(U.G.) Ferragosto è una festività topica perché cade (cade proprio) nel bel mezzo delle vacanze della stragrande maggioranza di noi italiani. In piena estate, quando le temperature – oltre i 30 e spesso prossime ai 40 gradi all’ombra – certo non aiutano a bere vino perché l’alcol contribuisce ad aumentare la percezione della calura corporea.

Noi però, da bravi appassionati e intenditori di vino, non ci pieghiamo a seguire chi opta per il “no” deciso al vino in agosto. Diciamo noi “no” alla scelta facile e poco ponderata che porta a bere solo acqua, birra, o comunque bevande fresche e gassate che però – se accompagnate al cibo – non hanno la struttura tale da bilanciare e far apprezzare al meglio ciò che si mangia. Siamo in pieno agosto, e allora? Perché privarci del piacere del buon bere da accompagnare al buon cibo, in compagnia? Non ci vogliamo privare. E perciò detto fatto.

In queste righe trovate 15 vini giusti da bere con il solleone, prima e dopo il 15 agosto e ovviamente anche a Ferragosto. Trovate anche gli abbinamenti che riteniamo più adatti per far gustare ogni pietanza senza sacrificarla e contemporaneamente senza offendere il vino. Insomma per mangiare e bere bene anche nel mese più caldo dell’anno.

E per aiutarvi ancora di più, cinque consigli per servire e degustare il vino ad agosto nel modo migliore.

Ecco perciò…

15 vini giusti da bere a Ferragosto e … dintorni e gli abbinamenti consigliati

7 Bianchi

Monte Tondo – Casette Foscarin Soave Classico 2016 
Partiamo dal Veneto e da una certezza assoluta. Ecco un Soave intenso, profumato e profondo frutto del 90% di Garganega e di un 10% di Trebbiano di Soave. La denominazione “Classico” indica l’area più classica di produzione del Soave.
Note di ananas, papaya, frutto della passione e fiori gialli nel calice, accompagnano un sorso delicato, rotondo, polposo, minerale e persistente. Nel finale una scia lieve di vaniglia. Lo abbiniamo con verdure miste grigliate

Castelvecchio – Carso Doc Malvasia Dileo 2017
Dal Friuli, un bianco tipico e aromatico: è la Malvasia Istriana, che si svela con fiori bianchi delicati, muschio, pera, mela, susina e, sullo sfondo, albicocca e salvia. Come quasi tutte le Malvasie, scorre sapido, minerale, avvolgente.  Ottimo con gamberoni arrosto e crostacei in genere.

Poggio al Tesoro – Solosole Vermentino Bolgheri DOC 2017
Il Vermentino è un vitigno tipico di questo territorio toscano, prodotto dall’azienda della famiglia veneta Allegrini. Il nome del vino è già un programma: è dovuto al sole toscano che dona a questo bianco sapido, i sentori di pompelmo rosa e pesca bianca: è agile al sorso con una struttura ben piazzata. Da provare con astice alla catalana.

Vicari – Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore L’Insolito del Pozzo Buono 2016
Dalle Marche con piacevolezza. E’ uno dei migliori Verdicchi dell’anno. Annusandolo, vengono fuori gli agrumi, i fiori di campo, la pesca, la frutta tropicale. Al sorso scorre fresco, giustamente sapido, corposo, con un bel ritorno delle sensazioni fruttate. Da bere con cozze e vongole gratinate.

Eremo Tuscolano – Frascati Superiore DOCG 2017
60% Malvasia del Lazio e 10% Malvasia di Candia, poi 30% fra Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo e Bombino Bianco.
E siamo nel Lazio (sì, proprio nel Lazio, fra i Castelli Romani) con il vino più tipico e più famoso al mondo fra quelli della regione: il Frascati. Questo che proponiamo è un Superiore DOCG dalle note vegetali, di fiori bianchi, frutta bianca come mela e pera e tropicale di pompelmo. La componente minerale e vulcanica è evidente. Gusto rotondo, avvolgente, lungo, con una bella freschezza che richiede subito un altro sorso. Lo abbiniamo con una fresca insalata di pollo, piselli, lattuga e carote julienne.

