di Umberto Gambino
Sicilia en primeur si conferma l’evento enologico cult dell’anno in Italia. L’anteprima “parziale” di molti vini siciliani, può vantare tante belle “cose” tipiche e irripetibili altrove: il gioco di squadra dei produttori (si aiutano tutti, grandi e piccoli); l’accoglienza di prim’ordine ai numerosi giornalisti italiani e stranieri (che ripartono per le loro destinazioni avendo negli occhi colori, sapori, persone, palazzi, monumenti e paesaggi mozzafiato ben impressi in mente); la straordinaria gastronomia siciliana;  l’organizzazione curata e professionale fin nei minimi dettagli dove nulla è lasciato al caso. E poi i protagonisti, che sono sempre loro: i vini siciliani che ben tratteggiano terre e tipicità assai diverse tra loro. Dai Nero d’Avola ai vulcanici etnei; dai Cerasuolo di Vittoria ai poliformi Grillo, Catarratto, Inzolia; dagli straordinari passiti ai vini delle isole minori, non trascurando ottimi esempi di spumanti Metodo Classico, la Sicilia del vino si conferma un caleidoscopio di emozioni nel calice, anno dopo anno in crescendo, proprio come un bel finale d’opera sinfonica che si rispetti. Ogni anno, però, il finale cambia e cresce.

La quindicesima edizione di Sicilia en primeur, ha visto la partecipazione di oltre 100 giornalisti provenienti da 22 nazioni. L’anteprima dei vini siciliani, organizzata da Assovini Sicilia, nell’anno di Palermo Capitale della Cultura, ha scelto le sale del Museo Regionale d’Arte Contemporanea come sfondo per degustazioni, masterclass e incontri con i produttori, confermando anche quest’anno un’attenzione crescente da tutto il mondo per la produzione enologica dell’isola.

Snoccioliamo altri numeri per far capire meglio la portata dell’evento: 53 le cantine partecipanti, 450 vini in degustazione nelle sale produttori, 50 in degustazione en primeur, 360 in sala degustazione e 144 etichette in carta dei vini, 103 Magnum e 5 masterclass sold out. Sette gli enotour nei diversi territori del “continente enologico” Sicilia ai quali hanno partecipato i giornalisti.

 

“Queste cifre sono la testimonianza dell’interesse sempre maggiore per il vino siciliano e per il patrimonio enogastonomico dell’intera regione – ha commentato Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia – Oggi la Sicilia vanta una ricchezza culturale senza uguali, frutto della mescolanza di popoli e tradizioni che hanno attraversato il nostro territorio nel corso dei secoli. La nostra regione è sempre stata aperta all’influsso di culture differenti ed è esattamente questa la mentalità che si è respirata durante Sicilia en Primeur di quest’anno. Internazionalità e collaborazione sono valori fondanti della nostra Associazione”.

Nel corso della manifestazione l’importanza dell’unione è stata evidenziata anche da Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che ha raccontato la rivoluzione culturale che è in atto tra le aziende dell’isola: “In Sicilia sono ormai quasi 200 le aziende che lavorano insieme facendo sistema e qualità sotto le insegne del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Abbiamo più di 7.300 viticoltori, e la previsione è di un traguardo di 60 milioni di imbottigliato nel 2018”.

Detto ciò, per capire com’è lo stato dell’arte del vino siciliano, ecco i nostri migliori assaggi, partendo dai rossi (e da un rosato). La degustazione dei bianchi (sempre da Sicilia en primeur) potete leggerla qui.

18 vini rossi top (e un rosato) da Sicilia en primeur 2018

10 rossi dell’Etna

Donnafugata – Etna Rosso 2016
Esordio convincente per i vini etnei di quest’azienda di riferimento dell’isola. Le uve provengono dai vigneti di Nerello Mascalese di cinque diverse contrade fra Randazzo e Passopisciaro, tutte oltre i 700 metri di altitudine. Campione in affinamento, ma già dotato di evidenti potenzialità. Profuma di rosa fresca, lampone, lievi tinte di tabacco dolce. In bocca scorre fresco, morbido, gradevole, su tannini già rodati, chiudendo su una scia di frutta rossa.    

