Gaja in Piemonte, Bellavista in Lombardia, Tenuta San Leonardo in Trentino, Feudi di San Gregorio in Campania, Arnaldo Caprai in Umbria. Sono solo alcuni dei grandi nomi del vino italiano che hanno investito nel progetto delle cosiddette “viti monumentali” o “patriarchi”. A questi apripista ne stanno seguendo altri in molte regioni italiane. L’idea di base è quella di dare nuova vita ad antichissime viti, facendo rinascere da padri arcaici nuovi figli, incrementando il già ricco patrimonio varietale.

Un’operazione di storia e cultura viticola che potrebbe trovare in Montalcino, la patria del Brunello, un “luogo d’elezione” per la creazione di un molto particolare “giardino della memoria della viticoltura”. Il progetto, voluto dal professor Attilio Scienza, ordinario di viticoltura all’Università di Milano e studioso di storia della viticoltura mondiale, si propone di dare un futuro ai vigneti, salvare le viti più antiche e arricchire il patrimonio varietale dei territori più adatti alla viticoltura.

 

I preziosissimi ceppi originali di Sangiovese grosso (Brunello di 70-100 anni d’età) necessitano infatti di una potatura conservativa, molto particolare, che può essere eseguita solo da enologi espertissimi (i “preparatori d’uva”) da anni impegnati in una serie di osservazioni e sperimentazioni dei più importanti terroir europei. Si tratta di Marco Simonit e Pier Paolo Sirch, tecnici friulani che hanno definito il metodo di potatura alla base dell’unica “Scuola italiana permanente di potatura della vite”.

E’ questa una tecnica mediante la quale la ricerca scientifica è in grado di allungare il ciclo di vita e la produttività dei vigneti tutelando nel contempo la qualità dei vini, l’integrità del territorio e la biodiversità dei vigneti. Un metodo che si può applicare perfettamente al Brunello instaurando così quel legame profondo tra vino, luogo d’origine e patrimonio culturale

 

Links di approfondimento:

Università di Milano, facoltà di Agraria: www.agraria.unimi.it/G25/presentazione.php 

www.consorziobrunellodimontalcino.it