Alois – Caiatì Pallagrello Bianco 2017
In Campania fra le vigne di Pontelatone (Caserta), nel regno del Pallagrello. Questo vino, amorevolmente prodotto dalla famiglia Alois, ci è piaciuto molto e lo abbiamo assaggiato in più occasioni, ricevendo sempre conferme. Al naso sembra rustico ma non lo è: in realtà è intenso ed elegante con le sue note di timo e rosmarino, seguite da agrumi ben assortiti. Bocca rotonda, senza spigoli, avvolgente, lunga, sapida e molto fresca. Finale di mandarino. Palato e delicato e morbidezza assoluta. Da bere con ghiotta di stoccafisso gratinato.  

Alessandro di Camporeale – Grillo Vigna di Mandranova 2017 bio
Puntiamo infine al Sud, alla Sicilia, con il vitigno bianco più in voga negli ultimi anni sull’isola. Note di timo, salvia, pompelmo rosa, a tratti aromatico, ma intenso. Gusto equilibrato, morbido e avvolgente a iosa. Forse una punta evidente nella componente frutta esotica, ma piace e si fa piacere, magari sorseggiandolo in riva al mare. Abbinatelo con spigola alla griglia.

Un Rosato

Monte del Frà – Bardolino Chiaretto  
Torniamo in Veneto per quello che – per noi – è risultato il miglior rosato dell’anno. Si offre con una tinta rosa antico nel calice. Al naso lievi tocchi speziati, poi pepe rosa e piccoli frutti rossi sullo sfondo. In bocca scorre misurato, piacevole, snello, e chiude coerente su un’evidente nota di agrumi. Con spaghetti pomodoro e basilico.

 

 

5 Bollicine

La Tordera – Valdobbiadene DOCG Otreval Rive di Guia Brut
95% Glera 5% Verdiso. Charmat Lungo.
E’ un Prosecco cru che proviene da vigneti allevati nelle omonime rive. In bella evidenza intense tinte floreali e profumi di mela, pera e banana, si fa apprezzare anche per una delicata nota minerale. Buona struttura e acidità lo rendono un bel vino jolly: da sorseggiare con antipasti salati e stuzzichini e persino con qualche primo non troppo impegnativo.

Berlucchi – ’61 Saten – Franciacorta DOCG
Andiamo su bollicine strutturate e consistenti. Chardonnay in purezza, la linea ’61 identifica le selezioni della maison Berlucchi. Vinificazione in acciaio, poi rimane a contatto sui lieviti per 24 mesi. Nel calice è un saten dal perlage cremoso e persistente. Al naso si apre con sentori di frutta gialla, dalla papaya alla mela golden. Al gusto, ha sapidità e struttura, con chiusura di note fragranti ed agrumate, di scorza d’arancia. Abbinamento con il cous cous di pesce.

Cantine Ferrari – Trentodoc Ferrari Perlè 2011
Chardonnay, 60 mesi sui lieviti. Perlage molto fine e lungo. Si avverte una complessità balsamica, liquirizia, lieviti, albicocca, vaniglia, miele, zenzero candito. Gusto corposo, ben piazzato, dinamico, fresco, sapido, agrumato nel finale. Perfetto e preciso. Il sorso non finisce mai. Serve berlo con un primo gustoso e consistente. E perciò … spaghetti alla bottarga.

Tenuta Travaglino – Poggio della Buttinera Riserva 2012
Da uve Pinot Nero, dopo un passaggio in legno di 12 mesi, trascorre quasi un anno e mezzo in bottiglia. Frutti di bosco, lampone e sentori balsamici si alternano al naso, mentre in bocca ha freschezza da vendere e tanta eleganza. Che c’è di meglio di un vitello tonnato?