Pietradolce – Etna Rosso Barbagalli 2015
Nerello Mascalese 100%. Un cult da uve pre fillossera coltivate a 900 metri di altitudine, nella zona di Contrada Rrampante, Solicchiata, versante Nord dell’Etna. Al naso sembra di respirare la cenere e tanto altro a piccole tinte, poi ecco il pepe nero, le spezie, le note minerali e di idrocarburo. Gusto austero, intenso, fine, morbido, molto fresco. In chiusura ritorna la componente speziata. Un rosso mai banale, sempre emozionante. 

Tenute Bosco – Piano dei Daini 2015
Nerello Mascalese 90%, Nerello cappuccio 10%. Siamo in Contrada Piano dei Daini di Passopisciaro, a circa 600 metri di altezza, sul versante Nord. E’ un rosso immediato e ammaliante. Naso balsamico con piccoli frutti di bosco e sentori minerali. Si esalta in un sorso sapido, intenso, di grande acidità, tannico al punto giusto e una piacevole retrogusto di ciliegia rossa fresca.

Tornatore – Trimarchisa Rosso 2015
Il classico mix 90-10 di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio si estrinseca diffondendo frutta rossa in confettura, pepe nero, cannella e fiori di violetta. Al gusto è concentrato, sapido, molto fresco, ben equilibrato grazie ai suoi tannini vellutati. Piacevole e di ottima beva.

Cusumano – Altamora Guardiola Etna Rosso 2014
Nerello Mascalese 100%. Si concede pian piano ma poi arriva all’obiettivo. Sa di lampone, rosa fresca, pepe nero, spezie come incenso e chiodi di garofano. Complesso al naso e armonico al gusto: agile, freschissimo, elegante, dai tannini morbidi. Se la 2014 è stata un’ottima annata enologica in Sicilia, per i vini dell’Etna è stata addirittura eccellente.

Benanti Serra della Contessa 2014
Nerello Mascalese 87%, Nerello Cappuccio 13%. I vini di Benanti sono sempre un passo avanti. Le uve che concorrono a questa bottiglia nascono dal Monte Serra, sul versante Est del vulcano, da Nerello mascalese (80%) e Nerello cappuccio (20%). Rosso granato nel calice, diffonde spezie, tinte di rosmarino, incenso, pepe nero e rosa. Sapore intenso ed elegante allo stesso tempo, sfodera freschezza e tannini vivaci di buona fattura. Non immediato, ma profondo.

Duca di Salaparuta – Lavico 2014
Nerello Mascalese 100%. Apre su profumi intensi di spezie aromatiche, di rosmarino, erbe officinali e cenere. Gusto intenso, nitido, molto fresco, con tannini ben amalgamati che esaltano frutto e sapidità. Chiude composto e armonico.  

Palmento Costanzo – Nero di Sei 2014
Nerello Mascalese 80%, Nerello Cappuccio 20%. Profumi delicati di rosa fresca e more, poi escono le spezie, il pepato, il tabacco dolce. Piace di più al sorso, delicato, scorrevole, di buon corpo e profondità. Garbatamente evoluto. 

Vivera – Martinella 2013
Nerello Mascalese 90%, Nerello Cappuccio 10%. Si apprezza per le sue note già evolute di liquirizia, ciliegia rossa in confettura, spezie su sfondo balsamico nitido. Al naso è accattivante. Gusto più misurato, ma delicato, agile, di fresco impatto. Tanta mineralità.

Tenuta di Fessina – Il Musmeci 2012
Nerello Mascalese 100%. Altro rosso in cui si avverte il profumo della cenere, la lava che respira. E’ minerale, intriso di idrocarburo e note evolute di cioccolato scuro. In bocca è intenso, fine, morbido, dinamico, lungo, con tannini prepotenti ma non aggressivi. Altro vino cult del vulcano: una certezza!

