzzicanti e appetitosi…mumble…mumble mi sta venendo l’acquolina in bocca! 05 Crostini con baccalà mantecato e formaggio e porri

Ma la vera “chicca” del locale è il TrentinSushi ovvero un sushi realizzato con le materie prime del territorio avvolte nel foglio di alga Nori, come vuole la ricetta nipponica. Gianfranco si innamora del sushi a seguito dei tanti viaggi fatti in Giappone e proprio qui frequenta dei corsi per acquisirne la tecnica. L’idea di associarlo ai prodotti trentini gli viene dopo essere stato in Francia e aver assaggiato del sushi, preparato con formaggi francesi pregiati e foie gras.08 TrentinSushi del lago di Garda con trota e Salmerino

Cucina quindi contaminata dalle loro esperienze di viaggio, impreziosita dai profumi delle varie spezie e arricchita anche di tipici pietanze orientali. Carlotta è entusiasta di queste proposte che cambiano molto spesso, seguendo la stagionalità e la reperibilità delle materie prime.

Stessa cura e attenzione l’hanno dedicata alla scelta dei vini e delle birre artigianali, dando largo spazio alle cantine del territorio. In carta propongono i “Vini dell’Angelo” un progetto nato quasi trent’anni fa per opera di Giampaolo Girardi che ha deciso di recuperare e valorizzare tutte le varietà d’uva presenti in Trentino fino alla fine della Grande Guerra. Cinese, Maor, Paolina, Peverella, Casetta, Franconia, Groppello di Revò, sono solo alcuni dei vigneti autoctoni che senza il reimpianto, la coltivazione e la vinificazione sarebbero andati perduti per sempre. Oggi possiamo apprezzare questi prodotti unici del territorio, sorseggiando un calice ricco di sapori e profumi antichi.
12 Vò Brut Rosè Vallarom per accompagnare il TrentinSushiPer questa sera ho scelto il Brut Rosè Vò della cantina Vallarom, 100% Pinot nero, uno splendido spumante di un bel rosa brillante, ricco di profumi e aromaticità ed un fine e persistente perlage.
Gianfranco e Carlotta si muovono con disinvoltura tra i tavoli e hanno un saluto e una parola per tutti, veri e sinceri padroni di casa!

Al Silenzio – Neumasushimori
Borgo S. Caterina, 20 – Rovereto (TN)
Telefono: 0464/436229
Link:
www.al-silenzio.it
www.propostavini.com/aree-di-lavoro/area-ricerca/vini-dell-angelo
www.valdigresta.org/
www.trotaoro.it
www.vallarom.com

 

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A proposito dell'autore

Fabrizia Dalpiaz

Ciao, sono Fabrizia, chitarrista, concertista, insegnante, pittrice, da sempre appassionata di gastronomia. Da più di 10 anni seguo questo settore in modo più consapevole e assiduo, e dalla fase in cui stavo più ai fornelli sono passata alla fase in cui preferisco viaggiare, scoprire e sperimentare, girando per ristoranti e cantine. Amo tutto ciò che è emozionante, dalla musica, alla pittura, dal cibo ai vini, dai viaggi alla natura, ed ora eccomi qui a condividere con voi le mie esperienze e le mie emozioni perché è questo che farò. Non sono assolutamente un tecnico del settore ma spero che il mio animo sensibile possa trasmettervi tutto ciò che proverò nei miei viaggi e nei miei incontri. Sono nata e cresciuta a Trento, città che adoro, e vi racconterò soprattutto della mia terra: il Trentino.

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