Tasca d’Almerita – Almerita Rosè Brut
Pinot Nero dalla Sicilia. Rosa antico, perlage fine e continuo. Il naso è solleticato da eleganti sentori di frutta rossa con note delicate di rosa e viola. In bocca rinfresca il palato con un sorso fragrante e vivace, di sicura soddisfazione. Bevetelo con pescespada arrosto condito con olio, sale, rosmarino e pinoli.

Due rossi

Montalbera – Ruchè di Castagnole Monferrato La Tradizione 2017 
Chi l’ha detto che d’estate non si bevono vini rossi? Questo si beve eccome! Proviene da un vitigno tipico e caratteristico del Monferrato: il Ruché. Poco tannino, tanta eleganza. Intenso, persistente, aromatico, fruttato, con sentori di petali di rosa e violetta. Sapore armonico, di corpo ed equilibrato. Con risotto alle erbe aromatiche.

Cantina Paltrinieri – Lambrusco di Sorbara Doc Rosso Frizzante Piria 2017
Lo mettiamo nei rossi e non nelle bollicine, ma se volete considerarlo nel settore spumanti, fate pure. Blend di Sorbara 70% e Salamino 30%. Spuma cremosa, piccoli frutti rossi e violetta al naso: Al gusto secco, morbido, fruttato, di beva gradevole e ripetuta, con piacere. Finché non si esaurisce la bottiglia. Provatelo con la pizza margherita e vi stupirà.

Quattro accorgimenti per bere il vino (con piacere) anche d’estate

Appassionati della birra, questo post non è per voi. Parliamo di vino e basta.

  • 1. Non usare mai bicchieri di plastica ma solo di vetro o di cristallo. Il bicchiere di plastica, infatti, non fa sprigionare i profumi del vino e non permette di goderne il colore e i riflessi che sono una parte importante dell’esperienza gustativa. In definitiva: toglie poesia al sorso.
  • 2. Fondamentale è la temperatura di servizio. Il ghiaccio va bene fuori, mai dentro il bicchiere. Il ghiaccio dentro il vino lo annacqua e ne compromette le qualità organolettiche.
    D’estate, quando il sole picchia, sappiate che qualsiasi vino, una volta fuori dal frigo (anche il rosso, tirato fuori dalla cantina), sale di temperatura, raggiungendo in pochi minuti quella ambiente (30° C e oltre). Perciò, abbassate la temperatura anche di 3-5 gradi sotto quella consigliata dalla cantina. Temperature di servizio estive: per il bianco 10°-12° C; il rosso, una volta stappato, va mantenuto al massimo a 12°-14°C. Non superate mai i 16°C nel bicchiere. Per i rosati, temperatura di servizio anche a 8° C, per gli spumanti azzardate anche 6°C.
  • 3. Una volta stappata, la bottiglia di vino (bianco, rosato e bollicine), va tenuta in una glacette con il ghiaccio. La bottiglia di rosso invece, una volta aperta, può rimanere in un secchiello di acqua fredda con qualche cubetto di ghiaccio. Oppure procuratevi un portabottiglie refrigerato o chillpod. Ricordate: non vi fate convincere da chi vi propone l’abbattitore o di metterlo in frigo per mezz’ora.
  • 4. E’ importante bere ogni sorso alla giusta temperatura: perciò, non riempite mai per intero il calice, ma ad una linea ideale che sta sotto un quarto. Anzi, versatevi nel calice solo la quantità che pensate di bere subito. Per evitare che il vino si riscaldi rimanendo nel bicchiere, versate il sorso da bere di volta in volta.
  • 5. Mai da soli. D’estate bevete sempre in compagnia: con gli amici, i parenti, la persona amata, per accompagnare bene il cibo, per festeggiare: perché il vino è convivialità, allegria, gioia di vivere. D’estate ancora di più!