8 Nero d’Avola & Co.

Le Casematte – Faro 2016
Nerello Mascalese 55%, Nerello Cappuccio 25%, Nocera 10%, Nero d’Avola 10%. Che bel naso e che bel gusto questo Faro Doc. Pur essendo giovane, mostra tutta la sua esuberanza ed eleganza. Frutta rossa fresca e spezie aromatiche a piccole tinte e a profusione. Note di tabacco dolce e macchia mediterranea. Gusto morbido, rotondo, agile e intenso al tempo stesso, armonico ed equilibrato.  

Planeta – Dorilli 2016 Cerasuolo Vittoria
Nero d’Avola 70%, Frappato 30%. La quintessenza del Cerasuolo di Vittoria è racchiusa in questo nettare che diffonde pepe nero, rosmarino, ginepro, finocchio selvatico. Al palato è morbido, vellutato e scivola in bocca come una piuma, con tannini perfetti.

Feudi del Pisciotto – Cerasuolo di Vittoria Giambattista Valli 2015
Nero d’Avola e Frappato in parti uguali. Nota netta di ciliegia fresca seguito da petali di rosa e macchia mediterranea, in linea con la tipologia. La bocca è molto fresca, intensa, di buon corpo, agile, bei tannini e bel finale di prugna.

Planeta – Santa Cecilia 2015
Nero d’Avola. Si presenta sfrontato e intenso, composito, speziato, con tinte di frutta rossa evidenti. Sorso coerente, molto fresco, sapido, ben concentrato ed elegante. Il Nero d’Avola come Dio comanda.

Feudo Montoni – Nero d’Avola Vrucara 2014
Rosso granato con unghia scarica. Naso intenso di liquirizia, frutti di bosco e balsamico, chinotto, frutti di bosco, c’è un bel mix di freschezza e punte più evolute. In bocca si presenta avvolgente, morbido con tannini nervosi, più pronti in prospettiva. Bella acidità, finale di frutta rossa fresca: dalle più antiche vigne di Nero d’Avola della Sicilia, pre fillossera.

Valle dell’Acate – Tanè Nero d’Avola 2013
Nero dìAvola. Note evolute, fra chicchi di caffè, tabacco dolce, cuoio e una fresca confettura di ciliegia ben evidente. Gusto concentrato, muscolare, corposo, che ricorda i Nero d’Avola di una volta. Si compone bene e chiude bene in una nota di liquirizia finale.

Baglio del Cristo di Campobello – Lu Patri 2009
Nero d’Avola 100%. Profumi evoluti, tinte ferrose, eteree, poi rosa secca, molto pepato e speziato con sentori di rosmarino e bacche di ginepro su un elegante sfondo balsamico. In bocca è intenso, avvolgente, lungo, ben supportato da tannini fini e con una gustosa scia finale di confettura di more. Gran bel Nero d’Avola.

Tasca d’Almerita – Rosso del Conte 2007
Nero d’Avola (62%) e Perricone (38%) coltivati nelle vigne storiche di San Lucio, nella tenuta di Regaleali. E’ stato il primo vino da vigna unica prodotto in Sicilia. Prima annata: 1970.
Molto balsamico, fra erbe aromatiche e officinali, giustamente evoluto, pepato nel complesso. Palato intenso, equilibrato, morbido, fresco, avvolgente, tannini finissimi, lunghezza del gusto.

Un rosato
Benanti – Etna Rosato 2017
Nerello Mascalese in purezza. Ebbene sì: Benanti sa far bene anche i rosati. Rosa cerasuolo nel calice, bel naso delicato e floreale che si armonizza al sorso fine, intenso, morbido, persistente. Finale saporito di vaniglia dolce e zucchero filato.

P.s: don’t worry. Presto i vini bianchi da SEP18!

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